ROMA. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, la Direzione Investigativa Antimafia – con il supporto dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Aprilia (Latina) e del Comando provinciale capitolino – ha eseguito oggi un provvedimento precautelare di fermo del Pubblico Ministero nei confronti di 4 persone.
Tutte sono ritenute affiliate ad un’organizzazione criminale di tipo mafioso, storicamente operante nella zona di Aprilia e nei comuni limitrofi.
Le persone fermate sono gravemente indiziate, in concorso tra loro, di illecita detenzione e porto in luogo pubblico di armi da guerra, armi clandestine ed esplosivi, nonché di ricettazione, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’episodio criminoso per cui si procede è maturato nell’ambito di una pericolosa escalation di tensioni dovute ad una faida sorta con una consorteria rivale per assumere il controllo di alcune piazze di spaccio della città di Aprilia (Latina), arrivando non solo a minacciare i rivali ma a pianificare efferati agguati ed atti intimidatori rilevanti.
In tale contesto gli indagati più pericolosi dell’organizzazione rientravano dalla Spagna – dove avevano istituito una loro base operativa – stabilendosi in un comune poco distante da Aprilia per organizzare la ritorsione. Le indagini hanno consentito di ricostruire un piano dettagliato per compiere un’eclatante azione di fuoco, che prevedeva anche l’utilizzo di armi da guerra dotate di ottiche di precisione per colpire i rivali a distanza; agguato che è stato impedito grazie all’intervento dei Carabinieri di Aprilia che, il 16 maggio 2025, su indicazione del Centro operativo DIA di Roma e in concerto con la Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, perquisivano un’abitazione sempre di Aprilia.
L’appartamento era utilizzato come deposito logistico.
E’ stato rinvenuto e sequestrato un imponente e letale arsenale composto da: una mitragliatrice da guerra “M.G.”, 1 fucile mitragliatore “Kalashnikov”, 5 fucili mitragliatori, una pistola mitragliatrice, 6 carabine, 2 fucili “FAL”, un fucile a pompa, un fucile di precisione, 22 tra pistole e revolver, 3 bombe a mano, 8 silenziatori e 7 dispositivi tra mirini laser e ottiche di precisione.
All’interno dell’abitazione venivano altresì rinvenuti anche circa 2.800 munizioni di vario calibro, 3 giubbotti antiproiettile, uniformi contraffatte complete di fondine con scritte “Polizia” e “Carabinieri”, banconote false e materiale stupefacente.
Durante il blitz si è proceduto all’arresto in flagranza di reato di un cittadino straniero, posto a guardia dell’immobile.
A seguito dell’ingente sequestro alcuni indagati rientravano in Spagna, ove uno poi veniva tratto in arresto dalla Polizia spagnola per detenzione di oltre 100 chili di hashish. In tale contesto investigativo ed a seguito di un costante monitoraggio del gruppo, veniva rilevato un concreto ed imminente pericolo di fuga della figura principale del sodalizio verso una nazione extra U.E., motivo per il quale, a cavallo della notte, rientrava in Roma dalla Spagna al fine di procurarsi i documenti contraffatti necessari per espatriare definitivamente.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza e del concreto pericolo di fuga evidenziato nonché la propensione di tutti gli indagati a muoversi tra l’Italia e la Spagna, la Procura Distrettuale di Roma ha disposto il fermo di indiziato di delitto a carico dei soggetti coinvolti.
Essendo il procedimento nella fase delle indagini preliminari vige, per tutti gli indagati, il principio di presunzione di innocenza.
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