Cellule impazzite o riorganizzazione dello Stato Islamico? L’Europa ritorna nella morsa del terrore

Di Giusy Criscuolo

Vienna. Un attacco quello di ieri che ricorda la strage del Bataclan e che è proseguito per tutta la notte. Spari urla e sangue. Parliamo di 4 morti ( 3 civili ed un attentatore), 17 feriti di cui 7 gravi, eppure ci troviamo nel XXI secolo e non nel 1683 durante la Battaglia di Vienna, quando l’Impero Ottomano, guidato dal Sultano Solimano il Magnifico, tentò per la prima volta di espandersi a settentrione per conquistare l’Austria e Vienna.

E’ possibile che tutto sia partito dalla decapitazione del Professore Samuel Paty e dalla sua passione per la libertà di espressione? Una passione che parlava di libertà di pensiero, riferendosi ad alcune vignette precedentemente pubblicate dal Giornale satirico Chalie Hebdo. Una libertà difesa con la propria vita, nonché elemento imprescindibile della nostra società. E’ possibile che le provocazioni di Macron abbiano alimentato la scintilla? E’ altresì possibile che ci siano dei collegamenti? Armi bianche a Nizza, Lione, Saoutville e AK-47 a Vienna congiuntamente a cintura esplosiva ed a probabili sequestrati?

Dopo i fatti di Nizza sui media di Da’ash ritornano con foto contro la Francia – Credit Twitter

E’ interessante notare come anche questa volta i social siano divisi, tra chi nega la veridicità dei video senza accettare la realtà, chi aborre tali gesti, chi incredulo teme per la reazione dell’Europa e degli europei nei confronti dei musulmani, chi teme per un cambio di rotta sulle leggi per l’immigrazione e chi sui canali Twitter, Telegram e altri esulta per l’accaduto. Alcuni nel vedere un gruppo di donne che corrono riescono a scrivere: “Una donna sentendo gli spari, pensa sia un musulmano e si toglie il foulard dal collo per metterlo in testa e poi scoprirà che è stata opera di un nazista estremista…” inventando una storia senza senso. Le vignette contro Macron crescono ed il timore si basa su un’ipotetica ritorsione della Francia contro i suoi musulmani. Girano anche foto sui possibili attentatori, tra cui alcuni europei radicalizzati, ma le notizie sono tutte da confermare. Una cosa è certa, la radicalizzazione sul territorio punta all’insoddisfazione dei soggetti manipolati e manipolabili.

Quello a cui abbiamo assistito ieri, inermi e sconvolti, mi ricorda molto qualcosa che ho letto lo scorso anno su fonti originali e che merita di essere riveduto ed analizzato. Facendo un passo in dietro si riesce a capire che le radici sono ben più profonde e sono legate a piani che con grande probabilità, a causa del Covid, non era stato possibile attuare. Gli intenti “estremisti e terroristici” avevano ricevuto una battuta di arresto, ma la scusa delle vignette e il polverone alzato da Erdogan hanno, con tutta probabilità, reso possibile l’attuazione di queste nuove strategie, fino ad “oggi” bloccate.

Questo post dice – L ISIS e le sue sorelle sostenute dall intelligence occidentale hanno attaccato gli ebrei – quindi gli aggressori alla sinagoga sono cristiani razzisti

Lo scorso anno prima dell’avvento del Covid in Siria ci fu un attacco delle SDF o FDS (Forze curdo/arabe –  assiro/siriache), che dal 2015 lottano contro le milizie turche e contro il sedicente Stato Islamico. Che ripeto, nulla ha a che vedere con l’Islam moderato, a cui molti si rifiutano di credere. (Perché ricordiamoci che l’IS come Al Qa’ida sono ampiamente combattuti nelle terre di origine e da musulmani non estremisti – la corruzione sta ovunque)

