Carabinieri: operazione antidroga nel Siracusano. Sette arrestati per traffico, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti

Melilli (Siracusa). Su delega della Procura della Repubblica di Catania – Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) i Carabinieri della Compagnia di Augusta hanno sgominato una fiorente piazza di spaccio attiva a Melilli (Siracusa).

I Carabinieri scrivono il rapporto sull’operazione antidroga

Con un dispositivo composto da oltre 50 militari, tra cui quelli dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” di Sigonella, del Nucleo Cinofili di Nicolosi e del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania Fontanarossa,sono stati eseguiti, a Melilli e Siracusa, 7 provvedimenti cautelari in carcere emessi dal Tribunale di Catania -Ufficio GIP, su richiesta della DDA etnea.

I destinatari dei provvedimenti sono stati ritenuti responsabili di avere partecipato ad un sodalizio criminoso dedito al traffico, trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

I reati contestati a vario titolo sono quelli di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e traffico di sostanze stupefacenti (artt. 74 e 73 DPR 309/90).

Le indagini nei confronti del sodalizio criminale, avviate dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Augusta a maggio 2019 e condotte mediante servizi di osservazione, controllo e pedinamento con fotoriprese ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno scoperto l’esistenza di un sistema criminale, capeggiato da uno dei destinatari del provvedimento che, dopo essersi approvvigionato di cocaina nella frazione Villasmundo di Melilli e nella frazione Belvedere di Siracusa, gestiva un gruppo di spacciatori al dettaglio nel comune ibleo.

Lo spaccio era capillare nel territorio, dove venivano utilizzate cassette della posta ed autovetture in disuso parcheggiate sulla pubblica via come nascondigli per lo stupefacente.

L’uomo dirigeva gli spacciatori alle proprie dipendenze nel soddisfare le richieste di droga, insegnando loro le tecniche di taglio ed espedienti utili ad eludere i controlli da parte delle Forze dell’Ordine, come ad esempio quello di rispettare il Codice della Strada – obbligando i propri pusher all’utilizzo del casco protettivo quando erano alla guida di scooter – o, nel caso di spostamenti in auto, quello di posizionare la cocaina sfusa sul tappetino, tenendo sempre a disposizione dell’acqua da versarvi sopra per scioglierla – anziché gettarla dal finestrino – se fermati dalle Forze dell’Ordine.

Inoltre, da vero “capo” redarguiva i propri “dipendenti” quando non conferivano in tempo le somme di danaro ricavate dalla vendita, o quando “tagliavano” male la cocaina, ricevendo lui stesso le lamentele dei clienti ed occupandosi di spacciare in prima persona solo in favore di amici stretti.

L’operazione è stata denominata “White Mountains” dal nome del principale fornitore di cocaina del sodalizio, anch’egli tra gli arrestati.

Nei suoi confronti i sodali nutrivano profondo timore reverenziale, conoscendo la sua indole violenta in caso di ritardi nei pagamenti e quindi di mancanza di fedeltà.

Un atteggiamento, questo, tuttavia mitigato in altre occasioni connesse ad “incidenti del mestiere”, come quando, per permettere al gruppo di continuare a lavorare, lo stesso si è dimostrato comprensivo cedendo gratuitamente una quantità di cocaina per così dire “da appoggio” agli spacciatori che si erano disfatti frettolosamente dello stupefacente in occasione di controlli dei Carabinieri.

Gli è stato anche contestato il reato di estorsione.

Infatti, se i suoi debitori non avevano la possibilità economica di pagare lo stupefacente acquistato, era infatti uso farsi consegnare le loro autovetture.

Nel corso dell’esecuzione dell’ordinanza sono stati sequestrati circa 50 grammi di marijuana e 5 di hashish, rinvenuti nella disponibilità di due dei soggetti arrestati.

I quali sono stati tradotti nella Casa Circondariale di Catania ed in quella di Reclusione di Augusta-Brucoli.

All’ultimo dei 7  il provvedimento è stato notificato presso la Casa Circondariale di Caltagirone, dove già si trovava ristretto per altra causa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore