ECUADOR: VIAGGIO NELLA CULTURA STORICO-MILITARE DEL PAESE. BREVI CENNI SUI MUSEI MILITARI DI QUITO E DI GIRÓN

Di Gerardo Severino*

QUITO (ECUADOR). Abbiamo più volte affrontato su Report Difesa l’affascinante tematica legata ai musei militari, fossero essi statali o privati [1], ovvero visitabili sia in Italia che in altre parti del mondo, come nel caso dell’Argentina, alla quale dedicammo un saggio sul Museo della Gendarmeria Nazionale [2].

Uno degli ambienti interni della Casa del Generale Sucre a Quito

In tali contributi fu posto l’accento riguardo ad un aspetto – o peculiarità, che dir si voglia – quasi mai riconosciuto, sia dalla critica mediatica che dagli stessi visitatori: i Musei Militari sono un’espressione culturale grazie alla quale, oltre alla materiale conservazione di un variegato patrimonio oggettistico (talvolta anche di elevato valore artistico e economico) consente la rivisitazione di eventi, di ricordare soldati eroici e persino di ricostruire luoghi ove furono svolte memorabili battaglie, tanto da consentire agli ospiti di poterle persino immaginare, così come se fossero scene vere e, soprattutto, vive.

La cultura museale militare non è prerogativa della sola vecchia Europa, ove in effetti operano i più remoti e visitatissimi musei militati del mondo, ma appartiene anche ai vari Paesi che compongono l’area Centro-Sud Americana, le cui Forze Armate e Corpi di Polizia sono state più volte ricordate proprio da Report Difesa.

Ebbene, memore del grande successo che riscosse l’articolo dedicato al Museo della Gendarmeria Nazionale Argentina, vogliamo dedicare questo modesto contributo ai Musei Militari Ecuadoregni (ci riferiamo a quelli riconducibili all’Esercito), soffermandoci, almeno per adesso, solo a quelli aperti nella bellissima Quito e nelle immediate adiacenze.

Potrebbe essere, questo, un piccolo “biglietto da visita” per quei turisti italiani che hanno in animo di visitare, a breve o in futuro, l’Ecuador (ogni giorno vi sono voli da Roma, Milano e Venezi):

Paese di straordinaria bellezza ambientale, il quale non è solo la patria della Cioccolata più buona del mondo, ma anche erede di una storia, sia civile che militare, di elevato spessore, come si ricorderà, avendo letto i vari contributi di saggistica militare sin qui pubblicati.

L’Ecuador – lo ricordiamo per chi ignorava – è stato un Paese teatro di grandi ed epocali battaglie: eventi che hanno segnato il lento e sanguinoso processo Indipendentistico dalla Spagna e che hanno dato luogo ad esempi personali di non comune patriottismo, volendo ricordare il valore, il coraggio e lo spirito di sacrificio di quanti seppero sacrificare la propria vita per la Libertà e la sovranità della propria Terra.

Ebbene, grazie soprattutto al ruolo svolto dal Ministero della Difesa Nazionale [3], Quito, capitale della Repubblica e la cittadina di Girón offrono ai turisti le seguenti realtà storico-militari: il “Templo de la Patria”, l’”Antiguo Círculo Militar”, la “Casa de Sucre” e la “Casa de los Tratados”, che andremo adesso a far conoscere ai nostri sempre più numerosi lettori, peraltro ormai sparsi in tutto il mondo. Nei prossimi numeri di Report Difesa ricorderemo, poi, anche quelli della Marina e dell’Aeronautica.

Museo “Templo de la Patria”, Settore Cima della Libertà, Avenida Los Libertadores OE13-997.

È un vero e proprio “Scrigno di Storia a cielo aperto”, in quanto fu proprio in questo luogo che, il 24 maggio 1822, i patrioti di Quito e di altre località del Paese, agli ordini del Maresciallo Antonio José de Sucre, combatterono la nota “Battaglia di Pichincha”, evento decisivo per il raggiungimento dell’indipendenza dalla Spagna, come ricorda la bellissima opera pittorica, realizzata nel 1996 dall’artista Carlos Enríquez di Carchi.

Il Museo rappresenta, in verità la vera essenza del popolo ecuadoregno, in quanto ricorda i momenti salienti della Storia dell’Ecuador. Da Atahualpa, l’Inca di Quito e Rumiñahui, simbolo della resistenza indigena contro gli spagnoli.

Quindi aspetti riconducibili al periodo coloniale, così come cimeli e testimonianze delle guerre per l’indipendenza, ciclo storico al quale appartiene proprio la gloriosa battaglia di Pichincha.