La chiave di ciò che sta accadendo all’Europa e che è accaduto ieri a Vienna e nei giorni passati in Francia, probabilmente potrebbe trovarsi nella premessa che segue e che farà accenno a questa nuova pianificazione dell’IS per l’Europa. Nell’aprile del 2019 questo attacco delle SDF ha portato a termine un’operazione prodigiosa, che ha abbattuto una delle ultime roccaforti dell’IS vicino la zona cuscinetto nel nord Est della Siria e controllata da Ankara. In questa grande operazione, oltre ad aver catturato uno degli esponenti più invisi dell’IS, Abdul Nassir al- Qardash (arrestato in Siria e deportato in Iraq lo scorso 21 maggio e che molti avevano confuso con l’attuale leader Abdul Ibrahim Hashimi al Qurashi) le SDF hanno rinvenuto numerosi documenti del sedicente Califfato, in cui si parlava di nuove cellule e nuovi possibili attacchi all’Europa e non solo.

Un frame del video che riprende l’attentatore successivamente ucciso dalla polizia

A tal riguardo, in un Report elaborato per l’Osservatorio ReaCt (Osservatorio sul Radicalismo e il Contrasto al Terrorismo 01 #ReaCt2020), mi occupai della comunicazione multimediale dell’IS e di al Qa’ida, affrontando tra le altre cose, anche la figura di queste probabili nuove cellule.

Il timore che l’organizzazione dell’IS stia cavalcando l’onda dell’estremismo, sulla scia di “una vignetta”, potrebbe prendere forma. Una scia di morte, che vedrebbe nascondere dietro intenti falsamente religiosi, una violenza ingiustificata e inaudita nei confronti dell’Occidente e degli “infedeli” che la abitano.

Ad alimentare queste ipotesi, un’analisi effettuata dall’Osservatorio di Takfiri e Fatwa del Cairo (Ente Governativo) e pubblicata nell’aprile 2019. Al timore delle figure di “lupi solitari”, si accosta una nuova ombra, che secondo gli studiosi prenderebbe il nome di “cellule di coccodrillo”.

Alcuni dei fermati dai corpi speciali

Un nuovo tentativo di riorganizzare l’IS per colpire l’Europa. I documenti di cui sono entrati in possesso gli analisti dell’Osservatorio di Takfiri e Fatwa, rivelano un nuovo piano per colpire l’Europa con il ritorno del Califfato. L’Osservatorio di monitoraggio e analisi ha detto: “L’organizzazione dell’IS si è basata su un nuovo approccio per la realizzazione di nuove operazioni terroristiche, che ha chiamato “cellule di coccodrillo”. Un approccio molto simile e vicino alle operazioni adottate dai lupi solitari. Un progetto rivolto a quelle cellule dormienti che lavorano per il Califfato di nascosto e che possono attaccare in modo discontinuo, obiettivi dettati dai leader dell’Organizzazione”.

L’ Osservatorio ha mostrato come questa strategia sia stata scoperta in uno dei documenti trovati in possesso delle cellule di Da’ash nel nord-Est della Siria, dopo gli ultimi scontri tra gli elementi dell’organizzazione e le SDF. Tra le diverse strategie pianificate dall’IS, si trova un aumento di programmazione terroristica pensata per l’Europa. Il tutto attraverso i lupi solitari, il supporto dei foreign fighters di ritorno dai conflitti e con l’ausilio di queste nuove “cellule di coccodrillo”. Stando a quando scritto sui documenti, il modus operandi dovrebbe essere quello di far esplodere veicoli, uccisioni di massa, singoli omicidi, rapimenti (come accade in Siria, Iraq, Libia ecc.), il tutto con lo scopo di ottenere un riscatto, inviando i proventi all’organizzazione. In fine, nei documenti, ci sarebbe scritto che si dovrebbero concentrare sulla manomissione delle reti internet.

Uno dei terroristi ucciso

Già allora venne fuori che il proposito di attuazione di questi progetti, si sarebbe concretizzato attraverso dei mentor, ossia combattenti con molta esperienza, proprio dal gennaio 2020. Obiettivo: lanciare attacchi in molte aree dell’Europa. Ma viene da se, che a causa dei disagi e dei lockdown creati dal Covid tali intenti omicidi abbiano subito un freeze temporale.

