BRUXELLES. La riorganizzazione della NATO è un percorso razionale e necessario. La direzione è chiara: il pilastro europeo dell’Alleanza dovrà rafforzarsi.
Lo ha evidenziato il titolare della Difesa, Guido Crosetto a margine della riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica, a Bruxelles.

“D’altronde, la NATO non è un club: è un’Alleanza militare difensiva. Chi ne fa parte deve essere consapevole che partecipare significa assumersi responsabilità, contribuire in modo proporzionato e rispettare gli impegni presi – ha aggiunto il ministro -. Per l’Europa è un momento complesso, ma anche un passaggio inevitabile. È un cambio epocale. Dopo anni in cui la NATO ha progressivamente ridotto la propria postura, oggi la situazione internazionale richiede una NATO più forte, più credibile e più equilibrata nel contributo dei suoi membri”.

Se si vuole far parte di un’Alleanza difensiva, ha proseguito il ministro “gli impegni si rispettano”.
“In caso contrario – ha evidenziato – l’alternativa è fare da soli. Ma difendersi da soli, nell’attuale contesto internazionale, costerebbe infinitamente di più. Significherebbe dover investire quote molto più alte della propria ricchezza nazionale per garantire sicurezza e difesa. Il tema, quindi, non è fare tutto subito. L’obiettivo è fissato al 2035, con tempi, modalità e percorsi sostenibili per ciascun Paese. La NATO ha chiesto agli Alleati di presentarsi al Vertice de L’Aja con piani credibili. L’Italia si presenta con un piano solido, serio e credibile”.
Intanto, Crosetto ha incontrato il suo omologo ucraino, Mykhailo Fedorov che lo aggiornato sugli sviluppi al fronte. “Da parte mia – ha ancora detto il ministro della Difesa – ho confermato il pieno sostegno dell’Italia, salutando l’eroico coraggio e la determinazione delle ForzeArmate e del popolo ucraino di fronte a una guerra scatenata contro il loro Paese ormai più di quattro anni fa. Auspichiamo che gli sviluppi in corso possano finalmente aprire la strada a un cessate il fuoco permanente e a una pace giusta e duratura, con adeguate garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
“Abbiamo inoltre condiviso – ha concluso il ministro – il comune interesse ad approfondire le prospettive di cooperazione industriale nel settore della Difesa, valorizzando l’esperienza maturata dall’Ucraina sul campo: un patrimonio prezioso di innovazione e capacità operative che può contribuire a rafforzare la sicurezza collettiva dell’Europa”.
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