TRENTO. “L’evasione fiscale corre anche sugli sci”, verrebbe da dire inseguendo un facile titolo, eppure è proprio questo quel che hanno scoperto i Finanzieri del Comando Provinciale di Trento – Tenenza di Cles, al termine di un’attività investigativa svolta proprio in materia e che, nello specifico, ha portato alla scoperta di una società risultata essere “evasore totale”, poiché completamente sconosciuta al Fisco.
La compagine in questione, attiva nell’organizzazione di viaggi, scuola di sci e snowboard, nonché nel noleggio attrezzature sportive invernali, era gestita da alcuni soggetti di nazionalità polacca operanti sul territorio trentino ed in forma che, come anticipato sopra, non aveva però previsto alcuna comunicazione (e alcuna corresponsione tributaria) all’Erario dello Stato.

L’attività commerciale era radicata nella zona della Val di Sole ed è stata condotta dal 2016 al 2020 senza il rispetto di alcun obbligo previsto dalla normativa tributaria nazionale, oltre che in totale evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA
L’indagine delle Fiamme Gialle trentine aveva preso le mosse da un’autonoma attività informativa, avviata questa prima di marzo 2020, la quale ha poi visto finire nelle attenzioni dei militari un cittadino polacco non residente in Italia ma proprietario di un appartamento in una rinomata località turistica della zona.
A seguito di un controllo fiscale, eseguito nei confronti della predetta persona fisica ed all’atto dell’iniziale accesso presso il domicilio dichiarato come civile abitazione, i Finanzieri operanti constatavano nell’occasione l’esistenza di una vera e propria attività imprenditoriale aperta al pubblico, nella quale si svolgevano una serie di attività legate al settore turistico (front office per l’affitto di appartamenti e noleggio di attrezzatura sciistica, nonché prenotazione di lezioni di sci con maestri di nazionalità polacca).
All’interno dei suddetti locali che avrebbero, quindi, dovuto avere una funzione esclusivamente abitativa, oltre alla presenza di numerosa documentazione extracontabile – anche di tipo informatico – veniva rinvenuta una cospicua somma di denaro contante (oltre 90.000 euro), con ogni probabilità relativa ai recenti incassi ottenuti con le attività lavorative di cui sopra.

Nel corso del medesimo controllo i Finanzieri hanno, peraltro, accertato come l’attività commerciale in argomento fosse apparsa su internet con la pubblicizzazione dei loro prezzi alquanto concorrenziali (che evidentemente potevano praticare in quanto “esentasse”), con tanto di riferimento alla sede in Italia della scuola di sci polacca e video promozionali in cui comparivano clienti nel negozio di noleggio sci.
Tra le varie attività esercitate in forma occultata al Fisco, si registra anche quella di scuola di sci, per la quale sono stati identificati ben 15 maestri stranieri i quali – pur essendo sprovvisti di titolo abilitativo valido in Italia – hanno pertanto abusivamente operato per conto della società-evasore totale in argomento.
La vicenda potrebbe essere catalogata come una delle tante che saltano fuori a seguito dei serrati controlli fiscali della Guardia di Finanza, ma in questo caso ha visto anche il coinvolgimento delle Autorità fiscali polacche, attivate per il tramite del II Reparto – Relazioni Internazionali del Comando Generale del Corpo, grazie alle quali è stato possibile accertare come la società in questione fosse regolarmente dichiarata ed attiva in Polonia, mentre nella realtà operava anche se non soprattutto in Italia tramite una “stabile organizzazione” occulta di persone oltre che di beni strumentali.
Tutto questo senza dichiarare alcunché al Fisco italiano in termini di redditi conseguiti in territorio trentino, e che per gli investigatori delle Fiamme Gialle sono quantificati in oltre 1,8 milioni di euro di imposte evase, ciò a fronte di un complessivo volume d’affari ricostruito per un importo che verosimilmente supera i 6 milioni di euro.
Al termine dell’attività in parola il gestore, nonché coordinatore di fatto della società è stato, dunque, deferito alla Procura della Repubblica di Trento per il reato di omessa dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi, mentre i 15 maestri di sci identificati rispondono del reato di esercizio abusivo di una professione.

Quasi superfluo aggiungere che attività di servizio come queste, oltre a garantire le necessarie entrate dello Stato cosi come previsto dal dettato costituzionale oltre che dalla normativa del settore, hanno l’imprescindibile obiettivo di tutelare gli operatori economici onesti che, proprio da condotte evasive come quella qui descritta, si trovano a dover subire un’inaccettabile forma di sleale concorrenza.
A margine della vicenda rimane, comunque, opportuno specificare che per tutti i soggetti che ne sono al momento coinvolti è fatta salva la presunzione d’innocenza, la quale non potrà venir meno fin quando nei confronti degli stessi indagati non sarà intervenuta una sentenza definitiva di condanna.
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