Covid-19: la Sanità Militare, strumento di supporto e di sicurezza

Di Claudio Mancusi

Roma. Come è noto la parola “crisi” indica il momento difficile in cui si è chiamati a distinguere e ad operare scelte (dal verbo greco krino, distinguere) che orientino e portino in sicurezza tanto il singolo, quanto la collettività.

In questi mesi di emergenza Covid-19 la sanità Militare supporta quella civile

L’informazione e la pubblica opinione stanno riflettendo su quelli che vengono definiti “i tagli alla sanità” che, in realtà sono tagli a tutto il “sistema Paese” e non solo ad una parte di esso.

In questo contesto è importante distinguere l’investimento sconsiderato dal superfluo, il mantenimento ponderato dall’ottimizzazione, sia delle risorse, che delle capacità di pronta risposta alle quotidiane esigenze della popolazione ed alle eccezionalità che i tempi, ciclicamente ed inevitabilmente, presentano.

In questi giorni, seppur poco intravisto per la nebulosa confusione generale, la macchina delle Forze Armate e della Logistica e Sanità Militare, sono un vero e proprio “alveare operoso”.

Già, la Sanità Militare! Questa grande sconosciuta nella normalità e quest’asso nella manica nelle calamità!

Un mondo fatto di storia, di studi, di scoperte, di intuizioni, di laboratori, di uomini e donne chiamati ad essere in prima linea con i mezzi e le strutture più diverse: tende, ambulanze, ospedali, treni e navi-ospedale!

La Sanità Militare ha annoverato, tra l’altro, tra le sue fila il Sergente Angelo Roncalli, Papa Giovanni XXIII, Patrono dell’Esercito Italiano, quando durante la Grande Guerra prestava assistenza ai feriti nell’Ospedale Militare di Bergamo, ancora oggi tristemente al centro della diffusione pandemica nazionale.

Papa Giovanni XXIII in una foto storica durante il servizio militare

Un mondo affascinante e sempre pronto al pericolo ma che, come ogni settore avverte e soffre, nell’alveo macroscopico della Difesa, le carenze di un Paese che non sa leggere dietro la parola “difesa” tutto ciò che essa significa: difesa è sicurezza, difesa è pace, salute, lavoro, garanzia dello Stato di diritto, sviluppo economico e sociale, capacità di relazioni e scambi internazionali, capacità sicura di inclusione e servizio, istruzione ed educazione, in pratica “difesa” è il modo più completo di vivere il Paese.

Assetti sanitari dell’Esercito

Allora la situazione e la riflessione politica che seguiranno le fasi dell’emergenza, dovranno fortemente interrogare la coscienza della Nazione sulla capacità di saper concepire, conoscere, approcciare e vivere la difesa secondo quest’ermeneutica civile ed attuale, scevra da pseudo pacifismi di riproposta matrice sessantottina, l’unica in grado di far acquisire senso civico e consapevolezza personale che le Forze Armate sono la “terapia intensiva” in proiezione ed in concreto di un Paese che spesso non si sente più tale!

Se la “crisi” saprà far operare questo distinguo, questa scelta culturale e formativa del cittadino e della Nazione, la sofferenza del Covid-19 non rimarrà solo nelle lugubri immagini di una colonna di mezzi militari che trasporta bare, ma convertirà quell’immagine in un sistema compatto di reazione e servizio che fa crescere e protegge il paese, soprattutto dai nemici invisibili che spesso non sono di natura epidemiologica!

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