Editoria: Uno sguardo inedito ai luoghi e ai combattimenti di Ernst Jünger nella Grande Guerra. Un libro di Italia Storica Edizioni

GENOVA. Il libro dello studioso svedese Nils Fabiansson Ernst Jünger nelle tempeste d’acciaio della Grande Guerra, appena uscito per Italia Storica Edizioni, a cura di Andrea Lombardi e con la traduzione di Vincenzo Valentini (https://www.amazon.it/compendio-documentale-fotografico-sullesperienza-conflitto/dp/883143036X) è un vero e proprio compendio per il lettore al capolavoro di Ernst Jünger Nelle tempeste d’acciaio.

Vengono esplorate le corrispondenze tra i diari di guerra e le opere letterarie di Jünger e la sua esperienza di guerra sul Fronte occidentale quale Tenente e comandante di Truppe d’assalto nel Füsilier-Regiment Nr. 73Gibraltar” mediante una documentata analisi storica e topografica delle battaglie del suo reparto e della loro trasposizione nei suoi libri e una analisi critico-letteraria delle loro varie edizioni, completata con decine di fotografie da archivi pubblici e privati, immagini inedite dai suoi diari e dei luoghi dei combattimenti allora e oggi e mappe.

La copertina del libro

Nelle parole dello studioso Giovanni Sessa: “Per comprendere le intenzioni dello studioso svedese è bene muovere dalle considerazioni di Christopher Tilley, docente di storia materiale, che a proposito del paesaggio ha rilevato che: «i luoghi sono da sempre molto più che punti di localizzazione, perché hanno significati e valori distintivi per le persone» (p.7).

Lo stesso Jünger sostenne, a più riprese, di essere magneticamente attratto da alcuni “luoghi”.

Per questo motivo, Fabiansson conduce il lettore sui campi di battaglia descritti da Jünger Nelle tempeste d’acciaio, non solo confrontando e fornendo l’esegesi delle molteplici revisioni cui quest’opera fu sottoposta dalla scrittore, ma servendosi di un ricchissimo apparto iconografico contenete fotografie tratte da archivi pubblici e privati (particolarmente suggestive e rievocative dell’“atmosfera”, del “clima spirituale” allora aleggiante sulle trincee, risultano essere quelle in bianco e nero), di pagine dei diari dello scrittore tedesco, di mappe da lui disegnate su taccuini e immagini dei luoghi delle battaglie come appaiono oggi. Fabiansson, si badi, non mira a realizzare una sorta di turismo bellico-letterario, che Jünger non avrebbe apprezzato, ma resta fedele allo sguardo stereoscopico e glaciale dello scrittore. I testi inerenti la guerra del tedesco sono stati costruiti su quelli che Jünger definì “speciali poteri percettivi”, che gli consentirono di osservare dolore e morte con sguardo privo: «di sentimentalismi, con asciuttezza e fredda precisione» (p. 9).

Il narrato si articola in cinque capitoli che analizzano le fasi del conflitto a muovere dall’agosto del 1914 per giungere ai tragici eventi del novembre 1918, momenti al cui centro si staglia la figura dell’uomo Jünger e si conclude in un Epilogo, nel quale l’autore presenta le numerosissime traduzioni all’estero di Nelle tempeste d’acciaio. […]

Non fu solo il “cuore avventuroso” a indurre Jünger ad arruolarsi volontario, ma anche la precisa volontà di meravigliarsi e di comprendere in profondità il senso della guerra, si chiese se essa celasse ancora, di là dai massacri che la “guerra dei materiali” imponeva, per chi la viveva in prima persona, una possibilità realizzativa.

La sua risposta fu positiva.

Il combattimento determina il superamento della routine borghese, ponendo l’uomo di fronte alla potestas che lo anima e che aleggia in tutta la natura.

La guerra distruttiva pare travolgere tutto. Le descrizioni dei campi di battaglia dello scrittore tedesco, ci fa entrare nelle vive cose del paesaggio bellico, attraversando e confrontandosi con l’eterna metamorfosi ciclica che lì costituisce. […]

Commovente, inoltre, il ricordo che Jünger ci ha lasciato dei suoi camerati, siano essi ufficiali o fedeli attendenti che, per lui, sacrificarono la vita.

Il libro dello studioso svedese, non è quindi, un semplice “compendio” per leggere Nelle tempeste d’acciaio, ma volume di rilevo per l’esegesi dell’intera opera di Ernst Jünger”.

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