Carabinieri, documentario di Sky racconta gli “uomini invisibili” del ROS

Roma. Sono uomini addestrati a pensare come i criminali che stanno ricercando, per conoscerli, capirli e sconfiggerli. Sono i Carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale), voluto dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa per combattere la criminalità organizzata, l’eversione ed il terrorismo.

Un intervento dei Carabinieri del ROS

Il Raggruppamento ha sede a Roma ed è posto alle dipendenze del Comando Unità Mobili e Specializzate Carabinieri “Palidoro”.

Si articola su una struttura centrale, composta da 6 Reparti, di cui una di indagini tecniche, una che si occupa di anti eversione, una di crimini violenti e da un’organizzazione periferica composta da 6 Reparti anticrimine con base a Roma, Milano, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Palermo, 20 Sezioni anticrimine e due Nuclei anticrimine.
Il ROS è stato costituito il 3 dicembre 1990 e, ai sensi dell’articolo 12 del Decreto legge 13 maggio 1991, numero 152 (convertito nella legge 12 luglio 1991, numero 203 che ha disposto l’istituzione dei Servizi centrali ed interprovinciali di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri).

Esso assicura il collegamento delle attività investigative relative ai delitti di criminalità organizzata, affrontando così il fenomeno secondo una strategia unitaria che possa superare gli stretti limiti delle ordinarie competenze territoriali.
Anche se il ROS ha una origine recente, la struttura anticrimine dell’Arma, nella sua genesi e nei compiti assegnati, rappresenta l’evoluzione ininterrotta di una cultura del contrasto alla criminalità organizzata che trae origine dalla lotta al terrorismo.

Il loro lavoro viene raccontato dallo speciale “Ros uomini invisibili”, in onda in prima visione su Sky TG24 HD domani alle 23 ed in replica sabato alle 21 e domenica alle 18.30 sui canali 100 e 500 di Sky e sul canale 50 del digitale terrestre (disponibile su Sky On Demand).

Prodotto da Clipper Media, per la regia di Claudio Camarca, lo speciale porta lo spettatore dietro le quinte del Raggruppamento, raccontando il culmine di un’operazione contro la ‘ndrangheta durata nove anni, portata avanti grazie a tecnologie sofisticate e al coraggio e all’esperienza degli uomini del reparto, con  intercettazioni ambientali e telefoniche, microcamere piazzate negli angoli del soffitto e pedinamenti incrociati.

I Carabinieri a cui si deve la cattura del capo dei capi di Cosa Nostra, Totò Riina, mostrano le loro tecniche di intelligence, le astuzie, le analisi utilizzate.

Il capo di capi di Cosa Nostra, Totò Riina

La loro forza è soprattutto nella profonda conoscenza del nemico: non basta ascoltarlo mentre fa minacce o pianifica omicidi ma è fondamentale anticiparne le mosse,  comprenderne i segreti più inconfessabili, le ansie e le vanterie.

Il documentario racconta anche l’aspetto più umano di operazioni così complesse, come l’ossessione per l’avversario spiato per anni, la soddisfazione per aver concluso una missione importante, le motivazioni che spingono queste persone a scegliere un lavoro così complesso e pericoloso, che a volte sacrifica pesantemente la vita privata.

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