Nel documento appare inoltre il nome di un certo Abu al Tah’ir (Sicuramente un nome fittizio per cui viene utilizzato un soprannome detto Kunya), individuato come il possibile ideatore di questa strategia. In poche parole, mentre i “lupi solitari” operano da soli e, a volte, senza connessioni dirette con il Califfato, le “cellule di coccodrillo” sarebbero direttamente collegate con le figure apicali e avrebbero delle missioni da assolvere, coordinate e ben mirate. Si parla dunque di operazioni non casuali ed effettuate da uomini addestrati e non improvvisati. A tal proposito, nel documento trovato si parla di “Relazioni esterne dello Stato di Successione”, un aggiornamento all’opuscolo di 62 pagine scritto dall’IS per i suoi seguaci e precedentemente edito da al-Qa’ida. Cioè delle direttive da seguire al di fuori dei paesi dell’organizzazione.

Se la cosa dovesse essere confermata, e sempre secondo quanto riportato dall’Osservatorio egiziano e tratto dai documenti elaborati dal Califfato, l’attuale mission sarebbe il finanziamento di queste cellule attraverso l’ufficio virtuale delle “Relazioni esterne per la gestione delle operazioni in Europa”. Tramite questo ente virtuale, sarebbero sostenute queste nuove cellule. Il loro compito: combattere i nemici dell’IS con lo scopo di indebolire lo stile di vita occidentale attraverso l’estorsione di denaro, anche, tramite rapimenti per poi spedire i proventi al Califfato.

Uno dei grafici elaborati sui dati delle analisi esistenti

L’Osservatorio di Takfiri e Fatwa del Cairo sottolinea che nel mirino c’è un nuovo obiettivo, il continente europeo. Il compito è di colpirlo con queste cellule, per poi espandersi in altre aree del globo. In aree in cui, a detta dei documenti trovati, esistono già delle cellule dormienti in Europa e in Russia. I nomi delle organizzazioni operanti dovrebbero essere, a detta dell’Osservatorio, Almbay per l’Europa e “Lo Stato del Caucaso” per la Russia. Il continuo mutamento della comunicazione jihadista, alimentato da cellule che restano “in Teatro”, che muoiono e da foreign fighters che ritornano nelle terre di origine, se associato ai fenomeni di migrazione volontaria e rimpatri forzati, incide in modo diretto o indiretto sullo stile di vita delle persone e sugli equilibri dell’intera comunità internazionale.

Uno dei grafici elaborati sui dati delle analisi esistenti

Se a questo aggiungiamo che i partenti, dall’Europa e dal resto del mondo, che abbracciano la causa dello Stato Islamico hanno raggiunto numeri quasi incontrollabili è fatta. I cittadini francesi, tedeschi e britannici costituiscono la maggioranza dei combattenti stranieri europei che si sono uniti ai ranghi dello Stato islamico in Siria e Iraq. A seguito dei numerosi rapporti che analizzano l’origine dei combattenti stranieri unitisi all’IS (per quanto riguarda l’Europa ho elaborato alcuni grafici su dati estrapolati da vari studi), la Francia sembra essere il principale paese di origine dei numerosi foreign fighters partiti per Iraq e Siria. A seguire con il triste primato di cellule partite verso l’Islamic State, troviamo uomini, donne e bambini partiti dalla Germania e dal Regno Unito. Ma anche gli Stati di Belgio, Austria e Svezia, sembrano aver fornito al Califfato, alcuni tra i combattenti più attivi e convinti. Senza dimenticare gli elementi partiti dai Balcani (percentuale maggiore) e dalla penisola Iberica per unirsi alle fila di Da’ash.

