COVID-19: ulteriore successo della ricerca medica. Passi in avanti nella profilassi e nella cura dei malati

Di Pierpaolo Piras* 

Roma. La pandemia ha compiuto un anno “d’età”. Nel quale la classe medica e dei ricercatori hanno messo a fuoco alcune procedure terapeutiche di sicura efficacia e selezionato tecniche diagnostiche di grande affidabilità.

Intervento dei sanitari per una malata di COVID-19

Il tutto è stato completato in tempi straordinariamente rapidi anche per quanto concerne l’elaborazione di un vaccino affidabile contro il SARS-Covid-19.

Questo sforzo senza precedenti ha consentito finora di salvare la vita a decine di milioni di persone.

Nonostante le esagerazioni miste ai toni ossessivi ed imprecisi di numerose trasmissioni TV ed organi di stampa , di recente la scienza epidemiologica è giunta ad una vera e virtuosa svolta nel campo della profilassi: l’avvento dei “test rapidi”, i quali consentono il tracciamento in tempo reale dei portatori sani in ogni angolo del nostro Paese e del mondo.

I test rapidi sono diventati un’arma chiave in questa seconda ondata sia negli ospedali che nelle scuole.

Nonostante posseggano una sensibilità dell’80-90% , sono sufficientemente sensibili a individuare i portatori sani , ovvero i maggiori  colpevoli del diffuso contagio di questi ultimi tempi.

Gli studi epidemiologici sul COVID (quelli pubblicati su fonti scientifiche sono già numerosi) ci dicono che il Paziente infetto attraversa una fase d’incubazione di 4-5 giorni prima delle manifestazioni cliniche.

Dopo circa otto giorni la carica virale nelle vie respiratorie diventa così bassa da rendersi del tutto ininfluente nella grande maggioranza dei casi.

Questo è il principale motivo per il quale difficilmente trasmetteranno la malattia.

Se in tale periodo d’incubazione la persona contagiata viene a contatto con altre persone , buona parte di queste verrà contagiata.

Seguirà poi un ulteriore periodo d’incubazione e così via verso nuovi eventi patologici.

Andando dal medico di famiglia, questi consiglierà un periodo d’isolamento al proprio domicilio dove , però, non si potrà conoscere per alcuni giorni gli eventuali altri resi positivi.

Cosa cambia nel “test rapido”?

Nel Test Rapido, invece, si saprebbe l’esito in ambulatorio  dopo appena 15 minuti, offrendo la immediata possibilità di individuare (tracciare) gli ultimi contatti e rendere impossibile ogni altra possibilità di contagio.

Insomma, il punto di forza del test rapido (in primis) è la velocità d’esecuzione e l’ottenimento rapido del referto diagnostico.

Se poi a tale test vengono associate altre analisi di laboratorio la specificità e sensibilità del test salgono alla percentuale molto elevata del 93%.

In che cosa consiste il test rapido ?

Per “test rapido” si intende il rilevamento (indolore) di proteine di superficie del corpo virale (antigene) tramite lo strofinamento soffice di particolari stovellini in fibra di cotone sulla superficie della mucosa nasale e orofaringea.

Per “test rapido” si intende il rilevamento (indolore) di proteine di superficie del corpo virale

La durata totale è di alcune decine di secondi.

Esso non ricerca il materiale genetico (DNA o RNA)  del genoma virale, come accade nel “test PRC”. In quest’ultimo il materiale genetico (Reazione a catena della polimerasi con trascrittasi inversa) viene confrontato col reagente attraverso una più elaborata tecnica da eseguirsi, però, solo in un laboratorio d’analisi.

Poi, il responso non è immediato ma si ottiene dopo 24-48 ore.

Nel test rapido il tempo d’analisi è di circa 15 minuti.

Questo spiega perché sia già in uso negli aeroporti e si stia affermando sempre più nelle scuole.

In diversi Paesi, dall’India al Regno Unito, sono stati effettuati massicci screening di massa per trovare i soggetti positivi in luoghi come un campus universitario oppure un intero quartiere di decine di migliaia di abitanti.

L’unico limite è posto dalla rapidità d’esecuzione che a sua volta proviene dalle condizioni fisiche della sede di prelievo allorquando la carica virale è bassa.

Solo in queste circostanze possono aversi risultati falsamente negativi.

Quali sono i vantaggi del test rapido ?

E’ un esame di alto valore clinico e significato profilattico elevato.

Fa bene Stephen Kissler, uno dei ricercatori più noti dell’Istituto di Malattie Infettive di Harvard (Boston), una delle otto della “Ivy League”, il quale afferma che: “In uno scenario di trasmissione del virus in una comunità, quello che vogliamo sapere è se un paziente è contagioso. Il test rapido è lo strumento più potente che dobbiamo utilizzare per stabilirlo”.

In conclusione, il test rapido dirà immediatamente se la persona (anche se si è asintomatici) è infetta oppure no, e il tracciamento dei contatti può in caso di positività iniziare immediatamente  senza dover aspettare giorni per conoscerne  il risultato.

È un esame che ha tardato ad affermarsi nella ordinaria pratica medica.

Fino a pochi mesi fa sussistevano dubbi in maniera significativa sulla sua sensibilità, ovvero su quanti soggetti positivi poteva confrontarsi verso un test PCR?

La straordinaria ricerca medica che abbiamo visto ed apprezzato in questi mesi sull’argomento pandemico e sui miglioramenti dei reagenti di laboratorio ha avvicinato il risultato di entrambi i test (Rapido vs PCR) verso valori più positivi, dandoci un ulteriore strumento per salvare altre numerose vite umane.

*Specialista in Otorinolaringoiatria e Patologia Cervico-Facciale

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