Carabinieri, grande operazione antidroga in molte zone d’Italia. Smantellato un traffico di eroina gestito da africani e italiani: 19 arresti

Caserta. Una grande operazione antidroga dei Carabinieri nel Casertano e in molte zone d’Italia.

Interessati i territori di Castel Volturno, Casal di Principe, di Napoli, Corigliano – Rossano, Sassari, Latina, Roma, il Fiorentino, il Parmense.

Sono state notificate ordinanze nelle Case circondariali di Trento, Santa Maria Capua Vetere, Napoli Secondigliano e Paola.

I militari della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e quelli della Stazione di Grazzanise (Caserta) hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di cittadini di nazionalità nigeriana, ghanese ed italiana, ritenuti responsabili a vario titolo, di associazione per delinquere dedita all’importazione, distribuzione in Europa ed in Italia e cessione sul territorio nazionale di ingenti quantitativi di eroina.

I Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato, unitamente ad altre Forze di Polizia, 19 persone, sequestrato complessivamente, 976 ovuli e 2 pacchi occultati in bagagli, per un peso complessivo di quasi 19 chili. 

Gli ovuli trasportati dai trafficanti

I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico e convenzionale decodificato dai Carabinieri (lo stupefacente veniva indicato facendo ricorso a termini del tipo “merci”, “vestiti”, “scarpe” mentre l’espressione “mangiare bene” veniva utilizzata per indicare la capacità del corriere di trasportare ovuli nello stomaco) hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui gli indagati realizzavano l’illecita attività.

Il GIP condividendo l’impianto accusatorio avanzato dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sia in relazione ai gravi indizi di colpevolezza, sia alle esigenze cautelari, ha disposto per gli indagati la misura della custodia cautelare in carcere e quella degli arresti domiciliari.

Il provvedimento cautelare costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente, attesa la sussistenza di reati associativi a carattere transnazionale, dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

In particolare l’indagine, condotta dal febbraio 2015 ad oggi, attraverso intercettazioni telefoniche, acquisizione dei piani di volo e delle liste passeggeri dei voli d’interesse, nonché servizi di osservazione, perquisizioni ed arresti in flagranza di reato, ha consentito di contestare l’esistenza e l’operatività di un’organizzazione criminale, composta prevalentemente da nigeriani presenti in Italia e in altri Paesi, dedita all’importazione e distribuzione di grossi quantitativi di eroina, attraverso reiterati trasporti effettuati mediante i “corrieri ovulatori”, o con bagagli a doppio fondo, dal Pakistan all’Italia, attraverso la Nigeria, il Niger, il Malawi, l’Uganda, la Tanzania, il Ruanda, la Turchia e l’Olanda.

E’ stato anche possibile accertare che lo stupefacente, una volta in Italia, veniva ulteriormente lavorato e ceduto in favore di una fitta rete di spacciatori presenti nelle province di Napoli, Caserta, Roma, Cagliari, Latina, Palermo e Firenze che, a loro volta, lo rivendevano al dettaglio sul mercato nazionale.

Sono stati identificati i capi promotori del gruppo criminale: due dimoranti nei comuni di Castel Volturno e Villa Literno ed uno, invece, in Ruanda.

L’inchiesta ha evidenziato come i pagamenti delle transazioni illecite avvenivano mediante circuiti nternazionali di money transfer, o mediante accrediti su carte posterai.

Nel corso di alcune conversazioni, è stato scoperto che tra i fornitori africani e gli importatori europei si annoveravano, quali ulteriori intermediari, appartenenti alle Forze di Polizia dei Paesi africani e dipendenti delle dogane africani che, al soldo dei trafficanti, facilitavano il passaggio dei corrieri ai varchi aeroportuali, ovvero fornivano visti d’ingresso falsi.

E’ stato riscontrato, inoltre, che gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente ed in concorso, di complessive 24 importazioni di droga dall’estero (di cui 2 tentate) e 117 episodi di cessione a terzi.

E’ stato constatato che il costo per l’acquisto di eroina all’ingrosso, a secondo della qualità, si aggirava tra i 30 ed i 40 mila euro al chilo e che il guadagno per ogni “corriere ovulatore”, a seconda della complessità del viaggio, variava dai 3 mila ai 6 mila euro (come ad esempio nella tratta Uganda-Italia).

Gli indagati, soprattutto i capi o loro gregari, utilizzavano numerosi e diversi sistemi di comunicazioni per eludere le investigazioni (sostituzione di schede telefoniche intestate a soggetti inesistenti o estranei all’indagini, posta elettronica con provider esteri, Call Center, Internet Point e software di messaggistica istantanea Skype).

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