Caccia italiani per la sicurezza dei cieli del Montenegro

Roma. A seguito dell’entrata, esattamente un anno fa, del Montenegro nell’Alleanza Atlantica NATO, si è venuta a determinare la necessità di garantire i relativi spazi aerei. La missione di “Air Policing” è affidata sul Montenegro agli assetti aerei di Grecia ed Italia, così come già avviene in Albania e Slovenia: Italia e Grecia opereranno dalle basi nei rispettivi paesi. L’Italia garantirà il servizio grazie all’impiego di 2 velivoli Eurofighter che saranno in “prontezza operativa” dalle proprie basi di appartenenza, pronti ad intervenire su “scramble” in caso di necessità.

Eurofighter italiano all’atterraggio

Eurofighter italiano al decollo

Lo “scramble” è l’attività operativa consistente nel far attivare in maniera rapida una coppia di velivoli caccia al fine di intercettare e identificare un aereo sconosciuto che viola lo spazio aereo dell’Alleanza, o che non si identifica propriamente con il controllo del traffico aereo, al fine di garantire la sicurezza dei cieli da qualsiasi potenziale minaccia.
Nel 2017 lo spazio aereo del Montenegro è divenuto parte integrante dello spazio euro-atlantico e, come tale, è stato incluso nel sistema di difesa aerea e missilistico della NATO. In questo ambito viene svolta anche l’attività di Air Policing, che consiste nella continua sorveglianza aerea volta ad assicurare l’integrità e la sicurezza dello spazio aereo della NATO. Come altri paesi dell’Alleanza Atlantica (Slovenia, Albania, Repubbliche Baltiche, Islanda) il Montenegro non dispone di una forza aerea in grado di sopperire alla sorveglianza del proprio spazio aereo ed ha quindi chiesto l’intervento della NATO.
Una cerimonia tenutasi a Podgorica, oltre a celebrare il primo anniversario di adesione alla Nato, ha sancito l’inizio di questa collaborazione per garantire la sicurezza dei cieli montenegrini. Anche una coppia di Eurofighter italiani, decollati dalla base del 36° Stormo di Gioia del Colle (BA), ha preso parte alla manifestazione, sorvolando alcune città montenegrine e simulando, insieme a una coppia di F-16 ellenici, un’attività di intercettazione di un aeromobile non identificato.
Il Generale di Divisione Aerea Silvano Frigerio, Comandante delle Forze da Combattimento e della 1^ Regione Aerea, presente alla cerimonia, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha dichiarato: “le Forze Armate italiane continuano a dimostrare la disponibilità del Paese nel fornire supporto e professionalità con generosità in ottemperanza ai fondamenti cardini dell’Alleanza Atlantica. L’Italia già vanta un primato nello svolgimento del Servizio di Air Policing della NATO, essendo l’unica Nazione ad aver partecipato nei quattro scenari, dall’Islanda all’Albania. Da oggi, con altrettanto impegno, l’Aeronautica Militare garantirà la protezione e la sorveglianza dello spazio aereo anche al Montenegro “.

La base aerea di Gioia del Colle

La NATO è stata rappresentata dal Generale di Brigata Aerea Roberto Di Marco, Vice Comandante del NATO’s Depoyable Air Command and Control Centre di Poggio Renatico (FE) che nel suo intervento ha ribadito: “Oggi si vuole inoltre riconoscere il grande impegno dell’Italia e della Grecia per aver offerto il contributo dei propri assetti aerei alla NATO, nell’interesse comune della difesa dello spazio aereo dell’Alleanza”.

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