Crisi ucraina: per il ministro Crosetto l’Italia deve dare il suo contributo al raggiungimento di una “pace giusta”. Il Parlamento approva gli aiuti militari in favore di Kiev

Di Fabrizio Scarinci

ROMA. Di fronte al brutale attacco russo nei confronti dell’Ucraina, l’Italia, non diversamente dai suoi alleati, non poteva, e non può, far finta di nulla. Per tale ragione, il nuovo Governo intende proseguire con l’invio di aiuti militari in favore di Kiev finché non si perverrà ad una “pace giusta”, in cui non sia l’invasore a dettare le condizioni dell’accordo.

È questo, in sostanza, il concetto di fondo espresso ieri dal ministro della Difesa Guido Crosetto durante le comunicazioni al Senato e alla Camera dei Deputati sulla proroga della cessione di materiale militare all’Ucraina, che entrambi i rami del Parlamento avrebbero successivamente approvato.

Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica.

“Tutti all’interno e al di fuori di quest’aula siamo per la pace e ripudiamo la guerra come strumento di offesa, tutti nessuno escluso” ha sottolineato il ministro, che ha anche specificato come il ricordo delle enormi tragedie causate dai due conflitti mondiali avutisi nella prima metà del novecento abbia giocato un ruolo fondamentale nel far sì che l’Europa sperimentasse nei decenni successivi un periodo insolitamente lungo di relativa pace; relativa poiché, purtroppo, alcuni conflitti nel cuore del continente si sono comunque verificati, come nel caso dei Balcani (area di nostro interesse primario, se non altro per ragioni di prossimità geografica), in cui, proprio in questi giorni, tra Serbia e Kosovo la tensione sembrerebbe di nuovo essersi avvicinata al “livello di guardia”.

Accanto al ricordo delle tragedie, però, secondo Crosetto a determinare la lunga pace di cui tutti abbiamo beneficiato è stata anche (e, forse, soprattutto) l’efficacissima architettura di sicurezza di cui l’Europa ha potuto beneficiare grazie alla fondazione dell’Alleanza Atlantica, che ha finora garantito, anche all’Italia (e senza che fosse costretta a spendere per la sua difesa larghe percentuali del proprio Pil), un elevatissimo livello di protezione rispetto a svariate tipologie di minacce.

Certo, nel corso del tempo si è anche avuto modo di constatare quanto, all’interno di essa, alcuni Paesi abbiano avuto un peso significativamente superiore rispetto ad altri, e quanto l’Italia abbia spesso inciso in modo insufficiente riguardo alla strategia complessiva dell’Organizzazione da essa scaturita. Come spiegato dal ministro, però, bisogna anche tenere a mente quanto alcuni dei nostri alleati abbiano profuso all’interno della NATO un impegno significativamente superiore rispetto quello messo in campo dai Paesi più “parsimoniosi” in fatto di spese militari, guadagnando, per forza di cose, maggiori attenzioni e migliori carte da giocare nei momenti decisivi.

Il Quartier Generale della NATO. Il ministro Crosetto ritiene l’Alleanza una pietra angolare della sicurezza italiana ed europea

Da qualche anno l’Alleanza  sta chiedendo a tutti i suoi membri di rafforzare i propri dispositivi militari portando la spesa per la Difesa alla soglia minima del 2%, obiettivo su cui tutti hanno convenuto (pur con qualche parere discordante per ciò che concerne la tempistica) e su cui l’Italia, sempre stando alle parole di Crosetto, intende convergere al più presto al fine di perseguire il proprio interesse nazionale collaborando nel modo migliore possibile con i suoi alleati del consesso euroatlantico.

Nel corso degli ultimi mesi, questo stesso approccio è stato adottato anche in relazione alla crisi ucraina, con il Governo Draghi che, di concerto con i nostri maggiori partner, ha predisposto l’invio di materiale militare in favore di Kiev; una forma di sostegno che il Governo Meloni intende certamente continuare a fornire anche in ragione del fatto che una sua eventuale cessazione, anche qualora venisse posta in essere in nome di una “pace” fine a sé stessa, oltre a non comportare alcun effetto significativo riguardo all’andamento del conflitto (dato che Kiev continuerebbe comunque a beneficiare del supporto degli altri Paesi), rischierebbe anche di creare un’inutile frattura tra l’Italia e i suoi alleati, riducendo sensibilmente la voce in capitolo del nostro Paese riguardo a questo ed altri dossier.

Sempre rivolgendosi al Parlamento, Crosetto ha poi specificato come, in questa fase, le richieste ucraine riguarderebbero soprattutto sistemi di difesa antiaerea e antimissilistica, che si sono finora dimostrati cruciali nel ridurre i danni inflitti dagli attacchi missilistici russi nei confronti delle infrastrutture energetiche del Paese e della sua popolazione civile.

Una popolazione civile che, secondo il ministro, avrebbe ampiamente mostrato al mondo la propria ferrea volontà di resistere all’invasione (come, del resto, lo stesso Presidente Zelensky, che con la sua decisione di restare a Kiev nei giorni inziali dell’attacco avrebbe letteralmente cambiato la storia del conflitto), meritando una pace che sia il più possibile giusta e duratura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore