Cinema: il 20 settembre 1905 proiettato a Roma il primo cortometraggio a soggetto dedicato alla presa di Porta Pia (1870)

Di Paola Ducci*

ROMA (nostro servizio particolare). E’ la sera del 20 settembre 1905 e migliaia di persone si stanno radunando a Porta Pia, a  Roma, per partecipare a un evento davvero eccezionale: la prima proiezione pubblica di un film, per  la precisione un “cortometraggio”.

E’ la prima pellicola a soggetto mai realizzato nel nostro Paese.

Un evento eccezionale organizzato con cura dai promotori, nello specifico dallo stesso regista, Filoteo Alberini.

Il regista Filoteo Alberini

Nel piazzale è montato un megaschermo che servirà per  la proiezione, e per tutto il giorno e  nei giorni precedenti non solo la  cittadinanza capitolina ma anche la gente che  vive nelle campagne intorno alla città è stata chiamata a raccolta da un efficace battage pubblicitario attraverso manifesti e  volantini.

La scelta del luogo per la proiezione non è casuale: il titolo del cortometraggio è infatti “La breccia di Porta Pia” e  si è scelto di proiettarlo proprio  dove  avvenne il fatto storico che  sanciva l’unità d’Italia esattamente 35 anni prima ed è il luogo dove si svolgono i fatti raccontati nel film e  dove oggi sorge il monumento al Bersagliere.

La battaglia di Porta Pia

In realtà il corto era già stato proiettato il 16 settembre a Livorno ma in una sala privata.

Qui aveva riscosso un ottimo successo, successo che farà da viatico a  questa nuova proiezione.

Sarà l’uscita pubblica più emozionante perché richiamerà  davvero migliaia di persone. Dopo Livorno infatti Alberini chiede e ottiene l’autorizzazione comunale a organizzare la proiezione romana del 20 settembre.

Una scena del film di Alberini

Film “La breccia di Porta Pia” del 1905.

Regia: Filoteo Alberini; produzione: Alberini & Santoni, Roma; anno: 1905; lunghezza originale: 250 m (7 quadri, Bollettino n. 1 della Alberini & Santoni); prima visione pubblica: Livorno, Cinematografo Artistico, 16-09-1905; fotografia: Filoteo Alberini; scenografia: Augusto Cicognani; personaggi e interpreti: Carlo Rosaspina, Ubaldo Maria del Colle (il Tenente dei Bersaglieri).

Ricostruzione degli eventi e celebrazione storica della presa di Porta Pia, del 20 settembre 1870, momento fondante della Nazione italiana.

Suddiviso in sette quadri: 1. Il parlamentario Generale Carchidio a Ponte Milvio. 2. Dal Generale Kanzler – Niente resa!. 3. Al campo dei bersaglieri – All’armi!. 4. L’ultima cannonata. 5. La breccia a Porta Pia – All’assalto!. 6. Bandiera bianca. 7. Apoteosi.

Il film ricrea gli eventi militari dell’ultima fase della guerra che condusse all’unificazione italiana nel settembre 1870. Dopo che Papa Pio IX aveva rifiutato di cedere al nuovo Regno d’Italia gli ultimi resti dello Stato Pontificio su richiesta del re Vittorio Emanuele II, quest’ultimo inviò il suo esercito per mettere Roma in stato d’assedio.

La pellicola si apre con il protagonista, il Generale italiano Carchidio, che tenta di convincere alla resa l’Esercito pontificio tramite una negoziazione pacifica.

Quest’ultimo tentativo non ha successo: il Generale Hermann Kanzler, a capo delle forze antagoniste, rifiuta a qualsiasi costo di arrendersi e ordina la resistenza a oltranza.

Prosegue  quindi  l’offensiva italiana: il 20 settembre, a seguito di un cannoneggiamento di tre ore che riesce a fare breccia nelle Mura Aureliane a Porta Pia, i Bersaglieri, guidati da Carchidio, entrano a Roma.

Il pontefice, sconfitto, ordina al Generale Kanzler di issare bandiera bianca sulla cupola della Basilica di San Pietro.

Il film termina con un’apoteosi, girata interamente a colori, che mostra gli eroi dell’indipendenza italiana portati in trionfo.

La spettacolarità dell’ultima scena, unita al realismo della scenografia alternata alle scene girate in esterno, è un preludio alla realizzazione dei grandi lungometraggi di soggetto storico per i quali l’industria cinematografica italiana diventerà famosa di lì a pochi anni.

Lungo 250 metri,  corrispondenti a circa 10 minuti, contro i 40/60 di cui tradizionalmente si componevano i cortometraggi dell’epoca, la pellicola costò la cifra, allora considerevole, di 500 lire. Oggi se ne conservano solamente 75 metri, poco più di quattro minuti di proiezione.

Nel 2005, in occasione del centenario della produzione de La presa di Roma, il film è stato interamente restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia della Cineteca Nazionale: fondamentale al recupero dell’opera, di cui erano andati perduti diversi fotogrammi, è stato il confronto dei negativi degli anni Trenta dell’Istituto Luce confrontati con le copie dei fotogrammi della Cineteca Nazionale di Roma, della Cineteca Italiana di Milano, della Cineteca Argentina di Buenos Aires, del MOMA di New York e del National Film and Television Archive di Londra.

Naturalmente “La Breccia di Porta Pia” ha anche un sottotitolo: “20 settembre 1870

*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa

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