ROMA (dal nostro inviato). Un progetto per aprire uno studio divulgativo,. a connotazione scientifica, sul tema del Defence Procurement il tutto per poi arrivare all’analisi dei risultati prodotti, con una pubblicazione.
Lo scopo è quello di diffondere la cultura della Difesa e della Sicurezza in un contesto sociale del Paese.
Questo progetto coinvolgerà aziende, Università, istituzioni pubbliche nella logica della sinergia e della contaminazione ed interscambio culturale e scientifico.
Il complesso avrà una durata di circa 8 mesi.
Il progetto si svilupperà tre tavoli tecnici di lavoro composti dai rappresentanti dalle aziende, Università e Istituzioni, a cui parteciperanno, in numero maggiore, ricercatori delle Università/Facoltà e corsi di studi individuati.
Oltre agli argomenti specifici, ricompresi nell’analisi del fabbisogno e strategia di procurement, trattati dai tavoli di lavoro sulle capacità convenzionali, la minaccia cyber/Intelligenza artificiale e il dominio spaziale saranno elaborati ulteriori approfondimenti a beneficio della stessa pubblicazione, relativi ai temi riguardo il quadro politico internazionale, nonché lo scenario macroeconomico e contesto normativo nazionale ed europeo riguardo il procurement della Difesa.
Dopo i tavoli tecnici si arriverà alla pubblicazione dedicata al tema.
E tra 8 mesi si terranno gli Strati Generali della Difesa.
Nell’intervento dei rappresentanti delle aziende del settore è emersa chiaro che deve essere sempre più forte il rapporto con la parte militare ma anche scientifica per far sì che vengano realizzati prodotti più moderni capaci di affrontare le enormi sfide sulla sicurezza: cyber attacchi e droni in primis.
Le guerre, oggi, in atto quali quelle tra russi e ucraini e tra Israele e Hamas hanno evidenziato come ci sia stata, in pochissimi anni, un’evoluzione dell’uso di sistemi d’arma e di equipaggiamenti.

Il Gruppo Leonardo, come ha evidenziato il suo presidente l’ambasciatore Stefano Pontecorvo ha messo su progetti specifici con la Baykhatar per i droni e con la Rheinmetall per il nuovo carro armato.
MBDA, ha aggiunto Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di MBDA Italia ha auspicato che presto si possa superare l’impasse creata dagli Stati Uniti e si possano integrare, i missili prodotti dall’azienda, sugli F-35.
“Lla dimensione navale – ha spiegato il presidente di Fincantieri, Biagio Mazzotta – riveste una grande importanza e Fincantieri, che ricopre già un ruolo di primo piano, è pronta a fare la propria parte. Siamo l’esempio di quanto sia importante operare nel civile e nel militare insieme, non solo per quanto riguarda l’ottimizzazione della capacità navalmeccanica ma anche sul fronte delle tecnologie”.
Anche per Alessandro Ercolani, amministratore delegato di Rheinmetall Italia restano importanti gli investimenti su cyber, intelligenza artificiale e droni.
Ogni eventuale acquisto ha bisogno di una pianificazione e di una messa a sistema. Ovvero non si può acquistare un “tanto al chilo” materiale o equipaggiamenti ma tutto deve essere collegato.
Le nostre industrie, campioni europei nel settore della Difesa, vendono anche ad altri mercati che ricercano i nostri sistemi d’arma o le nostre navi.
Basta vedere quanto accade nei vari Saloni dedicati alla Difesa, nel mondo, dove sono presenti le industrie italiane.
Ma, come ha precisato l’Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, Direttore nazionale degli Armamenti, i conflitti in atto hanno evidenziato come siano sempre più necessari prodotti più moderni e che solo grazie al rapporto strettissimo con il mondo industriale e della ricerca questi possano essere utilizzati dalle nostre Forze Armate per garantire sicurezza ai cittadini.
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