ROMA. Nel corso della conferenza in corso a Roma, sulla ricostruzione dell’Ucraina, il vice presidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, si è riunito con i circa 500 rappresentanti delle aziende italiane presenti ai lavori.

La ripresa, la ricostruzione e la modernizzazione dell’Ucraina rappresentano obiettivi strategici per l’Italia.
Le imprese italiane potranno fornire un contributo straordinario, cogliendo le opportunità previste dagli strumenti finanziari e assicurativi che permetteranno di contribuire alla ripresa dell’Ucraina.
Rimane difatti cruciale mobilitare il sostegno internazionale, anche attirando i necessari investimenti privati.
A sostegno dell’impegno delle imprese italiane sono stati lanciati anche alcuni strumenti specifici che confermano il contributo concreto del Governo a fianco del Sistema Paese nel sostegno all’Ucraina.
In particolare, Simest attiverà un plafond di 300 milioni di euro per il credito alle esportazioni, a valere sul fondo dedicato della Farnesina, a supporto della competitività delle imprese italiane coinvolte nella ripresa dell’Ucraina.
Inoltre, Cassa Depositi e Prestiti, SACE e Simest hanno firmato un memorandum d’intesa con il Ministero dell’Economia ucraino per cooperare a sostegno del recupero e dello sviluppo dell’economia ucraina, individuando le esigenze ed i settori prioritari.
A questi strumenti si affiancano gli ulteriori fondi stanziati dalla Cooperazione italiana per iniziative in Ucraina, per un totale di 150 milioni di euro fra crediti di aiuto e fondi a dono.
I principali ambiti di intervento riguarderanno il recupero del settore energetico e delle infrastrutture critiche, la salute, la riabilitazione abitativa delle persone vulnerabili, lo sviluppo rurale, lo sminamento ed altri interventi di carattere umanitario. Sono inoltre stati firmati accordi nel settore culturale, della sicurezza informatica, del settore agricolo.
Inoltre, sono specificamente dedicate alla città e alla regione di Odessa, sulla quale l’Italia ha assunto il patronato, due convenzioni (una sul patrimonio culturale ed una per la promozione del lavoro nel settore culturale).
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