Carabinieri e Guardia di Finanza: scoperti in un Comune del Leccese illeciti intrecci tra politici, funzionari pubblici e imprenditori. Eseguite 10 misure cautelari

Di Massimo Giardinieri

LECCE. Intrecci oscuri tra affari e politica, questo è quanto hanno scoperto durante un’indagine condotta congiuntamente tra la Guardia di Finanza ed i Carabinieri di Lecce e che, alle prime luci di oggi, hanno visto l’esecuzione di dieci misure cautelari (delle quali 2 in carcere e 8 ai domiciliari), per le quali la Procura della Repubblica del capoluogo salentino ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata al compimento di un lungo elenco di delitti commessi contro la Pubblica Amministrazione, la fede pubblica e l’Amministrazione della Giustizia, oltre che in materia di corruzione elettorale, per atti contrari ai doveri d’ufficio, frode in processo penale e depistaggio, turbata libertà degli incanti, truffa ai danni dello Stato e dell’Unione europea.

L’indagine, che ha preso avvio alla fine del 2017, era stata rimessa all’attenzione dei militari dell’Arma incaricati di fare luce su alcune condotte quantomeno sospette verificatesi all’interno di un Comune della provincia di Lecce, i cui sviluppi hanno successivamente richiesto l’apporto dei Finanzieri del Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF) oltre che dei loro colleghi della Compagnia di Otranto.

Attività di consultazione banche dati della Guardia di Finanza

La predetta indagine, che ancora una volta ha messo in risalto l’eccellente sinergia tra le due Forze di Polizia, è dunque proseguita fino al far emergere un illecito modus operandi messo in atto all’interno di quell’Ente locale e che secondo gli inquirenti, oltre all’arricchimento dei responsabili, prevedeva l’assicurazione di ampi consensi elettorali attraverso una gestione del tutto personalistica dei presìdi di potere operanti a livello locale come a livello regionale. Un sistema abbastanza classico nelle sue fattezze e che allo stato attuale delle indagini vede complessivamente coinvolte 60 persone, tutte raggiunte dalle informazioni di garanzia emesse dall’Autorità Giudiziaria.

Sul punto è senz’altro significativo il sequestro preventivo – finalizzato alla successiva confisca – di strutture turistico-ricettive, stabilimenti balneari, aziende agrituristiche, unità immobiliari e numerose somme di denaro per un valore complessivo di diversi milioni di euro; immobili che, stando a quanto emerso dall’inchiesta, sono stati illecitamente autorizzati ed edificati in violazione delle vigenti norme che regolano la materia edilizia ed i vincoli paesaggistici.

Nelle dinamiche sopra tracciate emergerebbe dunque un consolidato schema associativo/corruttivo tra alcuni esponenti della politica ed imprenditori locali, al cui interno gli investigatori sono riusciti a dimostrare le connivenze tra amministratori, funzionari comunali ed alcuni imprenditori, dai primi favoriti per aggiudicarsi appalti e concessioni in cambio di “utilità” di diversa natura oltre che un adeguato bacino di voti dal quale attingere in occasione delle consultazioni elettorali.

Attività congiunta tra la Guardia di Finanza e i Carabinieri di Lecce

Un quadro accusatorio senza dubbio pesante quello tracciato dagli inquirenti, peraltro gravato da ulteriori illeciti edilizi ed ambientali che la Polizia Provinciale ha portato agli atti della competente Procura attraverso numerosi acquisizioni documentali nonché rilievi tecnici.

Come sempre giova evidenziare che la vicenda qui decritta si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, e che l’eventuale responsabilità penale degli indagati non potrà che essere accertata se non a seguito di sentenza definitiva di condanna.

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