Difesa: incontro ministro Lorenzo Guerini con Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Josep Borrell. Mediterraneo allargato è un’area prioritaria per tutta l’Europa

Roma. Il Mediterraneo allargato è un’area prioritaria per tutta l’Europa.

È necessario convergere risorse e capacità perché l’instabilità di diversi Stati diviene terreno fertile per il terrorismo, l’immigrazione illegale e le minacce sulle rotte marittime” così il ministro della Difesa Lorenzo Guerini durante l’incontro, ieri a Roma presso Palazzo Baracchini, con l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di sicurezza e vice presidente della Commissione Europea, Josep Borrell.

Un momento della riunione

Durante la discussione sulle operazioni dell’Unione Europea è stato sottolineato il ruolo di primo piano svolto dall’Italia in “EUNAVFORMED IRINI” ed “EUTM SOMALIA “e del rilevante contributo anche in altre missioni e operazioni militari e civili.

Il Sahel, infatti, “rappresenta un’area di sempre maggiore rilevanza strategica per l’Europa – ha detto Guerini – e l’Italia è impegnata sia con una missione bilaterale in Niger, la MISIN, sia con un contributo significativo alla Task Force TAKUBA, per il contrasto al terrorismo ed ai fenomeni di matrice jihadista nell’area tri-frontaliera di Mali, Niger e Burkina Faso”.

La zona del G5 Sahel

Il ministro ha poi ricordato che durante il suo incontro di martedì scorso a Berlino con la collega Annegret Kramp-Karrembauer è emersa l’intenzione da parte della Germania di integrare la missione nazionale “Gazzelle” nella EUTM Mali, estendendo di fatto la capacità di quest’ultima di operare anche in Niger.

“Un approccio efficace ed assolutamente condivisibile che ben interpreta la necessità dell’UE e dei suoi Stati Membri di agire nella regione in maniera sistematica ed efficace in sinergia con tutte le iniziative della Coalizione per il Sahel” ha aggiunto il ministro.

Sempre a proposito del Continente africano, Guerini ha ribadito l’impegno italiano nella regione del Corno d’Africa, a Gibuti e a Mogadiscio, e “a conferma del pluriennale impegno nella lotta alla pirateria e alla stabilità del bacino somalo un’unità della Marina Militare, Nave Carabiniere, ha appena assunto il ruolo di flagship dell’operazione antipirateria EUNAVFOR Atalanta”.

“Il nostro Paese – ha aggiunto il ministro della Difesa – è attivamente impegnato in quest’area al fianco della comunità internazionale, sostenendo tutte le iniziative volte a contrastare l’espansione delle attività illegali e la minaccia del terrorismo”.

In Somalia, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza della missione e supportarne lo sviluppo con il previsto ampliamento delle attività a livello regionale, l’Italia ha previsto, nel 2021, di aumentare il proprio contributo fornendo un’ulteriore aliquota di militari per la protezione delle forze.

Sulla questione libica il ministro ha affermato che “il Governo italiano dà il deciso sostengo all’operazione EUNAVFOR MED Irini e chiede, con l’avvicinarsi della scadenza del mandato, una revisione strategica al fine di potenziare la missione e la sua capacità di agire in supporto al processo di pacificazione”.

“Ritengo – ha aggiunto il ministro della Difesa – che sia opportuno sollecitare una maggiore collaborazione con la missione NATO Sea Guardian e rafforzare i compiti secondari, tra cui quello di addestramento della Guardia Costiera e della Marina libica”.

Un mezzo della Guardia Costiera libica

NATO ed Unione Europea sono comunità di valori e di principi democratici – ha evidenziato Guerini nel corso dell’incontro – e per l’Italia la NATO è e resta l’imprescindibile punto di riferimento, in termini di dissuasione, deterrenza e difesa. L’Europa resta l’altro pilastro della nostra sicurezza. Legame transatlantico vuole significare un rafforzamento dell’Europa della Difesa in piena sinergia e complementarietà con l’Alleanza Atlantica”.

“Particolarmente soddisfatto – si è detto infine il ministro – del risultato che stiamo ottenendo con lo Strategic Compass. Il suo successo si basa anzitutto sulla necessità di una formulazione condivisa dello scenario di sicurezza e delle relative minacce, come base per lo sviluppo di un livello di ambizione, orientato da una chiara visione politica, a guida dello sviluppo di capacità, degli sforzi di proiezione e delle relazioni con i partner dell’Unione”.

In questo contesto, l’Italia sta svolgendo un ruolo attivo con l’obiettivo di rinvigorire il rapporto di cooperazione con la NATO e con le Nazioni Unite e per rafforzare il dialogo sulla sicurezza con i partner a noi più vicini su scala globale.

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