Carabinieri: Operazione dei ROS a Genova. Scoperto un traffico di armi e droga della ‘ndrangheta tra Italia e Francia

Genova. Operazione congiunta Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.), supportati dai militari dell’Arma territoriale, e Gendarmeria nazionale francese.

Operazione del ROS e dell’Arma territoriale a Genova

Sono stati compiuti decine di arresti su disposizione delle Autorità giudiziarie di italiane e francesi per traffico di stupefacenti ed armi, riciclaggio nonché per il favoreggiamento di un latitante appartenente alla ‘ndrangheta.

Effettuate anche decine di perquisizioni con numerosi sequestri, sia in Italia che in Francia, di beni per un controvalore di circa 900 mila euro.

In particolare è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Genova su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 14 soggetti, indagati per i delitti di detenzione e traffico di armi e sostanze stupefacenti, nonché per fabbricazione e possesso di documenti d’identità falsi e procurata inosservanza di pena aggravate dalla modalità mafiosa per aver agevolato la latitanza di un affiliato alla ‘ndrangheta.

Le Autorità giudiziarie del Paese transalpino hanno emesso un provvedimento restrittivo a carico di 32 persone . Tutte sono state accusate di banda armata, associazione finalizzata all’importazione ed esportazione di stupefacenti e armi, riciclaggio e rapina.

Questi risultati sono stati raggiunti grazie ad un’articolata attività investigativa condotta, dapprima autonomamente dal Raggruppamento Operativo speciale (ROS) dell’Arma dei Carabinieri di Genova e poi, in sinergia con le Autorità francesi, nell’ambito di un’apposita Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) costituita, con il coordinamento di EUROJUST e con l’ausilio del magistrato di collegamento francese, dalla Procura di Genova, Direzione distrettuale Antimafia e Antiterrorismo e dal JIRS (Juridictions intérregionales spécialisées) di Marsiglia, nel 2019.

Sono state evidenziate, hanno spiegato gli inquirenti, convergenze tra le investigazioni svolte in Italia e Francia che hanno riguardato Carmelo Sgrò, legato, anche da vincoli parentali, alla cosca “Gallico” di Palmi (Reggio Calabria) ed un narcotrafficante francese in rapporti con la famiglia “Magnoli” di Gioia Tauro (Reggio Calabria) la quale, da anni, si è insediata in Costa Azzurra.

Le indagini, sviluppate in sinergia tra le Autorità giudiziarie francesi e italiane, hanno permesso di individuare l’esistenza di una rete attiva tra Italia, Francia, Belgio e Olanda interessata alla provvista e distribuzione di armi e di ingenti quantitativi di stupefacente di diversa tipologia.

In particolare, le indagini del R.O.S., avviate nel 2018, hanno permesso di documentare moltissime cessioni di cocaina, hashish, marijuana e di armi (anche da guerra quali Skorpion e AK 47 – Kalashnikov) tra Carmelo Sgrò e l’indagato francese posti rispettivamente a capo di reti operanti in Liguria e Costa Azzurra, con propaggini in Belgio e Olanda.

Sono stati anche arrestati, in flagranza di reato, 5 soggetti interessati alla movimentazione delle droghe ed a censire i canali di distribuzione dello stupefacente sul territorio ligure.

Sono stati individuati alcuni cittadini che rifornivano il circuito criminale di ingenti quantitativi di cocaina.

In questo quadro di indagine, spiegano ancora gli inquirenti,, ulteriori approfondimenti sul contesto familiare di Carmelo Sgrò hanno consentito di verificare che questi avrebbe favorito la latitanza di Filippo Morgante.

Morgante è considerato ai vertici della ‘ndrina “Gallico”.

Si occupava, infatti, degli spostamenti di Morgante, gli forniva documenti d’identità falsi, gli metteva a disposizione immobili anche all’estero (in Francia) e lo sosteneva economicamente con i proventi dell’attività delittuosa.

Lo stesso Sgrò, inoltre, risulterebbe essersi avvalso di esponenti della cosca Gallico legati alla famiglia di narcotrafficanti calabresi Magnoli che vive ed opera in Francia a Vallauris.

Qui ha recuperato una partita di 11 chili di cocaina sottrattagli dagli indagati francesi e approvvigionati da un gruppo di albanesi.

Le indagini sviluppate dalla Gendarmeria Francese, avviate a seguito di un ingente sequestro di hashish proveniente dalla Spagna, oltre a confermare i rilevanti interessi nel settore del narcotraffico, hanno inoltre consentito di raccogliere elementi di indagine sulla disponibilità da parte dei soggetti dimoranti nel Paese transalpino di numerosi immobili adibiti alla lavorazione e stoccaggio degli stupefacenti, e di accertare articolate operazioni di riciclaggio dei proventi illeciti effettuate mediante l’acquisto di beni, immobili di lusso e attività commerciali in Francia.

Al riguardo, i Carabinieri hanno evidenziato come l’attivazione della Squadra Investigativa Comune abbia consentito la piena condivisione e utilizzabilità degli elementi di prova raccolti da R.O.S. e dalla Gendarmeria nelle rispettive giurisdizioni, confermandosi come uno dei più efficaci strumenti di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale.

E’ stato anche evidenziato il significativo ruolo svolto da Europol e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.), grazie al quale è stato possibile approfondire, sviluppare e condividere con continuità le acquisizioni investigative tra Italia e Francia.

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