Carabinieri: a Cipro 4 ufficiali dell’Arma partecipano alla riunione del network EU -CULTNET

NICOSIA (CIPRO). Quattro ufficiali dell’Arma dei Carabinieri si sono incontrati a Cipro, Paese che detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea, per partecipare alla riunione del network EU -CULTNET

I 4 ufficiali dell’Arma alla Carabinieri: a Cipro 4 ufficiali dell’Arma alla riunione del network EU -CULTNET

Il network fu creato con una Risoluzione del Consiglio dell’UE nell’ottobre 2012 ed è una rete informale di autorità di polizia ed esperti competenti nel settore della tutela dei beni culturali. I suoi obiettivi sono rafforzare il coordinamento tra le forze di polizia, le autorità culturali e le organizzazioni private, quali antiquari o case d’asta, e stabilire linee guida comuni per la lotta contro le organizzazioni criminali coinvolte nel traffico illecito di beni culturali.

Alla riunione hanno preso parte, oltre alle rappresentanze delle autorità di Polizia dei Paesi membri dell’UE e alle Agenzie dell’Unione Europea, anche istituti di ricerca e protezione dei Beni Culturali, l’UNESCO, il Consiglio d’Europa e INTERPOL.

L’aspetto straordinario è che tre di questi ufficiali hanno partecipato all’evento in rappresentanza di INTERPOL e del Servizio di Azione Esterna dell’Unione Europea (EEAS), due organizzazioni internazionali.

Il Tenente Colonnello Diego Polio, del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che rappresentava l’Italia, è stato affiancato dal Colonnello Antonio Angiulli, Coordinatore della Rappresentanza Speciale di INTERPOL presso l’Unione Europea (la missione diplomatica di INTERPOL all’UE), dal Tenente Colonnello Corrado Catesi, recentemente nominato capo dell’UnitàWorks of Art di INTERPOL e dal Tenente Colonnello Alfio Gullotta, che si occupa degli aspetti relativi alla protezione dei beni culturali nella Divisione Integrated Approach to Peace and Security dell’EEAS.

Questo sottolinea come la professionalità e la competenza dell’Arma dei Carabinieri, particolarmente (ma non solo) nel settore della protezione dei beni culturali, ricevano, a livello internazionale, un riconoscimento che va ben oltre le parole, e che si esprime nella volontà, da parte delle organizzazioni internazionali, di integrare i militari dell’Arma nei rispettivi staff, affidando loro incarichi direttivi o di policy-making.

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