Carabinieri: a Salerno un’esercitazione testa la rapidità di impiego di API (Aliquote di Primo Intervento), SOS (Squadre Operative di Supporto) e negoziatori

SALERNO (dal nostro inviato). Le manovre sono precise, studiate sin dal primo giorno di corso. Il capo del team dà ordini in modo preciso. Anche se ogni operatore sa cosa deve fare la sua voce serve di coordinamento e incitamento all’azione.

E’ una esercitazione ma potrebbe verificarsi nella realtà.

Benvenuti alla scoperta delle API (Aliquote di Primo Intervento) del Nucleo Operativo e Radiomobile di Salerno e delle SOS (Squadre Operative di Supporto) del 10° Reggimento Carabinieri “Campania” di Napoli.

 

L’attività addestrativa  avvenuta, nei giorni scorsi, in tarda serata, in un Centro commerciale salernitano (chiaramente chiuso alla clientela) ha visto protagonisti, come dicevano, questi Reparti specializzati dell’Arma ma anche di altri militari che magari alcuni cittadini conoscono perché appassionati di serie TV o di film.

Stiamo parlando dei negoziatori. I Carabinieri negoziatori sono militari specializzati che intervengono in situazioni di crisi, come sequestri o tentativi di suicidio, per gestire il dialogo con individui in difficoltà emotiva.

Il Carabiniere negoziatore nel corso dell’esercitazione dialoga con il “ricercato”

Il suo ruolo è quello di guadagnare tempo, raccogliere informazioni e cercare di risolvere la crisi attraverso tecniche di ascolto, empatia e psicologia investigativa, con l’obiettivo di salvare vite e favorire una soluzione pacifica.

Prima di diventare un negoziatore, il Carabiniere  affronta a un lungo e selettivo corso presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative di Velletri (Roma), dove la selezione è molto rigorosa.

Durante l’esercitazione, alla presenza del Comandante del Comando provinciale di Salerno, Colonnello Filippo Melchiorre, del Comandante del Reparto Operativo dello stesso Comando  Tenente Colonnello Livio Rocchi,  sono intervenuti anche altri Reparti in supporto per rendere l’addestramento il più realistico possibile.

Sono intervenuti i militari del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, la Sezione Radiomobile, il 7° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pontecagnano Faiano (Salerno).

L’attività ha visto partecipe anche il 118 per la simulazione del ferito e del suo trasporto in ospedale.

LO SCENARIO

Report Difesa, in tutte le esercitazioni che segue di ogni Forza Armata e di Polizia (in Italia e all’estero) è sempre molto interessata allo scenario che viene predisposto dal direttore dell’esercitazione stessa e poi reso operativo dal personale.

Quello di Salerno ha simulato che un personaggio di spicco della criminalità organizzata di tipo mafioso destinatario di un Ordine di Custodia Cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Salerno, unitamente a due fiancheggiatori, venissero intercettati da una pattuglia dei Carabinieri del Nucleo Investigativo mentre si dirigevano al Centro commerciale.

Una volta all’interno, uno dei tre è stato immediatamente arrestato al grido di “Carabinieri!”, mentre gli altri due hanno tentato la fuga nell’edificio.

Nella colluttazione, uno dei componenti della pattuglia è rimasto ferito da una coltellata.

È stato immediatamente soccorso dai colleghi e poi affidato al personale medico del 118, nel frattempo allertato dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, che lo ha stabilizzato e successivamente trasportato in ospedale.

L’intervento del 118 e la stabilizzazione del “ferito”

Dopo un primo intervento di cinturazione di tutta l’area sia a terra che con l’ausilio del supporto elicotteristico grazie agli equipaggi della Sezione Radiomobile e dal 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano Faiano sono intervenute le Squadre A.P.I. e S.O.S. che sono riuscite, nell’immediatezza dei fatti, ad intercettare ed arrestate uno dei fuggitivi.

Il terzo componente nonché il destinatario del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria si è barricato all’interno dei bagni in cui si trovava casualmente uno dei dipendenti del Centro commerciale, che viene rilasciato grazie all’intervento dei Carabinieri negoziatori.

L’esercitazione si è conclusa con l’arresto del malavitoso e con il rinvenimento di uno zaino trasportato da quest’ultimo che ha poi richiesto l’intervento degli Artificieri Antisabotaggio.