Come fa comprendere il titolo del Museo, in esso è ricompresa anche la “Tomba del Milite Ignoto”, rappresentata da un’elegantissima urna funeraria contenente i resti simbolici di un eroe che combatté nella citata Battaglia di Pichincha.

Dietro di essa, un volto del Cristo simboleggia la spiritualità dell’umanità e l’immortalità degli eroi caduti.

Nell’armeria del Museo è esposta, quindi, una collezione di armi utilizzate nella storica battaglia: sciabole, pugnali, proiettili, punte di lancia, fucili, documenti ma anche cimeli appartenuti ai principali condottieri di quella formidabile stagione militare.

Vi sono, quindi, esposti manichini con le uniformi dei vari Paesi che componevano l’Esercito di Liberazione e busti in pietra dei comandanti delle unità che parteciparono alla richiamata battaglia.

Nella Sala denominata “Campagna di Liberazione di Quito”, un plastico didattico raffigura il campo di battaglia dove si svolse la Battaglia di Pichincha.

Vi sono, quindi, sculture in bronzo di Simón Bolívar, “El Libertador”, e ovviamente di Antonio José de Sucre, il Gran Maresciallo di Ayacucho. In loro ricordo, nel 1920, un obelisco fu eretto sulla  “Cima della Libertà”, anche al fine di ricordare uomini come Abdón Calderón e i tanti eroici soldati che combatterono sulle pendici del vulcano Pichincha.

 Antico “Círculo Militar”, sito in Calle Venezuela 10-34, tra Olmedo e Mejía.

L’antico “Circolo Militare” rappresenta una delle strutture monumentali più importanti del centro storico di Quito, essendo stato costruito sul sito di una casa originariamente destinata alla Scuola “Juan Montalvo”. Ceduto l’intero sito al “Circolo Militare” dall’allora Presidente della Repubblica, Alfredo Baquerizo Moreno, in seguito l’Assemblea Generale del Consiglio di Amministrazione del medesimo

Sodalizio decise, il 3 febbraio 1917, di abbattere il vecchio edificio, costruendone uno nuovo. Si decise così di non ristrutturare la casa esistente, ma di demolirla e costruire un nuovo palazzo, che potesse così soddisfare le esigenze sociali.

A tal fine, verso la fine dello stesso anno fu firmato un contratto di costruzione con l’architetto italiano Francisco Durini Cáceres e l’ingegnere Augusto Ridder.

La costruzione ebbe iniziò nel gennaio del 1918, per poi essere completata otto anni dopo.

La struttura che ospita l’antico “Circolo Militare” riflette, quindi, lo stile neoclassico, allora molto in voga a Quito, anche grazie all’apporto fornito da vari professionisti giunti appositamente dall’Italia.

Il Circolo ospita la Biblioteca del Ministero della Difesa, l’Ufficio di Gestione dei Musei Militari orbitanti in ambito Difesa, ma soprattutto la prestigiosa “Accademia Nazionale di Storia Militare”.

È, infine, sede di grandi eventi accademici, culturali e cerimoniali aperti al pubblico, e ad ingresso gratuito.

 Museo “Casa de Sucre”, Calle Venezuela n. 573.

Per meglio comprendere l’importanza che tale Museo riveste per la storia dell’Ecuador, ma anche della stessa America Latina, bisogna ricordare chi fu Antonio José de Sucre y Alcalá, meglio noto col nome di “Grande Maresciallo di Ayacucho”, del quale abbiamo già fatto parzialmente cenno anche su questa rivista[4]. Nato a Cumaná (allora Capitaneria Generale del Venezuela) il 3 febbraio 1795, nel 1811 partecipò alla rivoluzione contro gli spagnoli.

Il Generale Antonio De Sucre

Nel 1811 partecipò alla rivoluzione contro gli spagnoli.

Considerato uno dei più leali uomini di Simón Bolívar, ebbe in seguito il comando di un Corpo d’Armata e batté gli spaguoli a La Piata, nel 1820, a Guayaquil nel maggio  del 1821 e a Pichincha, nel 1822.

Il 9 dicembre 1824 riportò una nuova vittoria ad Ayacucho, contribuendo grandemente alla liberazione dell’America Meridionale dalla dominazione spagnuola.

Nel 1825 fu, quindi, nominato Generalissimo e Presidente a vita della Repubblica Boliviana, carica che ricoprì sino al 1828, allorquando si dimise.

Fu anche Governatore del Perù, così come Generale in capo dell’Esercito della Grande Colombia e comandante dell’Esercito del Sud.

Combatté, infine, assieme al Generale Flores contro gli insorti del Generale Ovando, in Colombia. Essendo caduto prigioniero, venne fucilato a Barruecos, il 4 giugno 1830.

È doveroso ricordare che il Maresciallo Antonio José Francisco de Sucre è ricordato come “Padre della Patria” e, quindi, Eroe nazionale sia in Ecuador che Bolivia.

