Carabinieri: in manette un dirigente e alcuni collaboratori del Dipartimento della Regione Sicilia. L’accusa è di avere trasmesso dati falsi sul COVID-19

Trapani. I NAS dei Carabinieri di Palermo, insieme al personale del Comando Provinciale di Trapani, continuano a perseguire gli illeciti connessi nell’erogazione di servizi sanitari svolti durante l’attuale emergenza pandemica.

Le indagini dei Carabinieri 

La Procura della Repubblica trapanese ha contestato. nell’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale trapanese, nei confronti di un dirigente e di due suoi stretti collaboratori del Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (D.A.S.O.E.) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana i reati di falso materiale ed ideologico, in concorso tra loro.

In particolare gli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati riguardante la pandemia SarsCov-2 , modificando il numero dei positivi e dei tamponi e talvolta anche dei decessi dovuti alla stessa.

I dati erano diretti all’Istituto Superiore di Sanità. L’accusa è di avere alterato, di fatto, la base dati su cui adottare i provvedimenti per il contenimento della diffusione del virus.

Da novembre in poi sono circa 40 gli episodi di falso documentati dagli investigatori dell’Arma, l’ultimo dei quali risalente a pochi giorni fa.

Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri 7 indagati alla ricerca di materiale informatico e non, che potrebbe essere utile alle indagini.

Inoltre è stata effettuata un’acquisizione informatica selettiva (in particolare, flusso e-mail e dati relativi all’indagine) presso i server dell’Assessorato regionale alla Salute e del Dipartimento.

In concomitanza con l’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, i militari hanno notificato anche un invito a comparire e contestuale avviso di garanzia, nonché il sequestro dei telefoni cellulari per falsità materiale ed ideologica nei confronti dell’Assessore regionale per la Salute.

Su di lui, spiegano i Carabinieri, non emerge ancora un compendio investigativo grave, ma è emerso il parziale coinvolgimento nelle attività del DASOE.

 

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