Carabinieri: operazione antimafia nel Trapanese. Sequestrati beni per circa 5 milioni di euro a Fabrizio Vinci

Trapani. I Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito, oggi, un provvedimento di sequestro e contestuale confisca dei beni del valore di circa 5 milioni di euro (che comprende 2 beni immobili, 37 mezzi d’opera ed 1 compendio aziendale) emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione su richiesta della Procura Distrettuale di Palermo.

Operazione antimafia dei Carabinieri nel Trapanese

Interessato dal provvedimento Fabrizio Vinci. L’uomo era stato arrestato il 10 maggio 2017 dal ROS nel corso dell’operazione “Visir”.

Ed era stato condannato il 9 aprile dell’anno scorso dal Tribunale di Marsala a 12 anni di reclusione quale “imprenditore mafioso” a disposizione dell’articolazione di “Cosa Nostra” trapanese operante nel territorio di Mazara del Vallo e Marsala.

Il provvedimento, che ha riguardato la provincia di Trapani, si fonda sulle risultanze di questa inchiesta svolta in direzione del mandamento di Mazara del Vallo e della famiglia mafiosa di Marsala al tempo capeggiata dall’uomo d’onore Vito Vincenzo Rallo che, sempre secondo l’accusa, opererebbe seguendo le direttive del latitante Matteo Messina Denaro.

Le investigazioni, oltre a documentare gli assetti di vertice e i delitti perpetrati dalla sopracitata famiglia mafiosa , hanno consentito di raccogliere importanti elementi sul suo collocamento baricentrico nelle relazioni criminali tra le province di Trapani e Palermo, nonché riscontri sulla costante operatività del citato latitante.

In tale contesto, è stato accertato come Vinci abbia stabilmente messo le proprie imprese a disposizione degli esponenti della famiglia mafiosa di Marsala per favorirne l’infiltrazione nel settore dell’edilizia e del calcestruzzo, nonché preso parte a riunioni della organizzazione in cui venivano trattate rilevanti questioni inerenti alla spartizione dei lavori da svilupparsi nel territorio di riferimento.

Il provvedimento ablativo costituisce ulteriore progressione dell’indagine “Visir” del ROS che ha già portato alla condanna di 14 imputati per oltre 173 anni di reclusione.

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