MILANO. E’ in libreria per Mursia “I gerarchi del Duce” (pagg 368, 22,00 euro) il nuovo saggio di Antonio Leggiero che porta il lettore dietro le quinte del potere fascista, in un territorio dove storia e psicologia si intrecciano per restituire un’immagine più complessa e autentica degli uomini che circondarono Benito Mussolini.

Non una semplice ricostruzione cronologica, ma un’indagine personologica unica, condotta con gli strumenti delle moderne scienze comportamentali, capace di illuminare vizi, virtù, ambizioni e fragilità dei protagonisti del Ventennio.
Come Leggiero stesso scrive nell’introduzione: “Un’analisi approfondita e dettagliata – sulla scorta di dati oggettivi – di coloro i quali costituirono e rappresentarono la corte del Duce.
Alcuni furono di indiscussa ed elevata levatura intellettuale (come Bottai), altri di modesto livello individuale e culturale (come Starace), alcuni fedeli fino alla fine (come Pavolini), altri tentarono di sottrarsi meschinamente al loro destino quando tutto volgeva al peggio (come Grandi), altri ancora tradendo vergognosamente anche dall’interno della famiglia (come Ciano)”.
Ettore Muti, Achille Starace, Dino Grandi, Giuseppe Bottai e Galeazzo Ciano emergono dalle pagine come figure vive, contraddittorie, spesso lontane dagli stereotipi che la memoria collettiva ha sedimentato. Muti, l’eroe indomabile trasformato in icona; Starace, il fedelissimo devoto fino all’ultimo; Grandi, l’artefice del golpe del 25 luglio; Bottai, l’intellettuale innovatore; Ciano, il “generissimo” divorato dall’ambizione e infine traditore: cinque destini diversi in altrettanti capitoli del libro, che raccontano, ciascuno a modo suo, la natura mutevole e tormentata del regime.
Leggiero, criminologo e docente universitario, già autore per Mursia de Il profilo criminologico dei gerarchi nazisti, propone una “storia nuova”, che non riscrive il passato ma lo osserva da un’angolatura inedita: quella della personalità.
Attraverso documenti, testimonianze e un approccio analitico rigoroso, l’autore ricostruisce i tratti psicologici dei gerarchi, mostrando come le loro scelte – talvolta dettate da idealismo, più spesso da opportunismo, ambizione o paura – abbiano contribuito a sostenere, deformare o far crollare l’impalcatura del fascismo.
Il risultato è un affresco storico e umano che parla non solo agli studiosi, ma a chiunque voglia comprendere come il potere si costruisca, si mantenga e infine si sgretoli attraverso le persone che lo incarnano.
Antonio Leggiero, nato a Tufo (Avellino) nel 1967, è criminologo, avvocato e docente di Criminologia presso varie università. È ricercatore storico e collabora con svariati quotidiani, riviste scientifiche, giuridiche, storiche e culturali.
Con Mursia ha pubblicato Il profilo criminologico dei gerarchi nazisti (2023).
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