ROMA. La transizione verso sistemi capaci di resistere alle minacce dell’era quantistica è già entrata nell’agenda di istituzioni, imprese e operatori delle infrastrutture critiche.
L’Unione europea ha definito una roadmap coordinata per accompagnare gli Stati membri verso la crittografia post-quantum, mentre la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale rende sempre più centrale un’altra questione: poter certificare l’origine, l’integrità e l’affidabilità dei dati sui quali i nuovi sistemi operano.

È in questo scenario che è stato presentato questa mattina, nella Sala stampa della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio, il Centro Studi Crittografia della Cyber Security Foundation, nato con l’obiettivo di riunire istituzioni, Università, industria ed esperti attorno alle trasformazioni che intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e nuovi sistemi digitali stanno imponendo alla sicurezza e all’affidabilità delle informazioni.
Il quantum computing utilizza principi della meccanica quantistica per sviluppare capacità di calcolo potenzialmente molto superiori a quelle dei sistemi tradizionali.
Proprio questa evoluzione, però, potrebbe rendere vulnerabili alcuni degli algoritmi crittografici oggi utilizzati per proteggere comunicazioni, identità digitali e dati sensibili. Da qui la necessità di sviluppare sistemi di crittografia post-quantum, progettati per resistere anche a queste nuove capacità di calcolo.
Il rischio non appartiene soltanto al futuro: già oggi informazioni strategiche possono essere sottratte e conservate con l’obiettivo di decifrarle quando le capacità quantistiche lo consentiranno, secondo il modello noto come harvest now, decrypt later.
Il Centro Studi nasce quindi dalla necessità di affrontare una questione che va oltre la semplice protezione del dato: certificarne l’origine, verificarne l’integrità e ricostruirne le trasformazioni lungo l’intero ciclo di vita.
Una sfida resa ancora più rilevante dallo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, sempre più capaci non soltanto di elaborare informazioni, ma anche di accedere a dati, eseguire processi e assumere decisioni.
Il lavoro del Centro Studi si svilupperà lungo quattro assi strategici: certificazione del dato all’origine; quantum computing e sicurezza; trusted dataset per l’intelligenza artificiale; applicazioni strategiche nei settori delle infrastrutture critiche, dello spazio, delle telecomunicazioni, dell’energia, della logistica e dei sistemi industriali.
La governance sarà affidata alla Cyber Security Foundation, con l’obiettivo di costruire un ecosistema multidisciplinare nel quale far convergere competenze accademiche, capacità tecnologiche, esperienza industriale e visione istituzionale.
Attraverso il Comitato Tecnico-Scientifico e i tavoli tematici, il Centro punta a trasformare la ricerca in indirizzi operativi, raccomandazioni strategiche e modelli di riferimento.
Un ruolo centrale nel Centro Studi sarà affidato anche al mondo accademico.
L’Università del Salento, infatti, contribuirà ai lavori del Comitato Tecnico-Scientifico insieme a Telsy, la società del Gruppo TIM, che metterà a disposizione la propria esperienza nella crittografia e nella cybersecurity avanzata, contribuendo alle attività di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico promosse dal Centro Studi.
Il mondo della ricerca sarà chiamato a partecipare alla definizione di modelli scientificamente solidi, metodologie di valutazione, linee guida e attività di trasferimento tecnologico.
Accanto alla ricerca scientifica, i partner tecnologici saranno chiamati a portare una prospettiva applicativa e sperimentale, attraverso Proof of Concept, attività di validazione, sperimentazioni sul campo e modelli destinati a confrontarsi con le esigenze concrete di imprese, pubbliche amministrazioni e infrastrutture critiche.
Il programma operativo del Centro Studi è già definito. Entro ottobre il Comitato Tecnico-Scientifico e l’Organo di Vigilanza approveranno il programma di lavoro; entro novembre partiranno i primi due tavoli tematici dedicati alla Certificazione del dato all’origine e alla crittografia post-quantum, mentre gli altri seguiranno nel primo trimestre.
Il Centro punta inoltre a coinvolgere imprese, operatori delle infrastrutture critiche, Università, centri di ricerca ed esperti attraverso casi d’uso reali, ambienti di sperimentazione e Proof of Concept.
Tra i settori individuati figurano energia, trasporti, telecomunicazioni, spazio, logistica e sanità.
L’obiettivo dichiarato è arrivare tra dodici mesi a un primo momento di verifica pubblica dei risultati prodotti dal Centro Studi.
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