Di Alessandro Margottini
BOLZANO. La mossa di entrare in Italia da un valico generalmente poco trafficato come quello di Passo Resia sembrava essere la più azzeccata, ma quando ha notato tre pattuglie della Guardia di Finanza, in quel momento impegnate in attività di controllo economico del territorio, ha pensato bene di fare inversione di marcia nonostante fosse già incolonnato dietro altri automezzi.

Una manovra che non è sfuggita ai militari e che ha successivamente condotto al suo arresto, ma non certo per un’infrazione al Codice della Strada.
È questa, in estrema sintesi, la vicenda che ha visto coinvolto un 55enne cittadino italiano incensurato e da tempo residente in Germania, che nella sua vettura aveva stipato oltre un quintale di hashish con l’evidente intento d’introdurlo in Italia.
Considerata una situazione che probabilmente non si aspettava in quell’isolato posto di confine l’uomo ha dunque adottato una diversa “strategia”, quando ormai era troppo tardi poiché i finanzieri lo hanno presto raggiunto segnalandogli l’alt.
Raffazzonate e contraddittorie le spiegazioni che l’uomo ha fornito ai militari in un misto tra lingua tedesca e dialetto siciliano, con le quali ha prima affermato di aver sbagliato strada (per poi rettificare tale affermazione quando il navigatore in funzione sul proprio cellulare ha annunciato a tutto volume che in pochi minuti avrebbe raggiunto la destinazione impostata).

La circostanza, ormai divenuta quasi paradossale e con i finanzieri molto poco convinti delle spiegazioni lì addotte, hanno ricontrollato il tragitto precedentemente impostato sul navigatore scoprendo come questo fosse stato particolarmente “travagliato”.
Lo stesso soggetto era infatti partito il giorno prima da una località svizzera vicina al Lago di Costanza, ma una volta giunto in prossimità del confine con l’Italia aveva invertito la marcia ritornando in Germania, per poi rientrare in territorio austriaco puntando verso Passo Resia.
I continui cambiamenti di tragitto hanno dunque indotto i finanzieri a ritenere che il punto di ingresso in Italia fosse stato troppe volte “ripensato” per motivi che andavano debitamente accertati, per questo hanno dunque proceduto ad un più approfondito controllo del mezzo avvalendosi di un’unità cinofila antidroga.
Quando la stessa unità si è presentata sul luogo del controllo il conducente in questione, vistosi praticamente smascherato, ha tentato un’ultima banale giustificazione affermando di trasportare salsicce, ma l’agitazione di “Escot” – un pastore tedesco di 9 anni – era dovuta a ben altra traccia odorosa, e quando il suo infallibile naso ha puntato dritto verso quattro borsoni da palestra al loro interno non c’erano carni insaccate ma 104 chili di hashish suddivisi nei classici panetti.
Alla luce di tale sequestro sono dunque scattate immediate le indagini volte a risalire sia alla provenienza, sia ai destinatari dello stupefacente, che una volta giunto sul mercato clandestino dello spaccio avrebbe fruttato guadagni superiori ai 3 milioni di euro.
Il “narco-corriere” – colto in piena flagranza di reato – è stato dunque arrestato ed associato alla Casa Circondariale di Bolzano, dove ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, anche se gli va ancora riconosciuta la presunzione d’innocenza che non potrà decadere sino ad eventuale e definitivo pronunciamento di condanna penale nei suoi confronti.
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