Carabinieri: Nucleo Radiomobile di Palermo, una squadra affiatata per garantire sicurezza ai cittadini e ai turisti

Palermo (dal nostro inviato). Sulle strade di Palermo con i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, al comando del Tenente Colonnello Michele Monti.

Il controllo del territorio del capoluogo siciliano è suddiviso, come anche in altre città, per settori.

La sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Palermo

Il settore A è quello più orientale e arriva quasi al limite del territorio con il Comune di Ficarazzi fino al centro città. Tra i punti sensibili che vengono attenzionati c’è il famoso mercato di Ballarò, dove circa un mese fa numerosi equipaggi del Radiomobile sono dovuti intervenire per sedare una rissa scoppiata, non si sa bene ancora per cosa, tra persone di colore e italiani

E’ stata garantita la sicurezza di tutti. Oltre alle autoradio del Radiomobile sono intervenute quelle delle PMZ (Pattuglie Mobili di Zona), i Carabinieri del Nucleo Operativo. Sono stati arrestati due extracomunitari.

Carabinieri impegnati in un controllo

Il settore B copre la parte centrale del territorio comunale, dove sono presenti i palazzi di rappresentanza politico-istituzionale, e che arriva fino ai confini con il Comune di Monreale.

Il settore occidentale denominato C, invece, ha competenza sul quartiere dello Zen.

“In ogni settore – spiega il Tenente Colonnello Monti – ci sono quartieri più ritenuti più problematici rispetto ad altri. Palermo, infatti, ha una particolarità urbanistica che vede quartieri e parte di essi più disagiati distribuiti a macchia di leopardo. In ogni parte della città abbiamo infatti presenza di un’edilizia residenziale popolare e di un’edilizia residenziale (di più alto livello ndr)”.

Un po’ come avviene anche a Napoli.

Dal punto di vista sociale non si creano dei ghetti ma tutto è più fluido. Così passeggiando per la città da una zona più commerciale si può con facilità entrare in un’altra più degradata.

Però, malgrado le apparenze, Palermo è considerata una città sicura. A leggere i mattinali di Questura e Comando dell’Arma si resta delusi. Rispetto ad altre città, nel capoluogo siciliano avvengono pochissimi reati legati alla microcriminalità.

UNO SGUARDO SUI QUARTIERI DELLO SPERONE E DELLO ZEN

Lo Sperone è un quartiere dell’area sud-orientale della città. Il suo nome deriva dal‘antica usanza dello “Sperone” del ‘700.

Era una piramide di pietra che sorgeva nell’attuale omonima località, dove venivano appesi i corpi squartati di coloro che venivano giustiziati. Il macabro spettacolo avrebbe dovuto servire da monito ed incutere terrore ai malfattori.

Era nato come borgata marinara e fino al secondo dopoguerra era frequentato come area balneare, con stabilimenti dei primi del ‘900 e servita anche da una linea di tram.

Tra gli anni ’60 e gli ’80 il quartiere divenne oggetto di un’intensa attività edilizia, eliminando ogni soluzione di continuità col resto della città.

Un posto di controllo

In particolare vennero realizzati numerosissimi insediamenti di edilizia popolare, facendo assumere al quartiere caratteristiche per certi versi simili ad altre aree della periferia depressa di Palermo (Borgo Nuovo, il CEP e lo ZEN).

Lo Zen (Zona Espansione Nord anche se il suo nome ufficiale è quello di San Filippo Neri).

E’ stato interamente costituito da fabbricati di edilizia popolare e si suddivide e “Zen 1” e “Zen 2”.

Originariamente è nato prima lo Zen 1: questa zona è quasi completamente costituita da case di edilizia popolare di diverse tipologie, ma con abitabilità e raggiunto dai servizi. Comprende anche piccoli esercizi commerciali e botteghe artigianali.

Lo Zen 2 si aggiunge a partire dal 1969 per opera dell’IACP (Istituto autonomo delle case popolari) palermitano su progetto dell’architetto Vittorio Gregotti, oltre la cerchia della periferia urbana allora in piena espansione.

Ancora oggi è un’entità separata rispetto alle aree circostanti. Il quartiere è afflitto da gravi problemi di degrado architettonico e sociale e da criminalità.

