Cybersicurezza: Iezzi, dati SWASCAN confermano le parole di Baldoni (ACN)

ROMA. “Le dichiarazioni del direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Roberto Baldoni, trovano riscontro anche in quanto rilevato dal team SoC e Threat Intelligence di Swascan proprio nei mesi estivi”, commenta Pierguido Iezzi, CEO di Swascan – azienda milanese parte del polo cyber di Tinexta Group.

La correlazione tra l’aumento degli attacchi, prosegue l’esperto, potrebbe è sicuramente legata a due fattori. Da una parte l’aumento delle attività da parte delle gang di Criminal Hacker, in grado di appropriarsi di credenziali e dati sensibili con sempre più facilità; dall’altro della schiera sempre più vasta di strumenti di hacking “pronti all’uso” e acquistabili nella parte oscura della rete, il Dark Web.
“All’inizio di settembre abbiamo analizzato il fenomeno, confermando come l’interesse per il nostro Paese fosse aumentato.

Pierguido Iezzi, Ceo di Swascan

Le “inserzioni”, in cui vengono venduti – ma anche richiesti – i dati privati, tra cui le credenziali, dei nostri connazionali erano infatti “esplosi” tra giugno e agosto, con un incremento del 357%, di richieste da parte di Criminal Hacker. Queste, se abusate tramite specifici strumenti di hacking – in vendita negli stessi meandri oscuri della rete e pronti all’uso – potrebbero spiegare anche l’innalzamento del numero degli attacchi. A breve verrà lanciata anche un’analisi del Team Swascan proprio su questo fenomeno
del Cyber Crime as a Service”, continua Iezzi. “Il crimine informatico è cambiato, chi ha le competenze ora “vende” i propri prodotti agli aspiranti adepti del Cyber Crime. La barriera d’ingresso è crollata per chi vuole entrare nel mondo del crimine digitale”.

 

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