COVID-19: arriva il Molnupiravir. Una pillola per dare speranza globale nella lotta al virus

Di Pierpaolo Piras*

Roma. E’ emerso un nuovo rimedio terapeutico che porta nuovo ottimismo nella lotta globale contro il Covid-19.

Arrivano nuovi farmaci contro il COVID-19

La pillola è ancora in forma sperimentale nella terapia farmacologica del Covid-19, sotto il brevetto dell’azienda multinazionale tedesca Merck.

 

Il farmaco si chiama “Molnupiravir” ed è stato preliminarmente approvato di recente dalle Autorità di regolamentazione sanitaria britanniche.

Il farmaco “Molnupiravir”

Qual è il meccanismo d’azione previsto del medicinale?

il “Molnupiravir” è un farmaco antivirale diretto che può essere assunto per via orale, quindi tramite contatto e assorbimento intestinale.

Si tratta di un inibitore dell’RNA polimerasi virale, un enzima che interferisce con la produzione del materiale genetico (RNA) dei virus, interferendo con la produzione dell’RNA del SARS CoV2.

In questo modo, si prevede che il Molnupiravir impedisca la replicazione virale all’interno della cellula parassitata dal coronavirus.

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Aspetti epidemiologici e di profilassi

Nella lotta contro il Covid- 19, i vaccini iniettati sono stati un decisivo e vittorioso punto di svolta in molti Paesi.

La vaccinazione in un Paese africano

Ma con una sostanziale differenza: mentre i vaccini esistenti, in tutta evidenza epidemiologica, hanno arginato la diffusione della malattia in milioni di persone, in numerosi paesi (tutti ad alto reddito), enormi disparità nell’offerta hanno lasciato molti altri paesi, i più poveri di risorse economiche, senza di essi.

Anche quando le dosi sono arrivate in queste nazioni, ci sono stati invalicabili problemi relativi allo stoccaggio e distribuzione delle dosi prima che raggiungessero la loro data di scadenza.

Ultimamente, un fronte diverso e innovativo si è aperto nella battaglia contro il Covid -19 ruotando intorno alla terapia per via orale con pillole, piuttosto che con le iniezioni vacciniche.

È importante notare che, a differenza dei vaccini, il Molnupiravir è stato progettato per trattare le persone già infette dal virus non per impedire loro di essere contagiate.

Il farmaco è quindi privo di efficacia profilattica.

ll Molnupiravir è stato progettato per trattare le persone già infette da Covid-19

Secondo la Merck, nelle fasi sperimentali il molnupiravir ha ridotto l’incidenza dei ricoveri dei casi di lieve e media gravità e i decessi di quasi la metà tra i pazienti adulti affetti da coronavirus a più alto rischio clinico, e ai quali era stata diagnosticata una malattia da lieve a moderata.

Conviene sottolineare che questo farmaco non sostituisce in alcun modo il valore e la necessità delle pratiche vaccinali.

Tuttavia, se ampiamente autorizzato, il farmaco potrebbe avere un enorme potenziale per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus: le pillole sono più facili da prendere, produrre e conservare, rendendole particolarmente utili nei paesi a basso e medio reddito con infrastrutture più deboli e forniture limitate di vaccini.

I benefici di una terapia per via orale rispetto a un vaccino per via parenterale (intramuscolo) potrebbero essere ancora maggiori.

Il personale sanitario suggerisce che la paura degli aghi può essere un fattore finora troppo sottovalutato tra coloro che rifiutano i vaccini contro il coronavirus.

Ma dove una pillola anti-Covid – che si tratti di un trattamento come il molnupiravir o di un vaccino – potrebbe essere più utile è nei paesi più poveri in via di sviluppo.

La maggior parte delle pillole può essere trasportata e conservata facilmente.

Formare un operatore medico su come usarli è semplice e, in molti casi, il paziente può essere in grado di portarle a casa propria senza adottare troppi accorgimenti e cautele.

Merck è anche diventato il primo produttore di un farmaco Covid-19 a raggiungere un accordo formale con un’organizzazione no profit al fine di condividere la sua licenza commerciale nei Paesi a basso e medio reddito, diffondendo l’uso del farmaco a milioni di persone e abbassando sensibilmente il prezzo del trattamento attraverso le versioni generiche.

Il “Molnupiravir” può essere un trattamento facile rispetto ad altri per covid-19, ma ha anche i suoi limiti.

Ad esempio, si raccomanda agli utenti di assumerlo entro i primi cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi.

Si tratta di un lasso di tempo ristretto, soprattutto nei Paesi che hanno forniture limitate di test per il coronavirus.

Ma anche se i trattamenti a base di pillole come il “Molnupiravir” non finiranno la pandemia da soli, sono certamente un ulteriore strumento prezioso nella battaglia contro di essa, specie nelle fasi precoci della malattia.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

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