Carabinieri: operazione antimafia dei ROS “Stiela”. Eseguiti 7 arresti

CALTANISSETTA. Questa mattina i Carabinieri del ROS, coadiuvati nella fase operativa dai Carabinieri del Comando Provinciale di Enna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Caltanissetta, nel corso delle indagini preliminari, a seguito di richiesta della D.D.A. della Procura di Caltanissetta, a carico di sette soggetti.

In particolare, nei confronti di persone tutte residenti a Valguarnera Caropepe il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, in quanto gravemente indiziati per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, aggravata dalla disponibilità di armi, ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Le misure cautelari costituiscono l’esito di una complessa attività d’indagine, condotta per due anni dai Carabinieri del ROS e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta, sul territorio della provincia di Enna, con particolare riferimento a quell’area che viene comunemente conosciuta come “Valle del Dittaino”, di fatto la principale area produttiva dell’ennese che, come già sancito in diverse sentenze passate in giudicato, ha da sempre suscitato gli appetiti della criminalità mafiosa.

L’attività investigativa ha consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine alla riorganizzazione di Cosa Nostra, e nello specifico della famiglia di Enna, a seguito della scarcerazione di un suo componente nell’aprile del 2019.

Lo stesso, in più occasioni, avrebbe proclamato con soddisfazione il suo status di uomo d’onore, ruolo che lo poneva al vertice del sodalizio mafioso operante nella citata area.

Operazione antimafia dei Carabinieri del ROS

L’indagine ha fatto emergere gravi indizi legati a una presunta pressione estorsiva tipicamente parassitaria a danno di importanti attività produttive della Valle del Dittaino, sistematicamente vessate al fine di lucrare prevalentemente somme di denaro, sintomo del perdurante assoggettamento di alcuni operatori economici di quella zona.

In particolare, l’uomo, a partire dalla sua scarcerazione, avrebbe attuato strategie delittuose volte alla riscossione del “pizzo” con l’indispensabile complicità, secondo i gravi indizi ritenuti dal GIP, di altre persone, ricevendo con cadenza annuale, somme di denaro da parte di due imprenditori della Valle del Dittaino.

Nel contesto di un presunto episodio estorsivo sono state documentate anche le condotte di un uomo, gravemente indiziato del reato di riciclaggio, poiché si sarebbe prodigato a compiere operazioni idonee ad ostacolare l’identificazione dell’illecita provenienza di parte del denaro.

Avrebbe emesso in favore di un imprenditore vittima di estorsione, una fattura per un servizio, secondo l’ipotesi accusatoria, mai avvenuto e per una cifra corrispondente alla somma di denaro estorta.

Il GIP del Tribunale di Caltanissetta ha, infine, riconosciuto la gravità indiziaria delle acquisizioni investigative raccolte a carico del soggetto, come contiguo ma non appartenente all’associazione mafiosa, in quanto avrebbe fornito più volte assistenza al soggetto sopra citato.

In particolare, vi sono gravi indizi per ritenere che si sia prestato, tra l’altro, per fare da tramite il suo amico e il titolare di un esercizio commerciale di Valguarnera Caropepe.

In sede di esecuzione dell’ordinanza cautelare la Polizia Giudiziaria ha posto in essere anche che l’attività di perquisizione sia di iniziativa che delegate dalla D.D.A. di Caltanissetta.

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