Carabinieri: nel Reggino lezione a scuola contro il bullismo e il cyberbullismo

Di Ferdinando Ceglia

Gioia Tauro. I Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (Reggio Calabria) hanno tenuto, a San Ferdinando, un incontro organizzato di concerto con la Direzione Scolastica dell’Istituto, per trattare i temi della legalità.

Un momento della lezione contro ìl bullismo

Nell’ambito della campagna sulla Formazione della Cultura della Legalità, progetto condotto dall’Arma dei Carabinieri a livello nazionale, si è tenuto, presso la sede della scuola, un incontro con diversi alunni e insegnanti di una classe della Secondaria di I Grado dell’Istituto Comprensivo Statale “Marvasi-Vizzone”.

Gli argomenti trattati, inseriti nell’ambito di altri progetti avviati presso l’Istituto, quali il “Safer Internet Day” e il “Together for a better Internet”, hanno riguardato il fenomeno del bullismo e soprattutto del cyberbullismo.

Tra i relatori dell’Arma intervenuti, anche il Comandante della Stazione Carabinieri di San Ferdinando che, unitamente a rappresentanti della Benemerita locale hanno definito i due fenomeni analizzando, con la viva partecipazione del giovane uditorio, casi concreti portati ad esempio.

Per l’occasione i Carabinieri si sono anche “spogliati” della tradizionale uniforme indossando, per una breve simulazione, abiti civili per tramutarsi in “Carabinieri-bulli” e spiegare, attraverso la rappresentazione improvvisata sul momento con la partecipazione degli alunni presenti, la responsabilità dei vari attori del bullismo: vittima, bullo, bullo gregario, sostenitori del bullo, spettatori.

Sviluppare la sensibilità per identificare un episodio di bullismo e comprendere cosa si possa concretamente fare a seguito di tale identificazione era pertanto uno degli scopi principali dell’incontro: i militari dell’Arma hanno successivamente proseguito introducendo il cyberbullismo che, sebbene ad esso legato, si differenzia per la maggiore pervasività della violenza che trascende i limiti spazio-temporali del mondo reale, per la possibilità del cyber-bullo, di mantenere almeno inizialmente l’anonimato e per la scarsa remora etica che questa caratteristica e lo stesso rapporto creano in assenza di una relazione diretta tra vittima e aggressore.

Anche per questo argomento, l’interesse degli alunni e del corpo insegnanti presente è stato massimo e partecipato, con domande ricche di curiosità e appassionate: dalle criticità che la navigazione sui luoghi digitali può presentare a quali possano essere i canali istituzionali da attivare in caso di un episodio di cyberbullismo.

L’incontro, conclusosi con il riferimento a diverse persone del mondo dello spettacolo, vittime a loro volta di bullismo nel corso della propria adolescenza, ha riscosso notevole interesse da parte dell’uditorio, confermandosi quale momento di fondamentale importanza per la formazione della cultura della legalità.

Anche questa attività, al pari di altri analoghi progetti organizzati presso le scuole di ogni ordine e grado, rientra nel quadro delle iniziative di formazione e sviluppo della cultura della legalità che vedono impegnati i militari dell’Arma e il personale docente dei vari istituti d’istruzione della Piana, attori che con il proprio quotidiano impegno rafforzano il sentimento di vicinanza tra l’Arma dei Carabinieri, la Scuola e i giovani.

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