MILANO. C’è una domanda che ritorna ogni volta che un caso di cronaca suscita dubbi, interrogativi e richieste di verità: siamo davvero davanti a un suicidio, a un incidente, a una scomparsa volontaria oppure qualcuno ha alterato la realtà per nascondere un delitto?

È il tema, estremamente attuale, affrontato dalla giornalista e criminologa Cristina Brondoni nel suo nuovo libro Lo staging sulla scena del crimine (Mursia, pagg. 224, Euro 17,00).
Si tratte di un viaggio tra criminologia, medicina legale e cronaca nera dedicato a una delle strategie più insidiose utilizzate dagli assassini: la manipolazione della scena del crimine per depistare le indagini e allontanare da sé ogni sospetto.
“Ammazzare qualcuno e poi fingere di non averlo mai più visto è tra gli staging più frequenti.
Il corpo della vittima è in condizioni tali da non poter raccontare che si è trattato di un incidente o di un suicidio.
E all’assassino non resta che far sparire il cadavere sperando che nessuno lo trovi”.
Partendo da casi celebri e meno noti, italiani e internazionali, l’autrice analizza gli staging messi in atto per far credere che un omicidio sia stato un suicidio, un incidente domestico, un incidente stradale, una morte naturale o una scomparsa volontaria. Dietro queste messinscene si nascondono moventi economici, passionali, familiari e persino politici, in una continua sfida tra chi tenta di costruire una falsa verità e chi è chiamato a smascherarla.
Un argomento che oggi appare più attuale che mai alla luce di recenti casi di cronaca come quello di Giampiero Panichella e Noemi Impellizzeri che hanno alimentato il dibattito pubblico sulla possibilità che alcune morti apparentemente suicidarie possano in realtà nascondere dinamiche diverse riportando sotto i riflettori proprio il tema dello staging.
Brondoni con il suo libro fornisce al lettore gli strumenti per comprendere come gli investigatori affrontano situazioni nelle quali la scena potrebbe essere stata alterata deliberatamente e perché ogni dettaglio, anche il più piccolo, possa rivelarsi decisivo.
Nell’introduzione del volume, Brondoni ricorda come la storia dello staging affondi le proprie radici addirittura nei racconti più antichi della tradizione religiosa e culturale: “Lo staging è la messinscena sulla scena del crimine.
Nella fiction è il perno attorno a cui ruotano le storie gialle: l’assassino o l’assassina vuole allontanare da sé la responsabilità dell’omicidio e inscena un incidente, un suicidio o una morte naturale per depistare le indagini».
Dal caso di Caino e Abele alle opere di Agatha Christie, dalle rapine finite male ai falsi incidenti, dagli avvelenamenti alle sparizioni, questo saggio mostra come il tentativo di alterare la realtà accompagni da sempre il crimine e come la scienza forense abbia dovuto evolversi per riconoscere e smontare queste costruzioni.
Il libro invita inoltre a riflettere sui numeri.
Come evidenzia l’autrice, in Italia i suicidi sono ogni anno migliaia, molto più numerosi degli omicidi volontari.
Proprio per questo la conoscenza delle dinamiche suicidarie e delle tecniche di indagine è fondamentale per distinguere i casi autentici da quelli in cui una morte apparentemente autoindotta potrebbe celare un intervento esterno.
Comprendere lo staging significa quindi non soltanto conoscere il crimine, ma anche imparare a leggere criticamente la realtà e a diffidare delle conclusioni troppo semplici.
Con il rigore della criminologa e la capacità narrativa della giornalista, Cristina Brondoni accompagna il lettore in una dimensione dove niente è come sembra e dove la verità può essere nascosta sotto strati di menzogne, omissioni e false piste.
Un saggio che dialoga direttamente con la cronaca contemporanea e che aiuta a comprendere perché, nelle indagini come nella vita, le apparenze possano essere ingannevoli.
Cristina Brondoni (Milano, 1971) è giornalista, criminologa e scrittrice.
È consulente in casi di omicidio, suicidio e morte sospetta, e ha una rubrica sul settimanale Giallo.
Con Mursia ha pubblicato Gli angeli della morte (2024) e I delitti della porta accanto (2025).
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