MILANO. L’arresto e le successive accuse nei confronti della “mente” dietro il malware infostealer Raccoon fanno luce su uno degli aspetti più interessanti e al contempo preoccupanti del cyber crime negli ultimi anni”. Commenta così Pierguido Iezzi, CEO di Swascan del polo cyber di Tinexta Group, l’arresto di Mark Sokolovky da parte delle autorità olandesi.
Dagli elementi resi noti dalla Procura di Brescia, titolare delle indagini condotte in Italia nell’ambito di una più vasta operazione intrapresa dall’FBI statunitense, si tratta di una delle più prolifiche operazioni di Malware as a service degli ultimi anni. Il cyber crime da alcuni anni sta
virando il suo modello di business. Non più il singolo aggressore che utilizza le sue competenze per attaccare direttamente i propri bersagli tramite attacchi informatici, ma che, al contrario, produce e vende su licenza il proprio software malevolo a terze parti.
Malware che viene venduto pronto all’uso. Lo stesso Raccoon poteva essere ottenuto, fino a
poco tempo fa, pagando una fee di appena 200 dollari. In questo modo il cliente entrava in possesso di uno strumento di hacking pronto e confezionato per prendere di mira un vastissimo ventaglio di possibili vittime.

Al momento risultano oltre 50 milioni di credenziali sottratte in tutto il mondo, 4 milioni delle quali solo in Italia, dove risedeva anche parte dell’infrastruttura digitale di questa operazione criminale.
“Il fatto che tra le vittime ci fossero così tanti nostri connazionali – considera Iezzi – non deve sorprendere: il nostro Paese è da tempo terreno fertile per i cyber attacchi; tant’è vero che pochi mesi fa Swascan in uno studio sul commercio di credenziali rubate aveva rilevato che le richieste
e la vendita dei dati privati, tra cui le credenziali, dei nostri connazionali erano infatti “esplosi” tra giugno e agosto, con un incremento del 357% in soli 3 mesi”.
“Lo smantellamento di un “leader” nel campo del cyber crime, conclude l’esperto – non può che essere accolto positivamente, ma ricordiamoci che il Cyber Crime è da almeno un decennio in continua crescita, senza conoscere battute di arresto. Abbassare la guardia non è ammissibile”.
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