Cipro: l’arrivo dei rinforzi militari europei spinge i turchi ad inviare gli F-16

Di Fabrizio Scarinci

NICOSIA. I recenti attacchi condotti dagli iraniani e/o dai loro alleati di Hezbollah ai danni delle installazioni militari britanniche a Cipro sembrerebbero aver riacceso le storiche dinamiche geopolitiche che, per lungo tempo, hanno avuto l’isola come protagonista.

Accanto alla risposta di Londra, che starebbe affiancando agli Eurofighter e agli F-35B già presenti il cacciatorpediniere antiaereo HMS “Dragoon” (atteso in settimana) e alcuni elicotteri con capacità di contrasto ai droni (nello specifico, si tratterebbe di un AW-101 “Merlin” e di alcuni “Wildcat”), tali azioni hanno, infatti, reso inevitabile anche l’intervento di altri Paesi del vecchio continente a tutela del territorio della Repubblica di Cipro (Stato membro dell’Unione Europea che, pur non essendo sovrano sulle basi britanniche, rischia comunque di subire danni a causa degli attacchi).

Il cacciatorpediniere britannico HMS “Dragoon” – Photo: LA(Phot) Nicky Wilson/MOD

Tra essi figurano, per il momento, la Francia, che, oltre ad aver avviato il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo, ha anche predisposto l’invio della fregata multimissione “Languedoc” (Classe FREMM) e di alcuni sistemi antiaerei a protezione dell’isola, la Grecia, che starebbe completando il dispiegamento delle fregate “Kimon” e “Psara” e di quattro caccia F-16, l’Italia, che ha inviato la FREMM “Martinengo” (caratterizzata da spiccate capacità antidrone), i Paesi Bassi, che hanno messo a disposizione la fregata HNLMS “Evertsen”, la Spagna, che ha inviato in zona la “Cristobal Colon” (classe F-100 “Alvaro de Bazan”) e la Germania, che ha optato per l’invio della fregata Nordrhein-Westfalen.

La fregata francese Languedoc in navigazione

Com’era facile aspettarsi, però, un simile dispiegamento di forze attorno a Cipro non avrebbe potuto non “allertare” la vicina Turchia, che, oltre ad essere storicamente ai ferri corti con la Grecia per ciò che concerne l’assetto territoriale dell’isola, notoriamente divisa tra un sud/sud-ovest greco-cipriota e nord/nord-est turco-cipriota, ha, spesso, anche visto i propri interessi di potenza regionale “ri-emergente” entrare in rotta di collisione con quelli della Francia (così come, tra l’altro, con quelli dell’Italia, che, tuttavia, sembrerebbe voler mantenere una relazione piuttosto cordiale con il suo nuovo competitor).

Un F-16C delle forze aeree turche – Credit -Türk Hava Kuvvetleri Dahima Yanınızda ve Gurur
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Sentendosi toccato in quello che considera essere uno dei dossier più sensibili con riferimento alla propria sicurezza nazionale e alla propria capacità di proiettare potere nel Mediterraneo, nonché irritato per via di una recente dichiarazione del ministro della Difesa greco, Nikos Dendias, secondo cui l’operazione di Atene e degli altri Paesi europei avrebbe come scopo quello di proteggere l'”intera popolazione” dell’isola, il governo turco ha, infatti, risposto con l’invio di sei F-16 nella Repubblica Turca di Cipro del Nord e con la pianificazione di nuove iniziative finalizzate a rafforzare la sicurezza del territorio di tale Stato (notoriamente creato da Ankara e solo da essa riconosciuto).

Stando a quanto dichiarato dal portavoce del Ministero degli Esteri turco Oncu Keceli, alla base delle mosse appena menzionate, poste in essere, forse non a caso, in concomitanza con la visita del Presidente francese Macron e del Primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis nella Repubblica di Cipro (greco-cipriota), vi sarebbe la ferma volontà di ribadire come i turco-ciprioti e la RTCN siano “perfettamente in grado di garantire la propria sicurezza con il sostegno della loro madrepatria e garante Turchia”, e come essi “non abbiano bisogno di nessun altro”.

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