Carabinieri, il Comando per la Tutela dell’ambiente: Dal 1986 a difesa dell’ecosistema

Di Francesco Ippoliti*

Roma. Dopo numerose proteste internazionali per la salvaguardia dell’ambiente, in questo periodo, caratterizzato dalla pandemia del COVID-19, si è continuato a lavorare nella strada intrapresa per la tutela del nostro pianeta e per la salute pubblica.

I Carabinieri del NOE in prima linea a tutela dell’ambiente

L’Arma dei Carabinieri è anche in questo campo in prima linea poiché si è dotata, in seno alla propria struttura, di un reparto altamente specializzato per l’ecosistema, formato da personale professionalmente preparato in un settore difficile e quanto mai attuale.

Il Nucleo Ecologico Carabinieri” (NOE) fu istituito l’8 luglio 1986, come strumento per il Ministero dell’Ambiente. Ma, di fatto, la data di nascita è  il 1° gennaio 1987.

I compiti si sono rilevati lungimiranti e appropriati. L’inquinamento ed il territorio cominciavano, infatti, ad avere un considerevole peso in seno alla politica green che si andava ad annidare nella coscienza pubblica.

Era il popolo che chiedeva alla struttura nazionale di agire contro i reati ambientali che sempre più creavano danni alla salute pubblica.

Con la legge 23 marzo 2001, numero 93, il NOE assunse la denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente con la seguente organizzazione:

  • Una struttura centrale in Roma, su un ufficio Comando, un reparto operativo ed una sezione analisi
  • Una struttura periferica, con tre gruppi a competenza areale, divisi in Nord (Milano), Centro (Roma) e Sud (Napoli) e 29 gruppi operativi ecologici su base interprovinciale.

Il Reparto ha una giurisdizione su tutto il territorio nazionale ed ha svolto numerose operazioni per la lotta contro i reati ambientali sottolineando la capacità investigativa e giudiziaria della struttura nel suo complesso.

Un intervento dei Carabinieri del NOE

Le indagini svolte sono state spesso complesse, talvolta con sviluppi internazionali, con risultati spesso incredibili che hanno evidenziato come esistano tipologie di organizzazioni criminali dedite esclusivamente ad azioni illegali per reati contro l’ambiente.

I successi del personale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente hanno sottolineato la credibilità specifica in materia, tale da essere considerato un riferimento importante per le procure giudiziarie nazionali.

I numeri danno l’impressione della mole del lavoro svolto solo nel 2019. Nell’anno considerato sono stati effettuati 4.476 controlli con 1.686 azioni penali e 1.390 azioni amministrative e 67 sequestri.

Tali cifre devono far comprendere quanto poca coscienza “ecologica” esiste in questo Paese e quanti danni possono essere fatti contro la salute pubblica.

I Carabinieri del NOE nel corso di un’indagine

Di recente sono da evidenziare le operazioni contro un’autodemolizione illegale in Montecilfone (Campobasso) con lo smaltimento illegale di 5 mila tonnellate di rifiuti speciali, contro lo smaltimento di fanghi di depuratori in Sardegna, lo sversamento di rifiuti speciali nella zona martoriata “Terra dei Fuochi” e nel Foggiano, ove i numeri parlano di migliaia di metri cubi di sostanze tossiche.

E queste operazioni sono solo una minima parte dell’operato di questi Nuclei.

La vita è un bene unico, la sua tutela dovrebbe essere insita nella coscienza umana, solo il senso di responsabilità individuale può portare al rispetto dell’uomo e del pianeta.

Mai quanto in questo periodo è da sottolineare il senso di responsabilità del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente, con il loro operato cercano di vigilare sul rispetto delle leggi ambientali e sulla salute pubblica operando con il lodevole spirito di abnegazione che li qualifica come indispensabili in una lotta contro un crimine irresponsabile e meschino.

*Generale di Brigata Esercito (Aus)

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