A questi dati, si possono affiancare quelli tratti dalle singole schegge impazzite, uomini che hanno deciso di operare in Europa per conto dell’IS. I soggetti in questione sono conosciuti come “lupi solitari”, che attraverso il proselitismo online, e non necessariamente collegati in modo diretto allo Stato Islamico, ne abbracciano l’ideologia. Soggetti che agiscono in modo autonomo per unirsi al Jihad del terrore. Una storia che ha origini più remote rispetto all’attualità del tema e che ha ispirato i fondatori di al-Qa’ida e Da’ash, spingendoli ad impossessarsi di questa definizione. Amin Emile ricercatrice citata dal Lebanese Center for Research and Consulting, durante uno studio sul proselitismo online dell’IS, si è imbattuta in un articolo pubblicato dal ramo “Media Front for the Support of the Islamic State” (molto in uso su JustPast.it) e affiliato alla “Fondazione Media Caliphate”, che parla dello “Stato di Successione”.

Vienna durante la ricerca dei terroristi – Credit Twitter

Cioè delle direttive da seguire al di fuori dei paesi dell’organizzazione. In una delle pagine sfogliate dalla ricercatrice, viene trovato un versetto che cita: “Combatti dunque per la causa di Allah, poiché forse Allah fermerà l’acrimonia degli infedeli” (Al-Nisa ’84).

Parole che agli occhi dei sostenitori della linea dura, non sono solo le parole di Dio, ma sono “interpretabili” nell’accezione aberrante e violenta del “loro” credo “personale”. Questo e molto ancora viene pubblicato anche nel rifacimento mediatico del testo, accessibile solo ai sostenitori che hanno le “parole chiave” per poterne usufruire. Tra queste pubblicazioni indirizzate ai “lupi solitari” o agli affiliati al Califfato c’è scritto: “…evitare conversazioni telefoniche prima e dopo il lavoro. Non usare i documenti originali nel luogo di lavoro. Attenzione a lasciare impronte digitali. Copritevi di gentilezza per mascherare il viso…- sempre all’interno – vestiti con abiti occidentali e usa profumi. Crittografa i tuoi telefoni…per infliggere il massimo danno utilizza le cinture esplosive”.

Visti gli accadimenti degli ultimi tempi, visto il caos mediatico creato dai più facinorosi e data l’incredulità di ciò che sta accadendo in “casa nostra”, certi riscontri era d’obbligo comunicarli. La certezza non la possiede nessuno e in tasca si può trovare di tutto, tranne la verità.

Scelta voluta sul taglio della foto – Uno degli autori dell’attacco di vienna giura fedeltà all’IS e al suo nuovo leader al Qurayshi

C’è dunque da fare una riflessione. La mancanza del senso di appartenenza e di uno “Stato” che tutela i diritti civili ed umani di un popolo, porta soggetti potenzialmente deboli a legarsi, in questo caso, a delle “Istituzioni” terroristiche. Organizzazioni che con grande capacità di proselitismo, riescono a dare un legame a questi soggetti deboli ed emarginati. Questo vale per tutti i tipi di terrorismo. Nel caso specifico, spinge i futuri foreign fighters a condividere le ideologie sbagliate di chi sfrutta il pensiero religioso per coprire crimini contro l’umanità. Le numerose statistiche, hanno fatto emergere un dato allarmante sul grande numero di “volontari” che si sono immolati per la causa dell’IS e che ultimamente stanno abbracciando in modo più deciso anche la causa di Al Qa’ida.

Donne che corrono dopo aver avvertito gli spari Credit Twitter

Ed è proprio nell’era della comunicazione smodata, che la parte del “leone”, non la fanno più gli atti di terrore perpetrati contro innocenti, ma è costituita dal Cyber Spazio, a cui l’IS sta dimostrando di sapersi adattare in modo stupefacente. L’utilizzo strumentale del web è una realtà che, se impiegata in modo proficuo, sarebbe capace di stravolgere positivamente il mondo, ma che nelle mani di soggetti sbagliati, può avere un effetto destabilizzante su interi continenti, ridisegnandone equilibri internazionali, geopolitica e storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore