Carabinieri: il Comando TPC restituisce all’Ucraina una collana in vetro e pasta di cristallo, ambra e pietre semipreziose risalenti al I secolo a.C. – III secolo d.C.

ROMA. Ieri, a Roma, presso l’Ambasciata d’Ucraina in Italia, alla presenza dell’Ambasciatore di Ucraina in Italia, Dott. Yaroslav Melnyk e del Ministro Consigliere presso l’Ambasciata, D.ssa Oksana Amdzhadin, i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma hanno restituito a quella Nazione un’antica collana, composta da pietre semipreziose in vetro, pasta di cristallo e ambra, risalente al I sec. a.C. – III sec. d.C., depredate dai siti archeologici ucraini e, in particolare, nelle necropoli ubicate in quel territorio, come il cimitero della tarda scita Chervonyi Mayak.

Il Comando TPC restituisce all’Ucraina una collana in vetro e pasta di cristallo, ambra e pietre semipreziose risalenti al I secolo a.C. – III secolo d.C.

 

Il prezioso reperto è stato recuperato dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma che, nel corso di perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, tese al rinvenimento e al sequestro di preziosi reperti archeologici provenienti da diverse aree geografiche del pianeta, lo hanno individuato presso l’abitazione di un collezionista toscano.

Collana in vetro e pasta di cristallo, ambra e pietre semipreziose risalenti al I secolo a.C. – III secolo d.C.

Di fondamentale importanza, per l’individuazione del bene e l’accertamento della sua appartenenza al patrimonio Ucraino, è risultata la sinergica collaborazione con il personale altamente specializzato del Museo delle Civiltà di Roma e dell’Unione degli archeologi dell’Ucraina, che hanno condotto le analisi per attestarne l’autenticità e il valore storico-culturale.

Un momento della restituzione della preziosa collana

Il dissequestro del manufatto, importante testimonianza delle origini e dell’identità del popolo Ucraino e di comprovato interesse storico culturale, come disposto dal Tribunale di Firenze con sentenza del 14 ottobre 2022, divenuta irrevocabile il 28 febbraio 2023, ha permesso la restituzione dell’antico monile, che verrà ricondotto in patria ove potrà essere oggetto di studio e fruizione da parte del pubblico.

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