Carabinieri: alla scoperta dei “Cacciatori di Sardegna”. Un Reparto d’eccellenza in difesa della legalità

Di Pierpaolo Piras

CagliariReport Difesa è ospite di un Reparto davvero speciale dell’Arma dei Carabinieri, lo Squadrone Eliportato dei “Cacciatori di Sardegna”, stanziato ad Abbasanta, in provincia di Oristano, fin dal 1993.

I Cacciatori di Sardegna pronti ad una fast rope dall’elicottero

Ci accoglie il suo comandante, il Tenente Colonnello Alfonso Musumeci, che vanta un curriculum professionale di prim’ordine: 52enne, laureato in Giurisprudenza, nell’Arma dal 1988, ha assunto il comando dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Sardegna” il 30 agosto 2017.

Il Tenente Colonnello Alfonso Musumeci, comandante dello Squadrone

Ha frequentato il biennio formativo (1988-1990) presso la Scuola Sottufficiali di Velletri e di Firenze e, nel 1999, vincitore di concorso, è stato promosso Sottotenente e ha frequentato la Scuola Ufficiali di Roma.

Da ufficiale ha comandato il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Cagliari (2000-2002), il Nucleo Informativo del Comando Provinciale dei Carabinieri nel capoluogo sardo e, dal 2004 al 2011 il  ROS-Nucleo Anticrimine Carabinieri di Nuoro, ove ha condotto diverse operazioni di servizio.

LO SQUADRONE ELIPORTATO “CACCIATORI DI SARDEGNA”

Lo Squadrone ha iniziato ad operare dal 1° settembre 1993 rilevando l’eredità, storica ed operativa, del Nucleo Eliportato Carabinieri denominato “Falchi di Barbagia”, istituito nel dicembre del 1968.

La denominazione attuale di “Cacciatori” deriva dalle tradizioni di reparti militari attivi fin dalle Guerre risorgimentali, impegnati in operazioni militari in ambito montano che per le azioni di ricognizione e disturbo, caratterizzati da celerità di movimento, ardimento e utilizzo di procedure innovative, per l’epoca, quali tecniche di infiltrazione ed osservazione occulta del territorio, appostamenti, attacchi rapidi e inattesi.

Cacciatori in addestramento al lancio da elicottero

Per venire all’attualità, date le necessità nazionali, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha fatto nascere nei suoi ranghi questo corpo di specialisti dell’ordine e sicurezza pubblica, iniziando in Calabria (Vibo Valentia) nel 1991, in Sardegna (Abbasanta, Oriostano) come detto nel 1993 e, di recente in Sicilia nel 2017 (Base Militare di Sigonella, Catania e in Puglia nel 2018 (Vico del Gargano, Foggia).

Al fine di esaltarne lo spirito di corpo, il senso di appartenenza e la connotazione specialistica è stato attribuito l’utilizzo del basco rosso quale simbolo di eccellenza professionale.

La presenza dello Squadrone Cacciatori Sardegna ad Abbasanta risiede nella sua esatta centralità geografica nell’isola, offrendo in questo modo la possibilità di  eccellenti tempistiche d’intervento in ogni angolo del territorio fino alle località montane più impervie e difficili da raggiungere.

 PARLA IL COMANDANTE  

Tenente Colonnello Alfonso Musumeci, come avviene la selezione dei suoi componenti?

Il 70% del personale in servizio allo Squadrone è sardo. L’elevato profilo professionale del Reparto scaturisce da un’accurata selezione e successiva specializzazione dei Carabinieri Cacciatori i quali, dopo oltre 8 settimane di intensa attività addestrativa, acquisiscono particolari capacità tecnico-tattiche.

Inoltre, acquisiscono ulteriori competenze settoriali quali acquisizione di obiettivi di polizia giudiziaria, rocciatori/addetti al soccorso in montagna, pattugliatori scelti, tiratori scelti, istruttori di tiro, addetti alla vigilanza e scorta, artificieri antisabotaggio, istruttori di educazione fisica, esploratori, istruttore basico per operazioni in supporto di pace, infermiere professionale.

I Cacciatori di Sardegna impiegati in un’attività

Un ulteriore arricchimento professionale proviene dall’inquadramento nello stesso reparto di un Nucleo di Carabinieri Cinofili con unità da polizia, antidroga e antiesplosivo che operano attivamente su tutto il territorio isolano, anche a supporto dell’Arma territoriale.

Quali sono i compiti ordinari dello Squadrone?

