Di Fabrizio Scarinci
MOSCA. Ha avuto inizio l’altro ieri la prima fase delle esercitazioni militari del Cremlino miranti a simulare la preparazione al lancio di armi nucleari di tipo “non strategico”.

A condurle sarebbero, al momento, le forze appartenenti al Distratto Militare Meridionale della Federazione, anche se, stando a quanto dichiarato dai vertici russi e bielorussi, dovrebbe presto essere coinvolta anche Minsk, che, dallo scorso anno, ospiterebbe un certo numero di armi nucleari tattiche provenienti dalla Russia.

Quanto ai mezzi e ai sistemi impiegati, nei video diffusi fino a questo momento, è possibile osservare le manovre di alcuni dei veicoli TEL adibiti all’utilizzo dei missili balistici a corto raggio 9K720 “Iskander”, un bombardiere medio-pesante di tipo Tupolev Tu-22 (abilitato all’utilizzo di diversi tipi di armi aria-suolo, anche di tipo nucleare non strategico) e un caccia di tipo MiG-31K (variante dell’intercettore MiG-31 “Foxhound” abilitata, tra le altre cose, all’utilizzo dei missili ipersonici aria-superficie Kinzhal).

Secondo quanto dichiarato dai vertici politici e militari russi, tali attività sarebbero state poste in essere allo scopo di rispondere alle ripetute dichiarazioni del Presidente francese Emmanuel Macron riguardo alla possibilità di inviare truppe occidentali a supporto di quelle di Kiev e alla recente decisione del Regno Unito di autorizzare l’Ucraina ad utilizzare le proprie armi aria-superficie per condurre attacchi sul territorio russo.

Nel frattempo, il livello di tensione tra Russia e Occidente sembrerebbe in forte aumento anche con riferimento ad altri dossier, come quello inerente lo scacchiere del Baltico e quello spaziale.
Nello specifico, per ciò che concerne il Baltico, sarebbe recentemente apparsa (per poi scomparire nel giro di breve tempo) una proposta del Ministero della Difesa di Mosca riguardo a una modifica unilaterale dei confini marittimi della Federazione Russa con Finlandia ed Estonia, in cui, ovviamente, Helsinki e Tallin sarebbero state penalizzate.

Quanto allo Spazio, invece, nella giornata di ieri il Pentagono avrebbe accusato il Cremlino di aver recentemente messo in orbita un’arma “contro-spaziale” potenzialmente in grado di attaccare i satelliti statunitensi.
Le autorità russe avrebbero immediatamente bollato tali dichiarazioni come “fake news”, anche se, a dire il vero, il 16 maggio scorso un razzo Soyouz-2.1b sarebbe effettivamente stato lanciato dal cosmodromo di Plesetsk con a bordo un misterioso carico (ribattezzato Cosmos 2576) su cui Mosca sembrerebbe intenzionata a mantenere il massimo riserbo.

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