Tutta l’attività si è svolta “in bianco”. Si sono voluti, infatti, testare i tempi di reazione, le manovre per l’intervento di API e SOS, del personale medico e infermieristico del 118 e di tutti gli altri Reparti dell’Arma che hanno partecipato.

Compresi i militari del Nucleo Investigativo, i quali sono stati pronti a reagire sia nel prestare le cure al loro collega ferito ma anche a dare informazioni su come il ricercato vestiva, nonché l’aspetto fisico ed altro.

Gli elementi tipici di informazioni di chi si occupa di indagini.

Tutto il Comando provinciale dell’Arma di Salerno ha avuto modo di verificare così le proprie capacità tecniche e operative e di intervento qualora avvenissero fatti reali.

In queste situazioni, come sappiamo, è fondamentale ogni minuto. E ogni secondo che passa senza che si possa reagire sembra un’eternità.

Il discorso del tempo è ancora di più fondamentale in realtà come quelle della provincia di Salerno, molto estesa con 158 Comuni (compreso quello capoluogo) con 2.547,880 chilometri di strade provinciali e regionali.

I REPARTI CHE HANNO PARTECIPATO ALL’ESERCITAZIONE 

Aliquote di Primo Intervento (API) 

Le Aliquote di Primo Intervento (API) sono Reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri creati per intervenire rapidamente in situazioni ad alto rischio. Costituiscono una risposta pronta e
specializzata, equipaggiata con armamenti e addestramenti specifici, e sono parte integrante del Nucleo Radiomobile. Il loro obiettivo è quello di prevenire o contenere eventi critici in attesa
dell’arrivo di altri militari specializzati come il Gruppo Intervento Speciale (GIS).

 

I Carabinieri delle API in attività operativa

 

Ruolo e compiti

Intervento in situazioni ad alto rischio

Le API sono la prima risposta specializzata per attacchi e situazioni critiche che richiedono un’azione immediata.

Prevenzione e contenimento

Il loro compito principale è quello di prevenire o contenere eventi criminosi, agendo in modo rapido ed efficace.

Supporto investigativo

Forniscono supporto all’Arma territoriale e collaborano con le componenti investigative in operazioni di contrasto alla criminalità organizzata.

Pronto intervento

Sono strutturate per intervenire in pochi minuti e sono equipaggiate con un specifico vestiario, materiali e armi.

S.O.S. (Squadre Operative di Supporto): le unità di rinforzo mobili

Le S.O.S. (Squadre Operative di Supporto) sono Reparti speciali dei Carabinieri istituiti nel 2016 per rafforzare la capacità di risposta a minacce e situazioni ad alto rischio. Intervengono tempestivamente per fronteggiare situazioni critiche, in attesa dell’intervento del Gruppo di Intervento Speciale (GIS), e sono integrate nell’organizzazione mobile dell’Arma.

Ruolo e compiti
Rispondere a situazioni ad alto rischio e contrastare atti crimiosi, fungendo da prima risposta in caso di attacco.

Organizzazione

Sono unità mobili, integrati nei Reparti Mobili dell’Arma, che possono essere dispiegate rapidamente su tutto il territorio nazionale per supportare l’organizzazione territoriale.

Integrazione

Lavorano in sinergia con altri Reparti, come le Aliquote di Primo Intervento(API) e il GIS, per fornire una risposta completa e articolata.Per quanto riguarda le dotazioni e il protocollo addestrativo, le S.O.S. seguono esattamente lo stesso programma delle A.P.I. ed inoltre come si vede, la totale identità in termini di dotazioni e addestramento tra A.P.I. e S.O.S. fa sì che esse siano sostanzialmente integrabili e completamente interoperabili permettendo all’Arma di disporre di una forza di prima risposta versatile e configurabile secondo le necessità del momento.

Artificieri Antisabotaggio

Gli Artificieri Antisabotaggio sono chiamati alla “bonifica” dei luoghi o dei mezzi di trasporto, con le tecniche e le tecnologie più moderne per la ricerca e neutralizzazione di ordigni esplosivi.
Assicurano il pronto intervento in emergenze in cui vi sono ordigni esplosivi improvvisati o in cui si è verificata un’esplosione. Si occupano della messa in sicurezza dell’area e del disinnesco della
bomba.

Un Carabiniere anti sabotaggio nel corso dell’esercitazione a Salerno

Tale processo è finalizzato a neutralizzare, disattivare e a rendere sicuri tutti gli ordigni, sia di tipo militare che improvvisati.

Può utilizzare vari mezzi e strumenti specifici a seconda del caso e delle attività.

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