Coronavirus: Nuovi e numerosi ceppi emergono alla ribalta della epidemiologia internazionale

Di Pierpaolo Piras*

Roma. Le prime ricerche effettuate sulla natura dei Coronavirus, e in particolare su quelli che infettano l’umanità, hanno evidenziato la loro spiccata capacità a riprodursi.

L’immagine della mutazione virale

I Coronavirus non sono spuntati solo di recente.

Sono una grande famiglia di microrganismi in circolazione da tempi remoti.

Molti di loro possono causare una varietà di malattie, da una lieve tosse a più gravi effetti patologici da grave stress della funzione respiratoria.

Il nuovo Coronavirus (SARS-Covid-2) è solo uno dei numerosi altri della stessa famiglia, capaci d’infettare gli esseri umani.

Un test com iol tampone per il COVID-19

Probabilmente è in circolazione da molto più tempo nel mondo animale. Tuttavia, non è stato ancora possibile accertarlo a sufficienza.

È noto che i virus, in determinate condizioni, possono passare anche in senso inverso, dall’uomo agli animali.

Da più parti nel mondo della scienza si è accertato che il Coronavirus responsabile di questa pandemia sia, invece, passato da alcune specie del mondo animale all’uomo con modalità ancora non del tutto chiarite.

Il riscontro del Covid, quindi, non è una novità per la Scienza, ma è totalmente nuovo per gli esseri umani, allorché si è scoperto (novembre 2019) che stava facendo ammalare le persone.

Da allora le analisi di laboratorio hanno identificato numerosi coronavirus andati incontro a mutazioni nella struttura e , molto meno, nella funzione.

Tipi di Coronavirus umano (finora identificati)

Gli scienziati hanno diviso i coronavirus in quattro sottogruppi, chiamati alfa, beta, gamma e delta. Sette di questi virus possono contagiare e infettare il genere umano senza distinzioni, identificati come segue :

  • 229E (alfa)
  • NL63 (alfa)
  • OC43 (beta)
  • HKU1 (beta)
  • MERS-CoV, un virus beta che causa la sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS)
  • SARS-CoV, un virus beta che causa una grave sindrome respiratoria acuta (SARS)
  • SARS-CoV-2, che causa COVID-19

Quali sono le mutazioni e come avvengono nei coronavirus ?

Tutti i coronavirus hanno il proprio materiale genetico rappresentato da una molecola complessa chiamata RNA (acido ribonucleico).

L’RNA manifesta alcune somiglianze chimiche e biochimiche con il DNA (acido desossiribonucleinico), ma non sono identici né hanno la stessa funzione.

Quando il Coronavirus infetta l’essere umano, si attacca alle sue cellule (specie   quelle della mucosa respiratoria), penetra al loro interno e, nelle sue molteplici replicazioni, produce migliaia di copie del proprio RNA.

Che lo aiutano a diffondersi.

Se avviene un errore di copiatura, l’RNA viene cambiato nella sua struttura biochimica secondaria e terziaria. In linguaggio scientifico si parla di “mutazioni”.

Queste mutazioni si realizzano in modo del tutto casuale. Ovvero, può accadere che gli effetti e conseguenze cliniche si esauriscano spontaneamente oppure passino con lievi disturbi di breve durata.

Se però il Coronavirus ha una mutazione casuale che rende più facile infettare le persone e ad esse si diffonde, quel ceppo diventerà più comune rispetto ad altri ceppi , magari innocui.

Le mutazioni sulla variante attuale riguarda la composizione proteina “spike”, la stessa che i vaccini anti-COVID-19 prendono di mira .

Tutti i vaccini stimolano la produzione di anticorpi specifici contro alcuni siti immunogenetici (che stimolano la produzione di una risposta immunitaria) della proteina “spike”.

Quindi è improbabile che una singola nuova mutazione nel virus renderà il vaccino meno efficace.

Altre varianti del virus sono state diagnosticate in altri Paesi, tra cui Sudafrica e Nigeria.

Come il virus mutato e intercettato nel Regno Unito, anche la variante sudafricana sembra diffondersi più facilmente del virus originale, ma non è accertato scientificamente che esso possa causare forme cliniche più gravi .

Le varianti del Regno Unito e del Sudafrica non sembrano essere collegate al virus originario.

Un’immagine del somavirale del Covid-19

È di questi ultimi giorni la notizia di una nuova variante virale individuata in Brasile.

Cosa dobbiamo aspettarci dai virus mutati ?

Com’è nella sua natura, il coronavirus che causa il Covid-19 continuerà a cambiare. È pertanto plausibile che i ricercatori potranno riscontrare altre varianti di esso.

Attualmente, si sa ancora troppo poco su queste variazioni genetiche virali. Per cui è  impossibile prevedere come e quando esse stesse potrebbero influenzare l’andamento della pandemia, specie in senso clinico.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore