Difesa: il ministro Lorenzo Guerini al cambio di comando di SMD. L’Italia lavora ad una revisione strategica che renda il Paese sempre più protagonista nel mondo

Roma. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini è intervenuto, oggi, all’Aeroporto militare di Ciampino (Roma) alla cerimonia del cambio di comando al vertice dello Stato Maggiore della Difesa (SMD) tra il Generale Enzo Vecciarelli e l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

Il Presidente della Repubblica con la presidente del Senato e il ministro della Difesa

Nel corso della cerimonia, il ministro ha evidenziato come l’Italia stia lavorando a una “revisione strategica” che ci faccia diventare attori protagonisti in “aree di assoluto rilievo” come quella del Mediterraneo allargato, ed in questa prospettiva “il processo di ammodernamento militare rappresenta un tassello necessario per rispondere meglio alle sfide che abbiamo di fronte”.

L’intervento del ministro della Difesa, Guerini

Nel ringraziare il Generale Enzo Vecciarelli per il lavoro svolto come capo di Stato Maggiore della Difesa ed auspicando un buon lavoro al successore, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il ministro  ha sottolineato l’urgenza di “rafforzare il ruolo centrale” del nostro Paese in Teatri operativi in continua evoluzione, nella collaborazione con partner come la NATO e l’Unione europea, rafforzando la nostra sovranità nazionale e con l’obiettivo di assumere “una posizione di assoluto rilievo nel Mediterraneo”.

IL DISCORSO INTEGRALE DEL MINISTRO GUERINI

Autorità civili, militari e religiose, è per me un privilegio presenziare all’odierna cerimonia di avvicendamento al Vertice della Difesa.

Un momento decisamente importante per la valenza strategica e operativa di tutte le Forze Armate, costantemente al servizio dell’Italia e dei cittadini.

Ringrazio il Signor Presidente della Repubblica che, con la sua presenza qui oggi, ci dimostra ancora una volta la sua vicinanza alle donne e agli uomini delle Forze Armate e al quale voglio confermare i sentimenti di stima e di affetto incondizionato che nei suoi confronti nutre tutto il comparto della Difesa.

Grazie Signor Presidente per la sua guida sicura e lungimirante, in questo momento che vede, nei contesti internazionali, una sempre più crescente attenzione ai temi della Difesa e della Sicurezza.

Grazie a tutti gli intervenuti per aver voluto rendere omaggio con la propria presenza a questo importante appuntamento per le Forze armate.

Un saluto caloroso a tutto il personale civile e militare, in servizio e in congedo, a chi è impegnato in Italia e all’estero e a coloro che seguono questa giornata attraverso i mezzi di comunicazione.

A tutti voi il mio più sincero ringraziamento, quello del Governo e di tutti gli italiani, per l’impegno e la dedizione con cui quotidianamente svolgete il vostro servizio al Paese e alla comunità internazionale.

Permettetemi di rivolgere il mio pensiero deferente e riconoscente a tutti i Caduti delle Forze Armate, che abbiamo onorato in questi giorni, attraverso l’omaggio del Paese al Milite Ignoto, in occasione delle manifestazioni legate al Centenario della traslazione. E’ stato un momento di grande emozione che ha, ancora una volta, confermato la grande vicinanza del popolo italiano alle Forze Armate.

Forze Armate delle quali, in questi ultimi due anni, mentre continuiamo ad affrontare i drammatici effetti della pandemia, gli Italiani hanno potuto apprezzare le capacità messe in campo, ogni giorno, sia in Italia che all’estero, per garantire la nostra sicurezza, confermandosi risorsa preziosa per il Paese.

Un saluto particolarmente sentito al Generale Enzo Vecciarelli e all’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, protagonisti di questo importante “passaggio di consegne” al Vertice della Difesa italiana.

Generale Vecciarelli,

a Lei il mio personale plauso per l’instancabile slancio con cui ha interpretato il suo mandato, garantendomi sempre il massimo supporto, l’incondizionata disponibilità e la massima determinazione volta al progresso dell’intero comparto.

In Lei ho sempre trovato un leale uomo delle istituzioni e un interlocutore efficace e costruttivo che ha saputo promuovere e valorizzare le capacità delle Forze Armate italiane, in un periodo particolarmente complesso come quello segnato dalla pandemia, durante il quale non solo la Difesa è stata capace di integrare al meglio lo sforzo nazionale di resilienza, ma al contempo ha mantenuto, senza soluzione di continuità, i propri numerosi impegni internazionali.

Voglio anche renderle merito dell’approccio lungimirante con cui ha svolto il suo delicatissimo ruolo.

Mi riferisco, in particolare, allo sviluppo del suo Concetto Strategico, con cui ha delineato, quale obiettivo primario, quell’approccio compiutamente interforze, che condivido pienamente, e ha chiaramente definito le linee di sviluppo futuro dello Strumento Militare.

Linee che hanno visto una loro prima concreta realizzazione con la Pianificazione Generale Interforze, sintesi di una visione al contempo ambiziosa ma anche realistica, e quindi pienamente perseguibile.

Non posso poi non fare riferimento alla riorganizzazione dell’area centrale di vertice da Lei convintamente portata avanti in questi anni: la costituzione dei Comandi per le Operazioni di Rete e per le Operazioni Spaziali, ma soprattutto la trasformazione del COI in Comando Operativo di Vertice Interforze,  consentirà alla Difesa italiana quell’approccio multidominio alle Operazioni, che gli scenari moderni pretendono.

Ultimo, ma non meno importante, specie in questo momento di revisione strategica delle nostre Organizzazioni di riferimento, quali sono la NATO e l’Unione Europea, desidero darle atto della sempre qualificatissima azione di indirizzo da lei garantita, che ha consentito allo Stato Maggiore della Difesa una sempre efficace partecipazione ai tavoli di lavoro, nei quali la posizione nazionale è stata sempre efficacemente rappresentata.

A lei, Generale Vecciarelli, che oggi lascia il servizio attivo, dopo 45 anni di straordinaria carriera, ancora una volta la mia più sincera gratitudine e stima.

All’Ammiraglio Cavo Dragone, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare quale Capo di Stato Maggiore della Marina e che oggi prende il timone della Difesa, l’augurio più sincero di buon lavoro, nel solco del cammino già intrapreso.

Ammiraglio,

l’eccellente qualità delle sue azioni, la sua riconosciuta capacità di comando, la sua propensione al confronto fattivo, le approfondite conoscenze sviluppate nel corso degli anni, doti dimostrare lungo tutta la sua carriera militare e durante i compiti che le sono stati affidati, sono caratteristiche che sicuramente saprà valorizzare in questo suo nuovo e delicato impegno al servizio della Difesa.

Come ho sottolineato, tanto è stato fatto in questi anni ma altrettanto resta sicuramente da fare.

Infatti le sfide che ci troviamo davanti, per essere affrontate al meglio, richiedono visione, rapidità, efficacia, prontezza operativa e avanguardia tecnologica.

Ciò è quanto mai vero alla luce della profonda evoluzione del contesto geopolitico di riferimento che ha posto nuovamente in una posizione di assoluto rilievo il sistema del Mediterraneo Allargato, che coincide in larga parte con l’area di nostro primario interesse strategico.

Di conseguenza la Difesa svolgerà negli anni a venire un ruolo centrale per rafforzare quel ruolo internazionale per il Paese che il Governo sta perseguendo con determinazione. A maggior ragione oggi, mentre la NATO e la UE sono impegnate in un processo di revisione strategica che ci deve vedere, come ci ha autorevolmente sollecitato il Presidente della Repubblica, attori protagonisti per renderle ancor più rispondenti alle sfide che abbiamo di fronte.

Le Forze Armate sono chiamate quindi, a contribuire, quale strumento essenziale, al riposizionamento attivo dell’Italia nello scenario internazionale e al rafforzamento della propria sovranità nazionale.

A ciò è funzionale il completamento del processo di ammodernamento dello strumento militare, che dovrà al contempo tendere a colmare i principali gap capacitivi di tutte le componenti.

Solo uno Strumento interforze sempre più moderno, tecnologicamente omogeneo, fortemente integrato e bilanciato tra tutte le sue componenti, è infatti in grado di produrre effetti rilevanti e assicurare la tutela più efficace degli interessi nazionali, a fronte del complesso e delicato scenario di riferimento, che come ho già detto è sempre più multidominio.

In questo senso sarà fondamentale progredire nei numerosi programmi di previsto avvio che si aggiungono alla programmazione già operante, attraverso l’immediato utilizzo delle risorse già disponibili affinché vengano garantite, entro l’orizzonte temporale stabilito, le nuove capacità operative.

A ciò si associa necessariamente il rilancio complessivo dell’industria nazionale della Difesa, attraverso il perseguimento di tutte le sinergie illustrate nella recente Direttiva per la Politica Industriale della Difesa.

Ugualmente importante sarà proseguire nella valorizzazione del capitale umano – il personale civile e militare della Difesa, vero asset strategico del Dicastero – da perseguire anche attraverso un approccio organizzativo pienamente rispondente alle esigenze di natura operativa e di funzionamento complessivo dell’intero comparto.

Ritengo questi gli elementi imprescindibili su cui puntare per rafforzare ulteriormente il ruolo che il Paese si è ritagliato in tutti i contesti internazionali, quale esportatore di sicurezza, grazie all’opera delle nostre Forze Armate sul campo.

Un impegno che deve continuare su tre direttrici:

  1. contribuire alla sicurezza internazionale garantendo una presenza rafforzata, visibile e percepita quale fattore di stabilità, in tutti gli scenari le cui dinamiche possono avere ricadute sul nostro Paese e sull’Europa;

 

  1. contribuire a sviluppare forme strutturate di cooperazione volte a supportare la costituzione e il rafforzamento delle istituzioni dei Paesi dove operiamo;

 

  1. tutelare i nostri interessi strategici nazionali, ovunque si collochino ed in particolare proprio nel Mediterraneo allargato.

Per questo motivo il focus della nostra azione dovrà necessariamente rimanere prioritariamente ancorato a questo ampio quadrante.

Lo dovremo fare sia attraverso la nostra qualificata partecipazione alle Missioni e Operazioni internazionali, sia capitalizzando l’approccio, tutto italiano, alla “diplomazia militare”, che ci vede già particolarmente attivi in vari formati di cooperazione.

Sul piano interno, e avendo a riferimento gli obiettivi di ammodernamento dello Strumento Militare e più in generale della Politica Industriale della Difesa, dovranno essere ancor più intensificate le interazioni tra l’area tecnico operativa e quella tecnico amministrativa, promuovendo le interazioni tra Difesa e industria, per favorire innovazione tecnologica in grado di garantire una sempre più qualificata partecipazione italiana ai programmi di cooperazione internazionale, in particolare nel contesto europeo, anche a beneficio dei più complessivi settori produttivi del Paese.

Tutti risultati, desidero rimarcarlo, che sono raggiungibili solo attraverso un approccio sempre più autenticamente e concretamente interforze cha sappia valorizzare, all’interno degli obiettivi strategici e operativi, le peculiarità di ogni singola componente.

 

Generale Vecciarelli,

Lei ha guidato donne e uomini che hanno dato prova di straordinaria capacità, in un momento particolarmente difficile per il Paese.

La sua chiarezza di intenti, l’affidabilità, la competenza, che l’hanno contraddistinta, hanno garantito che l’intero comparto operasse con efficacia ed efficienza al servizio dei cittadini, che hanno potuto riconoscere nelle Forze Armate un riferimento sicuro, contribuendo ad accrescere la consapevolezza dell’importanza di investire in Difesa.

A lei la sentita gratitudine del Governo e mia personale per quanto ha fatto come Capo di Stato Maggiore della Difesa e anche in precedenza, nell’ambito dei suoi innumerevoli prestigiosi incarichi al servizio del Paese.

Ammiraglio Cavo Dragone,

sono certo che saprà affrontare il suo mandato con la professionalità e la competenza che le sono riconosciuti, dando ulteriore impulso al percorso tracciato dal suo predecessore.

A lei il compito, non facile, di proseguire, in un contesto complesso, nell’opera di modernizzazione della Difesa, continuando ad assicurare, senza soluzione di continuità, i delicati compiti assegnati alle Forze Armate.

Per questo, a lei che è marinaio, non posso che augurare “mari calmi e venti favorevoli”.

Permettetemi, infine, di ribadire ancora una volta il ringraziamento a tutti gli uomini e le donne della Difesa che, ovunque impegnati, lavorano senza risparmio di energie, con impegno, orgoglio e grande professionalità, nell’assolvimento delle missioni assegnate a tutela della nostra sicurezza e degli interessi nazionali.

A lei, Signor Presidente, rinnovo il ringraziamento più sincero e rivolgo il più deferente saluto mio personale, delle Forze Armate e di tutta la Difesa.

Viva le Forze Armate!

Viva l’Italia!

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