COME OPERA IL RADIOMOBILE DI PALERMO

Il Radiomobile di Palermo è formato da autoradio e da Carabinieri motociclisti che dipendono direttamente dal Nucleo.

I militari del Nucleo Radiomobile controllano una persona

Mentre le PMZ dipendono dalle Compagnie.

Palermo è organizzata su due Compagnie urbane. “Siamo l’unico Reparto dell’Arma – evidenzia il comandante del Radiomobile – che ha giurisdizione (a giorni alterni con la Polizia di Stato ndr) su tutto il territorio cittadino. Le Compagnie hanno una porzione di territorio. La parte occidentale è di competenza della Compagnia di San Lorenzo quella centro-orientale, invece, è di competenza della Compagnia di Piazza Verdi”.

Ogni settore è suddiviso in sottosettori e questo aiuta la centrale radio ad avere sulla mappa una visione a scacchiera sul territorio.

E’ chiaramente molto importante che le pattuglie garantiscano, nel più breve tempo possibile. l’intervento nel suo settore di competenza.

In caso di grandi eventi criminali le autoradio che sono libere intervengono sul posto.

Tutti i componenti del Radiomobile formano una squadra molto affiatata che permette loro di essere più efficienti e più efficaci.

Come detto, oltre alle autoradio il controllo del territorio è affidato anche ai motociclisti. Il loro impiego è h24 ma non rispettano il turno in quinta dei loro colleghi delle autoradio. Si preferisce impiegarli molto di più nei fine settimana in quelle che sono le aree della movida.

Si razionalizzano i servizi per garantire sempre un alto livello di sicurezza.

I PRINCIPALI REATI 

Le pattuglie registrano, come in altre città, moltissime chiamate per liti in famiglia che spesso sfociano nel aggressioni alle donne con la successiva applicazione del Codice Rosso.

Ma anche lo spaccio di droga è uno dei reati maggiormente presente nei rapporti quotidiani. Oltre a Ballarò sono stati scoperti alcuni chili nelle aree limitrofe alle arterie autostradali.

Mesi fa un cane antidroga dei Carabinieri ha scoperto, sempre a Ballarò, dentro una chiesa, non sconsacrata ma chiusa circa 2 chili di hascisc e molti soldi in contanti.

Molto importante l’utilizzo dei cani antidroga

I trafficanti la usavano come deposito su un cornicione altissimo. Il cane ha sentito l’odore della droga. I militari sono entrati dentro e l’animale come impazzitito ha attirato la loro attenzione. In pratica, lo stupefacente era stato nascosto in una modanatura, in una navata, a quattro metri da terra.

Un elemento importante di come sia stato suddiviso lo spaccio in città. Ai nigeriani, autorizzati dai clan di Cosa Nostra, è affidato lo spaccio di crack (in grande aumento) ed eroina.

Invece i palermitani si dedicano a quello di eroina, marijuana e hascisc.

La scoperta di una piantagione di marijuana

Lo spaccio ed il consumo ha ormai raggiunto anche a Palermo  i livelli più alti della società, come i professionisti.

D’estate si registrano molti reati “predatori” a danno per lo più di turisti.

Tra le attività dei Carabinieri del Radiomobile c’è anche il controllo dei detenuti ai domiciliari.

ON THE ROAD

Il turno che abbiamo seguito con il Tenente Colonnello Monti è iniziato alle 19 ed è finito all’1 (salvo poi i rapporti da scrivere sulle attività).

Settore di competenza il B (zona centro città).

Prima di iniziare diamo uno sguardo all’equipaggiamento che prevede, in dotazione, tra l’altro, un giubbotto antitaglio (in fase di sperimentazione), lo spray al peperoncino, il taser (un’arma da molti operatori considerata fondamentale perché consente loro, in pochi secondi, di fermare la minaccia e di operare l’arresto).

Nel tempo che abbiamo impiegato nel seguire le attività, abbiamo avuto modo di assistere a vari controlli in zone particolarmente considerate piazze di spaccio, ad un posto di controllo in Via Francesco Crispi (zona porto) ad un’assistenza per un incidente stradale.

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