Carabinieri: i militari della Tutela Forestale impegnati nella prevenzione e repressione dell’illecita gestione dei veicoli fuori uso. Elevate sanzioni per circa 802 mila euro

Roma. Il Comando Carabinieri Tutela Forestale attraverso i dipendenti Reparti dislocati sul territorio nazionale – Gruppi, Nuclei investigativi di polizia ambientale e forestale, Stazioni Carabinieri Forestale -ha avviato e portato a termine quest’anno una campagna per la prevenzione e repressione dell’illecita gestione dei veicoli fuori uso, la cui filiera risulta complessa e articolata in quanto coinvolge diverse categorie produttive.

I controlli dei Carabinieri della Tutela Forestale

I negativi effetti dell’illecita gestione dei veicoli fuori uso hanno preoccupanti ricadute  per la tutela ambientale in tema di inquinamento del suolo e delle acque.

I  risultati dei controlli effettuati dai Reparti dei Carabinieri Forestale  nell’anno in corso evidenziano comportamenti illeciti in quasi un terzo degli accertamenti effettuati e  testimoniano  una diffusa illegalità nel settore.

In particolare sono stati effettuati 1.767 controlli  a livello nazionale,  accertati 526 illeciti amministrativi con un importo totale di sanzioni elevate pari a circa 802 mila euro ed 86 illeciti penalmente rilevanti.

Nel Lazio, a fronte di 199 controlli effettuati, sono state elevate sanzioni pari ad un totale di 263.284,00  euro e accertati 93 illeciti amministrativi e 19 illeciti penali.

Le motivazioni  della diffusione del  fenomeno sono riconducibili ai facili profitti derivanti dal riciclo dei materiali ferrosi e dei pezzi di ricambio eludendo la normativa di settore.

Il diffuso fenomeno dei veicoli che vengono fatti “scomparire” in modo da evitare gli elevati costi connessi alle operazioni di recupero e le pratiche tese a iniziare il processo di rottamazione con una messa in sicurezza solo parziale dei rifiuti pericolosi e successiva rivendita di parti come pezzi di ricambio ingenera uno spostamento fittizio dei rifiuti per lo più legittimato da documenti di trasporto falsi e fatture inesistenti.

I rifiuti, falsamente recuperati, vengono in gran parte avviati al mercato clandestino nazionale o inviati all’estero.

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