Editoria: un libro di Giammaria Castellaro (Mursia) racconta la storia del LI Battaglione A.U.C. a Monte Lungo nel 1943

MILANO. “Bersaglieri avanti!” di Giammaria Castellaro, pubblicato da Mursia nella collana Testimonianze fra cronaca e storia, è un libro che riporta alla luce una pagina decisiva e troppo spesso dimenticata della nostra storia militare; l’assalto dei Bersaglieri del LI Battaglione A.U.C. a Monte Lungo, l’8 e il 16 dicembre 1943.

La copertina del libro

Fu lì, su quel crinale gelido e insanguinato, che i Bersaglieri tornarono a combattere per l’Italia, inaugurando la partecipazione del nostro Esercito alla Guerra di Liberazione al fianco degli Alleati.

Il volume si apre con le parole di Angelo Mario Castellaro, Bersagliere del LI Battaglione A.U.C., che all’alba dell’8 dicembre 1943 si prepara all’assalto: “Sono le 5,40 dell’8 dicembre 1943, una coltre di nebbia avvolge tutti noi soldati della II Compagnia incaricati di attaccare i tedeschi sul fianco sinistro di Monte Lungo nei pressi della Casilina. Nella notte l’intenso fuoco di preparazione delle artiglierie alleate prepara la strada. Mentre ci incamminiamo verso il punto d’attacco prestabilito nei pressi del ponte I Peccia, ripercorro velocemente il cammino della mia vita. Giunti nel luogo dove inizierà l’assalto, controllo che il caricatore del fucile sia a posto, posiziono al meglio le 5 granate in mia dotazione, bevo un sorso d’acqua dalla borraccia, chiedo perdono per tutti i peccati, faccio un forte respiro ed attendo il segnale”.

È da quella voce che il figlio, Giammaria Castellaro, ricostruisce il percorso del battaglione dalla partenza per il fronte fino alle battaglie che segnarono il riscatto dell’onore militare italiano. Il racconto alterna memoria personale e ricostruzione storica, restituendo il clima di incertezza, coraggio e sacrificio che caratterizzò quei giorni.

Un momento della battaglia di Monte lungo (8 dicembre 1943)

La prefazione del Generale di Corpo d’Armata (ris) Enrico Pino, èresidente dell’Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti Regolari delle Forze Armate, sottolinea il valore civile e militare di quella battaglia, ricordando come Monte Lungo rappresenti il punto di svolta della partecipazione italiana alla Guerra di Liberazione: “La battaglia di Monte Lungo fu la prima battaglia combattuta dai soldati italiani nel ruolo di cobelligeranti; una Guerra di Liberazione, però, poco conosciuta dagli italiani, poiché molti di essi ritengono che sia stata condotta esclusivamente dal movimento resistenziale”.

Un passaggio che restituisce la necessità di riportare alla memoria collettiva il contributo dei reparti regolari dell’Esercito.

Castellaro racconta la storia di un manipolo di uomini – non più di 5 mila – che, dopo l’8 settembre, scelsero di restare fedeli all’Italia e di combattere contro il tedesco invasore. Uomini addestrati, determinati, spesso male equipaggiati, che affrontarono uno dei fronti più duri della Campagna d’Italia: Cassino.

Con una scrittura limpida, rigorosa e profondamente umana, Giammaria Castellaro restituisce non solo la cronaca militare, ma anche la dimensione emotiva dei combattenti: la paura, la fame, il freddo, la speranza, la voglia di riscatto.

Una testimonianza che diventa documento, memoria, monito.

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