Contrasto alla pirateria marittima: Una fregata danese nel Golfo di Guinea in autunno

Di Valeria Fraquelli

Copenhagen. Una nave della Marina Militare danese sarà impegnata nel Golfo di Guinea, a partire dal novembre di quest’anno per un periodo di cinque mesi fino a marzo 2022.

Lo ha annunciato il Governo danese, lo scorso martedì.

A bordo ci saranno un elicottero Seahawk e le Forze Speciali della Forza operativa navale, in grado di contrastare la pirateria.

L’unita’ di fornire il proprio sostegno alle navi mercantili o di scortarle e, se necessario, di soccorrerle o di effettuare salvataggi.

Il nome della nave che prenderà servizio in Guinea non è precisato, ma potrebbe trattarsi dell’Absalon (L-16), impegnata a più riprese nella lotta contro la pirateria nell’Oceano Indiano nell’ambito delle operazioni della NATO dal 2008 al 2014.

“La sicurezza marittima è messa nuovamente in discussione. I pirati sono all’origine di diversi rapimenti gravi nella regione. Ciò minaccia la sicurezza degli equipaggi danesi e stranieri. In una tale situazione, possiamo e non dobbiamo accontentarci di stare a guardare”, ha dichiarato il ministro della Difesa Trine Bramsen in un comunicato stampa.

“Dobbiamo difendere il diritto alla libera navigazione. È necessaria una presenza militare internazionale”, ha aggiunto.

La Danimarca vuole anche adoperarsi affinché “più Paesi assumano una responsabilità” nella regione, in uno sforzo comune per rendere i commerci via mare davvero sicuri.

La nave sarà posta sotto il comando danese e resterà in acque internazionali.

La sua presenza sarà “coordinata” con gli altri “alleati e partner” della Danimarca nella regione, precisa il Governo di Copenhagen.

È l’applicazione stessa del nuovo concetto europeo delle presenze marittime coordinate che riunisce in particolare quattro Paesi (Francia, Spagna, Portogallo e Italia).

Ciò è accompagnato da una cooperazione con gli Stati costieri per “aiutare i Paesi a farsi carico della sicurezza” come indica il ministro degli Affari esteri Jeppe Kofod.

Si tratta di combattere contemporaneamente “gli attacchi dei pirati e le cause della pirateria”.

La pirateria marittima colpisce i commerci navali

La proposta deve ancora ottenere l’approvazione del Folketing (il Parlamento danese) ma questo non dovrebbe richiedere tanto tempo e non dovrebbe nemmeno essere difficile.

Il Paese infatti ha una forte tradizione marittima, tanto da essere considerato “la quinta nazione marittima più grande del mondo” e di questo si vanta anche il governo.

In media, “fino a 40 navi danesi navigano ogni giorno” nel Golfo di Guinea per un valore degli scambi commerciali di circa 10 miliardi di corone danesi all’anno.

“Siamo responsabili quando la sicurezza dei nostri marittimi e il diritto alla libera navigazione sono minacciati”, precisa Jeppe Kofod.

Con Maersk Line, la Danimarca dispone della prima compagnia marittima e del più grande armatore di portacontainer del mondo, basta pensare che il semplice fatturato del gruppo rappresenta circa il 13% del prodotto interno lordo del Paese.

Maersk Line proprio per salvaguardare la sicurezza dei commerci è un armatore che si è speso molto per questa presenza militare nel Golfo e i danesi volevano più di una semplice presenza coordinata ma un’operazione del tipo di quella condotta dagli europei e dalla NATO al largo della Somalia nel 2008 (rispettivamente EUNAVFOR Atalanta e Ocean Shield).

Ciò può apparire come un paradosso per un Paese che ha voluto una opzione di opt-out (una deroga) alla politica di sicurezza e di difesa europea ma anche una certa continuità per un Paese che è membro dell’iniziativa europea di intervento e che ha sempre risposto presente quando si trattava di garantire la libertà di navigazione.

Il Governo danese si è così impegnato nella missione di sorveglianza marittima (EMASOH o Agenor) avviata dalla Francia per assicurare la sorveglianza dello stretto di Hormuz e del Golfo arabo-persico.

In gennaio è stato anche nominato un rappresentante speciale per la sicurezza marittima, l’ambasciatore Jens-Otto Horslund.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore