Carabinieri: i successi del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale a livello nazionale e internazionale

ROMA. E’ continuato, anche nel II bimestre di quest’anno (marzo e aprile)  il costante lavoro del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC).

Carabinieri del TPC

I militari dell’Arma specializzati nella tutela dei nostri beni culturali, artstici, storici e librari hanno messo in campo attività mirate al recupero dei beni culturali e caratterizzate da un proficuo impegno in ambito nazionale e internazionale.

Queste sono state le principali operazioni di Polizia giudiziaria a tutela del patrimonio artistico e archeologico condotte sul territorio nazionale.

16 marzo: Nella sede dell’Archivio Diocesano di Bisceglie (BAT), i Carabinieri TPC del Nucleo di Bari hanno restituito al direttore dell’Archivio, Don Ruggiero Lattanzio, 240 documenti archivistici e bibliografici risalenti tra il XVI e il XIX secolo.

Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale in attività

Tra le autorità presenti alla cerimonia di restituzione Mons. Leonardo D’Ascenzo, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, Marco Giacomo Bascapè, Soprintendente Archivistico e Bibliografico della Puglia e Don Nicola Napolitano, direttore Ufficio Diocesano Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie.

La preziosa documentazione, provento di furto denunciato nel gennaio 1999 dal Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, è stata sequestrata nel settembre 2020 dai Carabinieri TPC del Nucleo di Bari e della Tenenza di Bisceglie a carico di un privato cittadino del luogo.

Tra i documenti recuperati, di particolare importanza storico-culturale quattro bolle papali datate tra il 1583 e il 1671, il Catasto di Bisceglie del 1752, i Registri delle nascite e dei defunti della Cattedrale di Bisceglie del XVII sec., alcune pagine del diario di Mons. Pompeo Sarnelli (Vescovo della Diocesi di Bisceglie dal 1692 al 1724) risalenti a XVII-XVIII sec.

17 marzo: presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, i Carabinieri del Reparto Operativo – Sezione Antiquariato del Comando TPC hanno restituito una preziosa lettera autografa di Gabriele D’Annunzio al direttore della Biblioteca Stefano Campagnolo.

Una lettera manoscritta, datata “18 nov. 1926’’, firmata da Gabriele D’Annunzio, composta da 3 fogli di colore avorio, tutte recanti l’intestazione con logo “SQVADRA DI SAN MARCO – TI CON NV, NV CON TI”, avente nella prima pagina l’incipit “Caro amico”, con la quale chiede a tale Giovanni Rizzo di interessarsi per il trasferimento di alcune masserizie dalla sua abitazione di Parigi al Vittoriale degli Italiani attraverso l’interessamento di un suo amico medico parigino Dott.  Mendelsohn.

La lettera di Gabriele D’Annunzio restituita

17 marzo: presso il prestigioso Salone “Roma” del Palazzo Arcivescovile di Monreale, i Carabinieri TPC del Nucleo di Palermo, hanno restituito al direttore della Biblioteca “Ludovico II De Torres” di Monreale, Don Giuseppe Ruggirello, 61 libri “cinquecentine” di grande valore storico e culturale, risalenti al XVI secolo, trafugati negli anni ‘80 del secolo scorso.

18 marzo: a Corridonia (Macerata) i Carabinieri TPC del Nucleo di Ancona, in collaborazione con la Stazione dei Carabinieri del luogo, hanno arrestato un 73 enne di Ancona per furto di beni culturali e autoriciclaggio, in applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal G.I.P. di Macerata della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.

L’indagato era ritenuto responsabile di un furto commesso nel febbraio scorso all’interno della Chiesa di San Pietro Paolo e Donato di Corridonia, da cui avrebbe illecitamente asportato 3 calici in argento del XVIII e XX sec.

Dalla ricostruzione dei fatti, l’indagato avrebbe venduto quei beni a un esercente di materiali preziosi di Ancona, dichiarando ingannevolmente la lecita provenienza mediante false attestazioni.

25 marzo: i Carabinieri TPC del Nucleo di Torino hanno restituito alla Diocesi di Teggiano-Policastro (Salerno), alla presenza del  Vescovo Antonio De Luca, una pala d’altare del ‘600 raffigurante “Madonna della Consolazione con i Santi Agostino, Stefano, Maria Maddalena e Monica”, recuperata in Piemonte, tornando ad abbellire l’altare della chiesa parrocchiale di S. Stefano di Sala Consilina (Salerno).

La prestigiosa opera del maestro Giovanni De Gregorio, detto “il Pietrafesa” (1579-1656), fu rubata dalla chiesa nella notte tra il 5-6 gennaio 1982, mentre erano in corso lavori di restauro dell’edificio danneggiato dal terremoto del 1980.

L’opera, sottoposta ad alcuni interventi di restauro presso un restauratore astigiano, veniva intercettata dall’Arma specializzata mentre era in procinto di essere esportata.

I controlli congiunti dei Nuclei Carabinieri TPC di Genova, Napoli e Torino, in collaborazione con i rispettivi Uffici Esportazione, hanno consentito di localizzare e sequestrare l’opera impedendo che venisse trasferita all’estero.

L’individuazione della preziosa opera grazie alle potenzialità della Banca dati in uso al Comando TPC che ha permesso di individuarne sine dubio il suo riconoscimento.

