Di Pierluca Cassano
VIBO VALENTIA. In Italia, il turismo costituisce una delle fonti di ricchezza più importanti, oltre che rappresentare il Bel Paese nel mondo e conseguentemente aumentarne la competitività e l’attrattività dei turisti “fuori stagione”, come ad esempio le popolazioni del Nord Europa, che in questi giorni popolano le spiagge semi deserte dei litorali nazionali, approfittando del clima più mite e meglio sopportabile per le loro abitudini.

In tale contesto, la Guardia di Finanza ha posto in essere nella provincia di Vibo Valentia, ove insistono le località tra le più belle d’Italia (Tropea, Capo Vaticano, Pizzo Calabro ecc.), una attività ispettiva a tutela delle imprese turistiche oneste.
Negli ultimi giorni, infatti, I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, hanno concluso, una capillare attività di controllo delle numerose strutture presenti sul territorio di Tropea e dei comuni limitrofi a contrasto all’evasione e all’abusivismo nel settore turistico-ricettivo.
In particolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Tropea, hanno utilizzato una nuova strategia incrociando da un lato i dati presenti nelle fonti aperte, con controlli sistematici sui portali di prenotazione turistica delle principali piattaforme informatiche di e-commerce ed analizzando perfino i post ed i commenti dei social network, dall’altro confrontando le risultanze dell’attività con i dati presenti nelle banche dati in uso al Corpo, quali l’anagrafe tributaria, il catasto e il registro imprese, il tutto contestualmente ad un’attenta azione di osservazione, controllo e sopralluoghi nelle immediate adiacenze delle strutture ricettive pubblicizzate.
L’attività di controllo delle numerose strutture presenti sul territorio, svolta anche con il prezioso contributo della Polizia Locale, ha riguardato una sessantina di strutture ricettive, delle quali più della metà sono risultate non in regola con le prescritte autorizzazioni previste dalla normativa di settore; 34 di queste, infatti, tutte strutture extralberghiere (bed and breakfast, case vacanze ecc.) sono risultate irregolari.
Ai titolari delle strutture risultate irregolari, oltre ai risvolti di natura fiscale, sono state contestate, complessivamente, sanzioni amministrative per oltre 40.000 euro, per l’irregolare esercizio dell’attività d’impresa.
Tutelare il turismo contrastando il nero equivale a tutelare gli utenti delle strutture ricettive e gli investimenti imprenditoriali di settore: su questo il la Guardia di Finanza tiene alta la… guardia!
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