Due Coree, dal rischio nucleare allo scoppio della pace. Kim e Moon entro l’anno pronti a trasformare l’armistizio del 1953 in un trattato che mandi in soffitta i conflitti

Seul. I due leader coreani, Kim Jong-un e Moon Jae-in hanno lasciato da poco la zona smilitarizzata ed il vertice intercoreano si è ufficialmente concluso.
Entrambi lasciano dietro di loro un sentimento di promessa e positività che non si sentiva da anni nella penisola coreana. Insieme alla promessa di porre fine definitivamente alla guerra che da 65 anni aleggia sulla politica interna ed estera dei due Paesi.

La storica stretta di mano

Tutto ciò sicuramente cambierà le sorti di questa parte dell’Asia. Nei prossimi giorni per i due leader ed i loro alleati ci sarà molto da discutere.

Ora l’attenzione viene spostata sull’incontro pianificato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump con Kim tra la fine di questo mese e l’inizio del prossimo.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lu Kang si è congratulato con la Corea del Nord e quella del Sud per un “summit di successo” in una dichiarazione rilasciata oggi. “La Cina – ha detto il portavoce – ha sempre sostenuto le due parti per instaurare una fiducia reciproca e migliorare i legami bilaterali attraverso il dialogo e la consultazione”. Tutto questo nell’interesse comune delle due parti e della regione• L’intesa, per Pechino,  soddisfa “le aspettative comuni della comunità internazionale”.

Il Presidente cinese, Xi Jinping guarda con favore all’accordo tra le due Coree

“Speriamo – ha aggiunto Lu Kang – e crediamo che le parti nord e sud-coreane saranno in grado di attuare il consenso raggiunto dai loro leader e continuare a spingere per la riconciliazione e la cooperazione. Ci auguriamo che tutte le parti interessate mantengano lo slancio del dialogo, lavorino insieme per promuovere la denuclearizzazione della penisola coreana e il processo di un accordo politico sulla questione peninsulare”.

Parlando al banchetto dopo il summit di oggi, Kim ha ribadito che si deve “mantenere la pace” ed “aprire una nuova era di co-prosperità” per superare le sfide che si presentano alla penisola coreana. “Sono pronto – ha aggiunto – mostrare il mio impegno per costruire la pace nel mondo”.

Lo storico incontro fra i leader delle due Coree al confine fra i due Stati, a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom ha evidenziato la volontà di entrambi di completare la denuclearizzazione della penisola. Hanno concordato anche di ridurre gli arsenali convenzionali a sostegno degli sforzi per ridurre le tensioni militari e rafforzare la pace nella penisola.

La pace è maturata alle 9.30 (le 2:30 in Italia). La storica stretta di mano ha sancito la scrittura di una nuova storia dei rapporti” tra i due Paesi divisi al 38° parallelo all’insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla auspicata (dal Sud) denuclearizzazione.

Kim ha raggiunto il confine avendo al fianco i collaboratori chiave. Ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine. Entrambi hanno posato per i flash dei fotografi.

Il leader nord coreano, primo leader della famiglia al potere da circa 70 anni a calpestare il territorio sudcoreano, ha a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano.

Questa intesa porterà, entro l’anno in corso, a far sì che  l’armistizio siglato nel 1953, subito dopo la Guerra di Corea, si trasformi in un vero e proprio trattato di pace.

Dopo anni di scontri è scoppiata la pace?

“Abbiamo aspettato a lungo questo momento per molto tempo e quando è giunto abbiamo realizzato che siamo una nazione, che siamo vicini – ha detto Kim Jong-un, commentando la firma della dichiarazione congiunta – Siamo legati dal sangue e i compatrioti non possono vivere separatamente”.

Moon, da parte sua, ha ricordato che “il mondo guarda a Panmunjom”, diventato oggi “simbolo di pace, non di divisione” grazie alla visita di Kim.

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