Alcuni reperti recuperati dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale

30 marzo: una campana in bronzo risalente al 1864 è stata restituita dai Carabinieri TPC del Nucleo di L’Aquila al parroco della Chiesa di Santa Maria Assunta di Ripabottoni (Campobasso), Don Gabriele Tamilia.

La campana è stata rinvenuta fortuitamente dagli eredi nell’abitazione del congiunto defunto, interessando tempestivamente i Carabinieri TPC di L’Aquila.

Le indagini effettuate dai militari del Reparto specializzato dell’Arma, finalizzate a risalire alla provenienza e a ricollocare il bene nella sua originaria funzione, sono state complesse interessando le Diocesi molisane, parrocchie e fonderie del territorio, il locale Archivio di Stato, la Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Campobasso e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Molise.

18 aprile: i Carabinieri TPC del Nucleo di Torino hanno restituito al Comune di Acqui Terme le Regie Patenti, firmate a Racconigi (Cuneo) il 17 agosto 1841 dal Re Carlo Alberto di Savoia con le quali istituì a favore della città di Acqui – oggi Acqui Terme – una Compagnia di Guardie del Fuoco.

20 aprile: i Carabinieri TPC del Nucleo di Venezia hanno restituito alla Soprintendenza ddel capoluogo veneto due pregiati reperti archeologici, un askos e un’anfora apuli oggetto di ricettazione, confiscati nell’ambito dell’indagine “Magna Grecia” coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

L’individuazione dei beni, provenienti da contesti archeologici italici, è avvenuta a seguito di specifici servizi di controllo del mercato dell’arte, finalizzati a prevenire e contrastare il commercio di beni culturali di provenienza illecita.

22 aprile: presso la Chiesa di Santa Maria dei Servi a Genova, alla presenza del Vicario Generale dell’Ordine dei Servi di Maria, Padre Franco Azzalli è stata restituito dai Carabinieri TPC del Nucleo di Genova un antico volume dal titolo “De Vita et Moribus S. Ignatii Lojolae” datato 1732 dell’autore Giovanni Pietro Maffei.

Il manoscritto venne trafugato successivamente ai bombardamenti alleati che colpirono Genova durante la II Guerra Mondiale e che distrussero la chiesa di Santa Maria dei Servi.

Ai bombardamenti sopravvissero solo 13 volumi dell’antica biblioteca Servitana, custoditi nell’attuale parrocchia di Santa Maria dei Servi nel quartiere Foce di Genova. L’indagine condotta dai Carabinieri dei Nuclei TPC di Genova e Udine, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova, ha avuto inizio nel 2021 a seguito di controlli di iniziativa su siti di e-commerce ove veniva individuata l’inserzione di vendita del volume, che riportava il timbro di appartenenza alla Biblioteca Servitana di Genova.

24 aprile: quattro preziose statuette del ‘700 raffiguranti pastori napoletani, rubate da un presepe allestito nel Natale del 1978 all’interno della chiesa di Santa Maria la Nova, sono state recuperati dai Carabinieri TPC del Nucleo di Napoli.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica partenopea hanno acclarato la vendita di una parte dei pastori oggetto di furto attraverso una nota casa d’aste partenopea, mentre altri pastori erano stati pubblicizzati, per un successivo tentativo di vendita, da un soggetto della provincia di Napoli attraverso immagini sui social network.

A richiedere l’avvio degli accertamenti è stato proprio il figlio della vittima che aveva subito il furto, avendo notato le quattro statuette identiche, per forma e vestizione, a quelle rubate.

La comparazione tra le immagini delle statuette poste in vendita e quelle censite all’epoca del furto nella “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, hanno permesso ai Carabinieri TPC il sequestro.

Questi, invece, sono stati gli impegni istituzionali in campo internazionale.

9 marzo: a Roma, presso la sede dell’Istituto di Cultura Svizzero in Italia, alla presenza dell’Ambasciatore svizzero in Italia Monika Schmutz Kirgöz, sono stati restituiti all’Italia, rappresentata dal Comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Generale di Brigata Vincenzo Molinese, 4 pregiati reperti archeologici etruschi e dauni, databili dal VII al IV sec. a.C.

Presenti anche Fabienne Baraga, capo Servizio specializzato in Trasferimento internazionale dei Beni Culturali dell’Ufficio Federale Svizzero della Cultura, il Consigliere Ambasciatore Clemente Contestabile e il Prof. Marc- Andrè Renold dell’Università di Ginevra.

13 marzo: l’Arma dei Carabinieri è stata premiata per i meriti del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per lo sviluppo del progetto S.W.O.A.D.S. (Stolen Works of Art Detection System) quale strumento innovativo per la ricerca on-line delle opere d’arte rubate.

Nell’ambito del “Police World Summit”, svoltosi a Dubai (Emirati Arabi Uniti) e considerato il principale congresso mondiale per le Forze di Polizie e Agenzie di Sicurezza, l’Arma dei Carabinieri è stata insignita del premio internazionale “Innovative Police Force Award”.

28 aprile: presso la sede dell’Ambasciata di Turchia a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore Ömer Gücük, i Carabinieri TPC del Nucleo di Venezia hanno restituito un’importante stele funeraria, provento di scavi archeologici clandestini presso l’antica città di Zeugma, in Turchia.

L’indagine, denominata “Sposa del deserto”, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.

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