MILANO. Amministrazione giudiziaria (per un anno) per un consorzio attivo su tutto il territorio nazionale nel settore del recupero dei rifiuti di imballaggio in plastica. La misura è stata proposta dalla Direzione distrettuale antimafia, emessa dal Tribunale di Milano ed eseguita dalla Direzione investigativa antimafia di Milano e dal Reparto operativo del Comando carabinieri per la Tutela ambientale e la sicurezza energetica, che ha sede a Roma.

Il consorzio conta circa 2500 società e 7.534 Comuni convenzionati, pari a circa il 95% dei Comuni italiani e ha dichiarato per il 2025 un volume di affari di 945 milioni di euro. “Il provvedimento – si legge in una nota della procura milanese – assume particolare rilievo in quanto rappresenta la prima applicazione dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’articolo 34 del Codice antimafia fondata sui delitti contro l’ambiente, a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 8 agosto 2025, n. 116, (cosiddetto decreto “Terra dei fuochi”) che ha inserito tali delitti tra quelli che possono legittimare l’adozione della misura”.
L’amministrazione giudiziaria è stata disposta perché i responsabili del consorzio avrebbero agevolato, in modo colposo, una società consorziata, già oggetto di “procedimento penale per gravi illeciti nella gestione dei rifiuti plastici. Il consorzio non avrebbe svolto i dovuti controlli tenendo condotte ritenute non conformi sia agli ordinari criteri di prudenza e corretta gestione aziendale sia agli specifici obblighi previsti dalla normativa in materia di rifiuti”.
La misura assume, in questo caso, afferma la procura “la funzione di vero e proprio “tutoraggio” giudiziario, finalizzato a rimuovere le criticità organizzative e gestionali emerse, rafforzare i presidi di controllo e impedire che l’attività del consorzio possa ulteriormente agevolare soggetti economici coinvolti in condotte illecite nel settore ambientale”.
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