Tra i compiti normali rientrano l’azione di controllo del territorio sardo, sia attraverso pattugliamenti terrestri sia, all’occorrenza, eliportati; la ricerca di persone sequestrate; la cattura di latitanti; la gravitazione o saturazione di dedicate aree d’intervento.

Tra quelli eventuali, invece, il supporto all’Arma territoriale in altre regioni d’Italia, il rafforzamento dei servizi svolti dai comandi territoriali in tutto il territorio sardo; il soccorso nelle pubbliche calamità, come primo e tempestivo intervento; la ricerca e il soccorso di persone smarrite, isolate o infortunate anche in zone impervie.

Lo squadrone è stato impegnato anche in territori al di fuori della Sardegna?

I Carabinieri dello Squadrone, nelle missioni fuori area disposte dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, sono stati impegnati in svariate operazioni sul territorio nazionale.

Vuole sottolinearci qualche compito particolare che vi qualifica in maniera ancora più specifica?

Lo Squadrone, a seguito degli attentati terroristici in Francia nel 2015 e in Belgio nel 2016, è stato dotato dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri di un dedicato strumento operativo, meglio noto come API, acronimo di Aliquote di Primo Intervento.

Sono unità formate da Carabinieri altamente addestrati e particolarmente equipaggiati in grado di fronteggiare, come prima risposta, un attacco di matrice terroristica.

Tali unità, oltre a contenere situazioni riconducibili ad atti di natura terroristica, possono intervenire per la gestione di eventi di criminalità, ancorché non riferibili a contesti terroristici, ove sia gravemente compromessa la sicurezza delle persone quali, ad esempio, barricamenti domestici, azioni finalizzate a neutralizzare tiratori attivi nonché criminali asserragliatisi durante la commissione di un reato.

Ed è proprio in un contesto di asserragliamento che il 27 aprile 2018, in territorio isolano, due Team API dello Squadrone sono intervenuti per localizzare e neutralizzare un 40enne che per 10 ore si era barricato all’interno della propria abitazione, dopo aver gravemente ferito i propri genitori e successivamente colpito, con un fendente all’addome, un Carabiniere che era intervenuto sul posto.

I RISULTATI OPERATIVI 

Nel contesto temporale, nel corso del quale hanno operato i Cacciatori, sono innumerevoli i risultati operativi conseguiti dallo Squadrone tra i quali voglio ricordare tra i più rappresentativi:

  • 1996: unitamente all’Arma dei Carabinieri di Sassari, sono stati identificati e arrestati i responsabili della cosiddetta “strage di Chilivani” vicino ad Ozieri (Sassari), in cui persero la vita i Carabinieri Walter Frau e Ciriaco Carru. I quali durante un servizio di pattuglia avevano rinvenuto una betoniera rubata con all’interno numerose armi ed ingaggiarono un conflitto a fuoco dai malviventi
  • 1998: insieme all’Arma di Nuoro, è stato localizzato e arrestato un latitante resosi responsabile del sequestro di un imprenditore romano. Reato per cui sarà condannato alla pena esemplare di 29 anni di reclusione così come gli altri 6 imputati

Le Aliquote di Pronto Intervento (API) dei Carabinieri

  • 2003: insieme all’Arma di Nuoro è stato arrestato un latitante, da oltre 30 anni. L’uomo era stato condannato perché resosi responsabile, in concorso con altri, di un quadruplice omicidio nel tentativo di compiere un sequestro di persona
  • 2017: sono stati conseguiti importanti risultati nel contrasto alle attività illecite nel settore delle sostanze stupefacenti: a febbraio a Sindia (Nuoro) nel corso di un’operazione a supporto della Compagnia dei Carabinieri di Ghilarza (Oristano) sono stati sequestrati 165 chilogrammi di marijuana.
  • 2017 (ottobre): a Silanus (Nuro), in un’analoga operazione a supporto dei Carabinieri della Compagnia di Macomer sono stati sequestrati ben 410 chilogrammi di marijuana.

Non è secondaria l’attenzione rivolta al mantenimento di una eccellente forma fisica dei militari dello Squadrone, finalizzata a garantire l’impiego in interventi istituzionali in qualsiasi momento.

Il personale, pertanto, svolge costante attività sportiva attraverso la corsa, il nuoto, esercizi in palestra di pesistica e di difesa personale, l’addestramento al tiro, la discesa dall’elicottero con la tecnica del fast rope, tecniche di irruzione e di disarmo.

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