Carabinieri: 43 anni fa veniva ucciso dai terroristi il Generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi. Ricordato, oggi a Roma, il suo sacrificio

ROMA. Oggi, a Roma, sono stati ricordati i 43° anni dell’omicidio del Generale dei Carabinieri Enrico Galvaligi.

Davanti alla lapide che ne ricorda il sacrificio, nella piazza a lui intitolata, nel Quartiere Ardeatino a Roma, dopo gli onori militari resi dalla Guardia d’Onore, è stata deposta una corona di alloro, a nome dell’Arma.

Un momento della cerimonia in ricordo dell’anniversario dell’omicidio del Generale Galvaligi

Erano presenti il figlio del Generale dei Carabinieri Paolo Galvaligi (in congedo), una rappresentanza delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine.

Nato a Solbiate Arno (Varese), l’11 ottobre del 1920, il Generale Enrico Galvaligi fu ucciso la sera del 31 dicembre 1980 da un commando di terroristi.

All’epoca era vice direttore dell’Ufficio per il Coordinamento dei servizi di sicurezza nelle carceri e fu stretto collaboratore del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa prima e del Generale Risi, successivamente.

La sera del 31 dicembre mentre stava rientrando con la moglie dalla Messa in parrocchia vicino casa, avvicinandolo con la scusa della consegna di un pacco, due terroristi gli esplosero contro cinque colpi d’arma da fuoco.

Il generale Galvaligi è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Civile, alla memoria, con la seguente motivazione: “Addetto all’Ufficio di Coordinamento dei servizi di sicurezza degli Istituti di Prevenzione e Pena, in un momento caratterizzato dal riacutizzarsi della violenza contro l’intero sistema carcerario da parte della criminalità eversiva organizzata, perseverava, nonostante le ripetute minacce a lui rivolte, nella propria missione con assoluta dedizione e sprezzo del pericolo in difesa delle istituzioni e nell’interesse della comunità. Nel corso di proditoria imboscata, tesa con estrema efferatezza da gruppo di terroristi, veniva trucidato con numerosi colpi d’arma da fuoco esplosigli da distanza ravvicinata, sublimando col supremo sacrificio una vita spesa al servizio della collettività”.

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