Nel gennaio del 1828, il Maresciallo Antonio José de Sucre, tornato a vivere a Quito con la sua famiglia, acquistò, per 24.000 reales la vecchia “La Casa Azul” (La Casa Blu), le cui prime notizie storico risalgono al 1714.

Fu proprio in tale anno che il suo proprietario, il Dottor Sebastián Pérez de Ubillus, la lasciò in eredità a suo nipote, José Carcelén Pérez, Marchese di Villarocha. Questi, sposato con Isidora Sánchez de Orellana y Rada, Marchesa di Solanda, lasciò a sua volta la casa in eredità al figlio, Felipe Carcelén y Sánchez de Orellana, Marchese di Solanda e Villarocha.

Alla sua morte, nel 1823, “La Casa Azul”  fu eredità da sua figlia, Mariana Carcelén y Larrea, marchesa di Solanda e Villarocha.

L’entrata principale del Circolo Militare di Quito

Prima di partire alla volta di Bogotà, ove avrebbe preso parte al noto “Congresso Ammirabile[5], il  Maresciallo Sucre fece testamento, decidendo che, in caso di morte, la casa sarebbe passata a sua figlia, Teresita Sucre Carcelén.

Dopo moltissimi anni, la Casa-Museo fu sottoposta, a partire dal 1972, ad un attento programma di restauro, Inizialmente affidato alla direzione dell’Architetto Andrés Peñaherrera Matheus.

Il 24 maggio 1977, il Governo ecuadoregno, con decreto esecutivo istituì, quindi, il Museo “Casa de Sucre” (inaugurato solennemente il 24 maggio del 1978), non solo al fine di preservare la memoria del “Grande Maresciallo di Ayacucho”, anche grazie allo straordinario materiale d’epoca che gli appartenne, ma anche quale testimonianza dell’architettura coloniale spagnola.

La storica dimora si articola in due piani e una corte centrale, nella quale campeggia la tradizionale fontana in pietra.

La “Casa de los Tratados”, Girón, Barrio de los Héroes del Portete, angolo tra le vie Andrés Córdova e Bolívar.

A Girón, un Cantone in Provincia di Azuay, ad oltre 500 chilometri da Quito si trova la “Casa de los Tratados”, che dal 1975 fa parte delle dotazioni del Ministero della Difesa Nazionale, appositamente donata dal Comune di Girón.

Si tratta di una storica “Casa Hacienda“, caratterizzata da un particolarissimo stile architettonico nel quale la fanno da padrone tre estensioni di portici.

Fu proprio qui che, il 28 febbraio 1829, venne firmato il “Trattato di Pace” che, a seguito alla battaglia tra l’Esercito Peruviano e quello del Dipartimento del Sud, sulle pendici del passo Portete de Tarqui, pose fine alla guerra tra i due Paesi.

Oltre all’interessantissima “Sala degli Eroi”, la casa-museo esibisce una ricca armeria, ove sono state esposte varie tipologie di armi utilizzate dai soldati.

Bellissime anche le uniformi indossate dall’Esercito della Gran Colombia, così come si possono ammira delle straordinarie  bandiere d’epoca ben conservate, utensili utilizzati per la firma del trattato e altri reperti storici.

Sono inoltre esposte lettere scritte dal Maresciallo Sucre a Simón Bolívar, “El Libertador”, insieme a documenti e arredi relativi a quell’affascinante periodo storico.

NOTE

[1] Cfr. Gerardo Severino, “Il ruolo dei Musei Storici e delle Raccolte Militari private in Italia. Esperienze e prospettive future”, in Numero Speciale www.reportdifesa.it, 24 luglio 2023.

[2]  Cfr. Gerardo Severino, “Gendarmeria Nazionale Argentina: Alla scoperta del Museo Storico della Fuerza. Uno scrigno a tutela della storia”, in www.reportdifesa.it, 16 dicembre 2022.

[3] Il 3 luglio 2014 è stato presentato alla stampa mondiale il marchio “Musei della Difesa” e, con l’occasione, inaugurato il nuovo sistema museale in ambito Difesa.

[4] Cfr. Gerardo Severino, “Ecuador. Alberto Salassa Mossi. Da ufficiale Napoleonico a Colonnello dell’Esercito di Quito”, in www.reportdifesa.it, 3 ottobre 2025.

[5] Il Congresso Ammirabile (Congreso Admirable) fu un’Assemblea Costituente convocata a Bogotà, nella “Grande Colombia”, che si svolse tra il gennaio e il maggio del 1830.

*Colonnello (Aus) della Guardia di Finanza – Storico Militare. Membro del Comitato di Redazione di Report Difesa

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