Carabinieri, il Tenente Iannaccone ricorda il Maresciallo Rocca

Di Francesca Cannataro

Roma. La morte di Gigi Proietti ha scosso il mondo dello spettacolo e non solo. Anche l’Arma dei Carabinieri, infatti, ha voluto rendere omaggio ricordando l’artista che in tv entrò nelle case di tutti gli italiani con l’interpretazione del Maresciallo Rocca in una fiction Rai di grande successo.

“Hai saputo farci sorridere con tanti personaggi e mille sguardi, espressioni, barzellette. Noi vogliamo continuare a ricordarti così, col volto del Maresciallo Rocca, che hai interpretato con umanità, passione e la giusta dose di ironia. Ciao #gigiproietti”

Così ha twittato l’Arma dei Carabinieri non appena ricevuta la triste notizia.

 

Il tweet dell’Arma dei Carabinieri

Gigi Proietti con la sua interpretazione del Maresciallo Rocca,  contribuì ad avvicinare un po’ di più la figura del carabiniere alla gente in una delle primissime fiction d’impronta realistica incentrate sull’Arma dei Carabinieri.

E noi di Report Difesa abbiamo voluto rendere omaggio al grande Maestro ricordandolo, attraverso gli occhi e mediante le parole, dei “colleghi” dell’Arma che in quei lunghi anni gli stettero accanto portando nella casa degli italiani le storie, di umanità e professionalità, degli uomini della Benemerita.

Abbiamo così intervistato il Tenente Maurizio Iannaccone oggi al comando del Nucleo Operativo e Radiomobile (Norm) della città dei Papi all’epoca comandante della stazione carabinieri di Viterbo, che fu designato dall’Arma per dirigere il team dei carabinieri interessato nelle riprese sia nella recitazione all’interno della stessa fiction sia per supportare le riprese stesse.

Il Tenente Iannaccone con Gigi Proietti all’epoca delle riprese del Maresciallo Rocca

Ed è una bella storia di amicizia e di legame professionale quella che ci ha raccontato il Tenente Iannaccone. Che trasuda di bei ricordi e trasmette epidermicamente quell’umanità, signorilità e professionalità del grande Gigi. Proietti arrivò a Viterbo, che nel 2013 gli conferì poi la cittadinanza onoraria, nel 1995 per le riprese della prima stagione, trasmessa dalla Rai dal gennaio 1996.

Iannaccone è un fiume in piena di reminescenze legate a quegli anni in cui fu “l’ombra” di Gigi Proietti. Insieme sul set, insieme nelle vita reale, per tutti quegli anni e poi a seguire. I flashback affiorano alla mente uno dopo l’altro ma sono tanti troppi per raccontarli tutti.

Gigi Proietti con il Tenente Iannaccone in una foto più recente

«Oggi è un giorno triste – ci ha detto Iannaccone – ma Gigi vogliamo ricordarlo con il sorriso perché anche dopo le riprese, a qualsiasi ora del giorno e della notte, con lui si rideva sempre, al racconto di una barzelletta piuttosto che a uno stornello “strimpellato” con la sua chitarra che io portavo al seguito. Era ogni giorno una scoperta stare on lui, sempre disponibile con chiunque gli si avvicinasse anche quando lavorava ed era sul set».

Iannaccone ci racconta come gli insegnò i rudimenti dell’istruzione formale militare per poter interpretare appieno e al meglio il ruolo del Maresciallo Rocca.

«Si registrava per 12 ore al giorno – ci ha raccontato ancora Iannaccone –  gli ho insegnato come allacciarsi il cinturone, mettersi sugli attenti e fare il saluto militare. Seguiva tutto con molta attenzione e umiltà, ma talvolta era un po’ “discolo” ».

I racconti del Tenente Iannaccone riescono a prendere vita emozionandoci e sembra quasi di sentirlo, Gigi, con il suo sorriso sornione rivolgersi al “collega”, ormai amico, in questi termini «A Iannaccò, nun so’ mica carabiniere vero, i capelli nun me li tajo». Ma alla fine un po’ li spuntò.

Un’amicizia vera quella che nacque tra Gigi Proietti e Il Tenente Iannaccone, leale, profonda e sincera come quella uniforme vestita da entrambi. La presenza alla laurea del figlio, le cene a casa, le serate trascorse ad ascoltare le sue barzellette.

Gigi Proietti con la piccola Laura figlia del Tenente Iannaccone

Quell’interpretazione gli servì come dichiarò in diverse interviste “per conoscere davvero un’Istituzione così importante e seria come l’Arma dei Carabinieri”. E lo salutiamo ricordandolo attraverso le parole dell’intervista pubblicata nel 2012 sulla rivista ufficiale dell’Arma dei Carabinieri “Il Carabiniere”

«Due sono i “lasciti” che ho ricevuto da Rocca: uno è senz’altro una conoscenza più approfondita del mondo dell’Arma. Una realtà di cui tutti abbiamo un’idea, ma che pochi conoscono bene: bisogna avere la ventura di entrarci in diretto contatto, e a me è capitato. Il carabiniere è un’icona, un’immagine dal valore simbolico eccezionale. In pratica, è come se avessi fatto una “ferma” prolungata».

Buon Viaggio Maresciallo Rocca!!!

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