Crisi russo-ucraina: Vladimir Putin lancia un attacco su vasta scala. Tra i due Paesi ormai è guerra

Di Fabrizio Scarinci

Kiev. Dopo aver rischierato ingenti forze militari a ridosso del territorio ucraino e aver ordinato l’ingresso di alcune delle proprie unità nei territori controllati dalle autoproclamate “repubbliche popolari” di Lugansk e Donetsk, questa notte Mosca ha definitivamente rotto gli indugi, intraprendendo un vero e proprio attacco su vasta scala nei confronti di Kiev.

Lanciata alle 4 del mattino, l’azione sarebbe stata motivata proprio con il pretesto di proteggere i due territori filo-russi (considerati dal Cremlino alla stregua di due veri e propri Stati indipendenti), che avrebbero “ufficialmente” chiesto assistenza contro l’avanzata delle forze ucraine impegnate al fine di evitare il loro distacco.

Mappa dell’Ucraina che mostra le autoproclamate repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk

L’inizio delle operazioni è stato annunciato dallo stesso Vladimir Putin, che in un discorso televisivo alla nazione ha strumentalmente dichiarato di voler “disarmare e de-nazificare” l’Ucraina, aggiungendo anche che ogni eventuale interferenza esterna sarebbe stata immediatamente punita con conseguenze “mai sperimentate nella Storia”.

Anticipate ieri da un pesante cyber-attacco, le operazioni di questa notte si sarebbero concentrate soprattutto sulla distruzione delle difese aeree e antiaeree di Kiev, che finora sarebbero state sottoposte a pesanti azioni d’attacco da parte dell’aviazione e delle forze missilistiche di Mosca. Più o meno contemporaneamente sarebbero iniziate anche le operazioni terrestri, che l’esercito del Cremlino avrebbe lanciato sia a partire dai territori in cui, nei mesi scorsi, aveva dislocato le proprie truppe (ovvero Bielorussia e confine russo-ucraino), sia a partire dalla Crimea, già dal 2014 pienamente sotto il suo controllo.

Diverse fonti hanno, poi, parlato di un’azione anfibia nei pressi della città di Odessa, che tuttavia non sarebbe stata confermata.

Il totale delle forze impiegate sarebbe di circa 190.000 uomini; non moltissimi se si pensa alla portata dell’attacco, ma potrebbe anche trattarsi solo di una prima ondata volta ad aprire la strada ad altre unità in arrivo nella regione.

Mappa delle aree interessate dall’attacco russo

Il presidente ucraino Zelensky, che ancora nella giornata di ieri aveva ribadito la propria volontà di entrare nella NATO (una delle principali ragioni alla base dell’attacco russo), ha deciso poche ore fa di imporre al Paese la legge marziale, specificando (forse con eccessivo ottimismo) come Kiev sia pronta a tutto pur di difendersi dall’aggressione in corso.

Tra le reazioni dei maggiori leader internazionali spiccano, invece, quella del Presidente statunitense Joe Biden, che ha chiarito come la Russia sia l’unica responsabile di quanto starebbe accadendo ed è tornato a minacciare sanzioni “senza precedenti”, quella del Premier britannico Boris Johnson, che si è detto rammaricato per il fatto che Vladimir Putin abbia scelto la via dello spargimento di sangue ed ha chiarito come, a suo parere, l’Occidente non dovrebbe restare in disparte rispetto a questa vicenda, e quella dello stesso Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, che ha ribadito il sostegno dell’Alleanza Atlantica nei confronti del popolo ucraino e il suo impegno a difesa dei Paesi membri nel caso la situazione dovesse ulteriormente degenerare.

Sulla stessa lunghezza d’onda figura, ovviamente, anche il nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha bollato l’attacco come “ingiustificato e ingiustificabile” e ha chiarito come l’Italia sia al lavoro con i suoi alleati euroatlantici al fine di rispondere con unità e determinazione all’increscioso scenario causato da questa crisi.

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